Milano

La varesina Carovana dei versi protagonista al Festival Letteratura di Milano

Un momento della Carovana dei versi a Milano

Un momento della Carovana dei versi a Milano

Domenica 9 giugno, a partire dalle ore 15, in via Dante a Milano, arriva la Carovana dei versi di Ombretta Diaferia e Alessandro Gianni. Un’irruzione che rientra le iniziative del cartellone del Festival Letteratura Milano.

Il gruppo di poeti varesini proporrà un itinerario in cui i protagonisti leggeranno i loro versi, tratti dalle raccolte che vanno dal 2009 al 2013, e dando vita ad una performance poetica che dalla Loggia dei Mercanti, lungo via Dante, raggiungerà il Castello Sforzesco di Milano in piazza Cairoli.

Ancora la Carovana dei versi protagonista a Milano, lo stesso giorno, domenica 9 giugno, alle ore 20.45, presso lo Spazio del sole e della luna in via Ulisse Dini 7 (MM2 Abbiategrasso Chiesa Rossa).

Un appuntamento per presentare la rivista Inkroci, a cui seguirà ancora una performance dei poeti di Carovana dei versi.

6 giugno 2013
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6 commenti a “La varesina Carovana dei versi protagonista al Festival Letteratura di Milano

  1. ombretta diaferia il 7 giugno 2013, ore 21:37

    grazie per lo spazio dedicato a “carovana dei versi – poesia in azione”, il progetto abrigliasciolta più longevo, ma soprattutto corale ed itinerante…

    molto poco varesino, in questa tappa, visto che gli unici prealpini in formazione sono gli ormai mitici Sandro Sardella e Thomas Maria Croce, che ieri sera alla Biblioteca comunale di Niguarda hanno dato il meglio di sé per PERCORSI CONTEMPORANEI ABRIGLIASCIOLTA
    AMBIENTE E LAVORO DIVERSI con i loro “Nei boschi tra il bene e il male” e “Discanto in San Francisco/Harmonizing in San Francisco”: il primo dal poemetto di Thomas Maria Croce nello sguardo di Roberta Tudisco, incubAzione di Arturo Schwarz, notAzione di Mario Agostinelli e il secondo dal poetage di Sandro Sardella Tradotto da Jack Hirschman, copertina di Agneta Falk, nota di Giovanni Trimeri (tradotta da Giovanna Bertoni).

    E domenica questi storici carovanieri avranno ampio spazio con i progetti che sono nati ne “carovana dei versi” e divenuti veri e propri testimoni gutemberghiani della cultura in azione abrigliasciolta.

    continuiamo rigorosi ed entusiasti nei piccoli passi in cultura civile del pensiero itinerante e corale…

    grazie mille!

  2. a.g. il 7 giugno 2013, ore 21:47

    Brava Ombra…ci piace il tuo “piccoli passi in cultura civile…”…

  3. ombretta diaferia il 10 giugno 2013, ore 12:41

    grazie a.g.!

    proprio perché i “piccoli passi in cultura civile” non sono solo miei, ma di tutta abrigliasciolta e delle centinaia di autori che agiscono.

    ieri si è realizzata la tappa più significativa dei nove anni di storia di “carovana dei versi – poesia in azione”: al centro c’era solo la poesia che restituisce vera vita alla cultura in azione.

    ringrazio di cuore la rivista Inkroci e Magnolia Italia che hanno dato spazio e forza a tutta la formazione “carovana dei versi – poesia in azione” itinerando coralmente per ben sette ore:

    Ada Crippa – Heiko Caimi – Sandro Sardella – Giuliano Mori – Thomas Maria Croce – Luigi Maffezzoli – Ezio Spataro – Alejandro Lopez Luna Delgado – Giuseppe Ciarallo

    la poesia in azione il 9 giugno è stato un vero deterrente contro i cialtroni della vita quotidiana!

    next steep e very compliments per la fantastica professionalità messa in campo per la poesia dagli autori che perseguono cultura in azione!

  4. Bruno Belli il 11 giugno 2013, ore 18:59

    Mi complimento con Ombretta Diaferia per l’ennesimo successo delle iniziative “Abrigliasciolta”.

    Chi perdura nella proprie (giuste) convinzioni, ne ricava sempre merito, laddove non vi siano i sordi che non vogliano sentire ed i ciechi che non vogliano vedere. A tal proposito, ricordano ancora molti lettori quando un intero stabile in centro a Varese si rivoltò contro ad Ombretta, perché nella sua libreria c’era spazio anche per la musica e gli incontri all’aperto?

    “Piccoli passi in cultura civile”, come ricorda anche il direttore Giacometti, è la frase con cui Ombretta chiude sovente la propria corrispondenza, ma credo che dovremmo appropriarcene concretamente tutti noi che tentiamo di “annaspare” nell’ambito culturale.

    Questa “cultura civile” – io uso il termine “cultura sociale”, ma indica il medesimo punto – sarebbe la base anche per quella amministrativa, politica, aggregativa…
    I tempi non sono ancora maturi, ma le fondamenta sono già state gettate…per lo meno, ne sono convinto.

  5. ombretta diaferia il 13 giugno 2013, ore 19:10

    Caro Bruno,
    scusa ma leggo solo ora, dopo giorni concitati e di stanchezza.

    Lusingata dalle tue parole e con il costante obiettivo di potenziarle, ti ricordo che abrigliasciolta non cerca successi, ma sfide.
    Come vuole la sperimentazione e ci insegna l’autore del nostro nome, Vladimir Majakovskij.

    Forse la nostra forza è proprio questa: voler costruire una prospettiva altra di cultura in una comunità aperta ed indipendente dalle logiche del familismo amorale italiano e delle strategie partitiche, che ne conseguono.

    Fortunatamente idee ed intenti corali ed itineranti son proprio quelli che non mancano né a me, né a tutti coloro che collaborano con noi ed “utilizzano” segnali, percorsi e edizioni dell’impresa che abbiam fondato io e Sandro Gianni nel 2004 con le sue tre attività ormai corroborate: diffusione dell’ultimo strumento del pensiero, il libro, performAzioni letterario artistiche ed edizioni.

    Una sfida allora, ancora viva oggi e sempre più proiettata verso il futuro, che non si cura di chi si costituisce “contro”, senza conoscere l’essenza della cultura, ma esclusivamente usandola come strumento, spesso di mera aggregazione e conteggio teste per altri fini.

    Devo chiederti però di rammentarmi di questa rivolta di cui scrivi, perché non ne ho memoria: probabilmente l’ho cancellata, causa eccessivo desiderio di voler essere “pro” e mai “contro” nella vita, come nell’arte, che compongono la cultura di noi tutti.

    Il mio ricordo si limita ad un increscioso periodo di minacce ed aggressioni, che è difficile cancellare dalla pelle.
    Quelle scaturirono proprio dal tentativo di bloccare quell’attivazione del pensiero itinerante e corale che ci siam proposti allora e della cui generAzione ci riconosciamo orgogliosi responsabili: il risveglio dal sonno della ragione, spesso, diventa onfaloscopia, che contamina, però, solo coloro che si ergono a qualcosa semplicemente per autodeterminarsi. E chi vuol controllare ed impedire la nostra azione non ha altra strada che la paura per negare ad una cocciuta come me la libertà.
    Ma quella fu risolta per vie più che legali. Quindi siamo in tanti a sapere chi cercò di tarpare le ali ad un progetto, che ancora oggi dimostra di essere valido e di diffondere cultura vera.

    “Piccoli passi in cultura civile” non è solo lo slogan 2013, che completa quello dello scorso anno “nutrirsi di cultura” e quelli adottati in tutti i nove anni di attività: è un progetto a lungo termine il nostro e lo stiamo intessendo anno dopo anno, scandendoli con un “concetto” portante che arricchisce e completa il lavoro di quelli precedenti.

    Ben venga l’appropriazione, dunque.
    I tempi sono maturi, la coscienza è giunta allo stadio dell’attivazione.
    Bisogna solo perseguire e non lasciare che ci venga sottratto il nostro vero bene comune: il pensiero in azione al servizio della comunità per la sua evoluzione.

    Ma la scrittura, che mi dà vita sin dal 1987, mi ha fatto andare troppo lunga.
    Volevo solo ringraziarti e ringraziare tutti per l’attenzione che prestate a questi “piccoli passi in cultura civile”.

    Con il sorriso nel cuore di chi vuole solo essere utile.
    Nell’umile azione quotidiana.

    per dirla alla Maconi
    “Ci ritroveremo ancora
    in questa distanza.”

    ombretta diaferia

  6. Bruno Belli il 14 giugno 2013, ore 18:36

    Cara Ombretta, mi riferivo a quel “periodo increscioso di minacce ed aggressioni” per usare le tue parole, come lessi, a suo tempo, sull’allora unico quotidiano locale, “La Prealpina”.
    La “rivolta” si esprime sempre in due fasi ed in due gruppi, infatti: prima nasce sottesa, poi, esplode, sole che, nella seconda fase, molti nascondono il braccio, dopo avere lanciato il sasso.
    E questo vale sia nelle rivolte “Positive” (atte alla ricerca di un miglioramento), sia a quelle negative (nate per “dominare” la “diversità”, di qualunque aspetto essa sia).
    Continuiamo con i “piccoli passi” come fa la goccia sulla pietra.

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