Cairate

Anteprima al Monastero di Cairate restaurato. Sorgerà un grande museo longobardo

Il bellissimo Chiostro di Cairate

Il bellissimo Chiostro di Cairate

Porte aperte del restaurato Monastero benedettino di Santa Maria Assunta a Cairate per gli operatori dei media. Un’anteprima per conoscere i lavori di recupero di un complesso monastico di grande valore culturale, costati alla Provincia di Varese 13 milioni di euro. Un restauro raffinato, filologico, come dimostrano i cornicioni sbrecciati al primo piano, e come conferma la stratifocazione di epoche e di stili che Provincia e Sovritendenza hanno cercato di mostrare e mai di occultare.

Un intervento complesso, che nel 2003 diventa oggetto di un accordo tra Provincia e Comune di Cairate, ma gli scavi e le prime verifiche avvengono nell’81. Da allora gli archeologi hanno scoperto una serie di testimonianze che, andando indietro, arrivano fino al primo secolo. Una villa romana, poi una chiesa paleocristiana, successivamente un monastero benedettino con cimitero per le monache. Un complesso che un lungo lavoro di recupero ha riportato ad uno stato eccellente, pronto ad ospitare attività ed iniziative.

“Può diventare il Museo longobardo più importante d’Italia”, dichiara il commissario Dario Galli. “Sostanzialmente il recupero è ultimato – continua Galli -, un esito che abbiamo raggiunto in anticipo rispetto alle previsioni (si parlava del 2015)”. Dopo gli interventi edilizi, sempre sotto il controllo della Sovritendenza, ora ci si pone il problema di come utilizzare il complesso. “Può essere uno spazio per le scolaresche, per gli studiosi e i ricercatori, per un museo in cui esporre i reperti trovati qui e nella zona intorno”. Come dice anche l’ex assessore Gianfranco Bottini “adesso inizia la parte più difficile: scegliere come valorizzare questo prezioso complesso monastico”.

Un momumento che vive ancora oggi: una parte del complesso ha ospitato gli uffici del Comune di Cairate. Come rimarca il sindaco Paolo Mazzucchelli, “un complesso che i cittadini devono sentire come casa loro”.

Dietro il monastero fondato dalla nobildonna longobarda Manigunda, sorge una chiesa ammalorata. Si tratta della chiesa dedicata ai Santissimi Ambrogio e Martino, che la Provincia sta recuperando con un cantiere. Come spiega ancora Galli, “qui dentro abbiamo intenzione di realizzare un auditorium, che prima doveva essere ospitato nel monastero. Ma realizzarlo qui ci consente anche di restaurare questa bellissima chiesa, in modo da non lasciare un rudere accanto al monastero riportato in vita”.

 

 

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6 giugno 2013
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