Varese

Varese, cittadinanza a Mussolini? Giannantoni: un obbrobrio che va cancellato

Lo storico varesino Franco Giannantoni

Lo storico varesino Franco Giannantoni

Arriva, giovedì 6 giugno, alla seduta del Consiglio comunale di Varese, la mozione per revocare la cittadinanza onoraria varesina a Benito Mussolini, una mozione presentata dal consigliere del Pd, Luca Conte, e che nell’ordine del giorno del Consiglio occupa l’ultimo posto. Davvero paradossale: tanti sostengono che la questione non è importante, che non si tratta di una richiesta che merita attenzione, ma intanto tutti ne parlano, il dibattito prosegue da settimane.

Tutto parte il 10 maggio del 1924, quando la Città Giardino conferì la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, che tre anni dopo le riconobbe lo status di capoluogo provinciale. Chiediamo un parere anche ad uno storico del fascismo, il varesino Franco Giannantoni, che annuncia che sarà presente in aula la sera del dibattito. “Il conferimento della cittadinanza onoraria aveva un senso quando si verificò, si era in pieno fascismo – spiega Giannantoni -. Ma con la Liberazione e la Resistenza, quella cittadinanza onoraria non ha più senso. E’ un obbrobrio, un’offesa, va cancellata”.

Tuttavia lo storico del fascismo sottolinea l’origine di quella scelta lontana. “Eravamo nel pieno del fascismo – dice Giannantoni -, è comprensibile il motivo di quella scelta. Un riconoscimento a cui seguì la proclamazione di Varese capoluogo e provincia. Ma ciò accadde non per i meriti industriali, come qualcuno sostiene, ma perchè Mussolini aveva la necessità di collocare qui la Polizia di confine”.

Un dibattito che interessa lo storico, il quale ebbe a chiedere il cambio del nome di una via di Varese, la via dedicata al sacerdote padre Reginaldo Giuliani, che in nome di Cristo Re partecipò alla guerra d’Etiopia con le truppe fasciste. Al suo posto lo storico aveva chiesto che la strada fosse dedicata all’eroico Calogero Marrone, l’impiegato del Comune di Varese morto a Dachau per aver tentato di mettere in salvo ebrei e perseguitati dai nazifascisti. “Dalla mia richiesta nulla si è mosso – dice sconsolato Giannantoni -, così come il Comune non ha ancora corretto le inesattezze presenti nella targa dedicata allo Schindler varesino che si trova nei giardini dell’Area Cagna a Biumo Inferiore”.

4 giugno 2013
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