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Regione, Commissione transfrontaliera: al primo posto ci sono i lavoratori frontalieri

Il presidente della Commissione transfrontaliera, la leghista Francesca Brianza

Il presidente della Commissione transfrontaliera, la leghista Francesca Brianza

La Commissione Speciale Rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Province autonome ha ospitato oggi il Commissario straordinario della Provincia di Varese, Dario Galli, e il Commissario straordinario della Provincia di Como, Giuliana Longhi. Un approfondimento voluto dal presidente Francesca Brianza (Lega Nord) per meglio sviscerare le problematiche presenti nelle province che confinano con la Confederazione elvetica.

L’obiettivo dichiarato è quello di stringere un’alleanza operativa con la Regio Insubrica (la Comunità di lavoro che promuove la cooperazione transfrontaliera nella regione italo-svizzera dei Laghi Prealpini nelle Province di Varese, Lecco, Como, Novara, Vco, includendo anche la Provincia di Sondrio), ospitandone un rappresentante in Commissione, con la disponibilità del presidente o di un suo delegato a presenziare alle riunioni del sodalizio. “Vogliamo lavorare al fianco di questa realtà – spiega il presidente Brianza – per supportarne come Regione le attività e per procedere insieme e con una linea condivisa nei vari campi di interesse”. Tra le tematiche discusse in Aula, il problema dei frontalieri, l’emergenza infermieri, l’esodo legato al prezzo della benzina e la concorrenza tra le imprese.

“Dobbiamo favorire l’incontro tra le nostre partite Iva e il sistema bancario elvetico per far affluire capitali nuovi nel nostro tessuto imprenditoriale – ha detto il presidente Galli – Abbiamo il dovere di superare barriere legislative e psicologiche. Se in Svizzera i servizi funzionano e si pagano la metà delle tasse, qualche riflessione va fatta…”.

“Un primo passo per affrontare le tante problematiche del rapporto di vicinanza con la Confederazione elvetica”. E’ il giudizio di Alessandro Alfieri, capogruppo regionale del Pd, sulla seduta di oggi della Commissione speciale.

“Naturalmente, la prima questione è quella del frontalierato, dei ristorni che ne derivano, del Fondo speciale Inps per la disoccupazione di questo tipo di lavoratori – spiega Alfieri-. Ma non sono secondarie le vicende legate alle grandi infrastrutture o all’Interreg, mentre è importante che, come Commissione, si avvii un confronto con le autorità elvetiche, a partire dal Gran Consiglio del Canton Ticino. Teniamo conto, in tutto ciò, che la Svizzera sta premendo per una rinegoziazione degli accordi bilaterali con l’Italia, che andrà verificata passo passo”.

Oggi, tuttavia, si è già cominciato a mettere il dito nella vera piaga di questo rapporto, ora spesso tribolato: “La nostra preoccupazione è per il clima in cui si trovano a dover vivere i frontalieri, che dagli italiani sono considerati dei privilegiati, dai ticinesi coloro che lavorano a più basso costo”.

Continua Alfieri: “E’ una questione di difficile soluzione anche da parte delle nostre stesse organizzazioni sindacali, mentre quelle svizzere stanno pensando di introdurre un salario minimo, attorno ai 4mila franchi, che se è corretto da un certo punto di vista, dall’altro fa venir meno un vantaggio per il nostro territorio – dice Alfieri –. E se l’impressione è che i frontalieri vengano lasciati soli dal Governo centrale, dobbiamo essere noi, Regione e Province, a dare delle risposte per rendere meno stridenti questi conflitti. La Commissione, secondo noi del Pd, deve lavorare proprio su questo compito”.

 

4 giugno 2013
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