Lettere

Mussolini, cittadinanza da cancellare

La mozione presentata dal consigliere Luca Conte del Pd, finalizzata alla revoca della cittadinanza onoraria a B. Mussolini, ha sollevato sulla stampa locale una serie di critiche negative a dir poco disarmanti. Queste obiezioni  purtroppo  hanno fatto venire alla  luce una preoccupante mancanza di coscienza democratica e civica in gran parte di amministratori, dirigenti politici e cittadini varesini 

intervenuti sulla vicenda.

Anziché chiedersi se è giusto che il comune di Varese annoveri allo stesso tempo e nello stesso consesso, tra i suoi concittadini da onorare  Calogero Marrone, capo dell’Ufficio anagrafe  del comune di Varese, morto nel lager di Dachau  il 15 febbraio 1945; e  Benito Mussolini, alleato di Hitler e persecutore di ebrei ed antifascisti, questi critici si  domandano, ironizzando e tentando anche di delegittimare il giovane consigliere Pd, cui va il merito e il plauso per aver sollevato la questione : “se non aveva nulla di meglio da fare  che occuparsi di cose che riguardano i nonni” (sic!).

Questi signori  che,  assieme alla Comunità ebraica,  all’Anpi, hanno voluto giustamente onorare  e ricordare con una lapide  ed un giardinetto tra i suoi migliori concittadini Calogero Marrone  per aver dal suo posto di lavoro al municipio salvato tante vite di ebrei e patrioti varesini e per questo finito nel lager di Dachau, anziché revocare nel contempo  la cittadinanza al carnefice di Marrone, si chiedono  perché dopo 89 anni si solleva il problema   della cittadinanza a Mussolini e  come mai prima questa questione non sia stata sollevata.

Il fatto che questa onorificenza sia stata data in pieno fascismo per piaggeria nel 1924 ( che per inciso è lo stesso anno dell’assassinio di Matteotti) è cosa umanamente comprensibile, ma che  poi per tanto tempo dopo Liberazione nessuno l’abbia sollevata e fatta revocare, sia che fosse   forza di maggioranza che di opposizione, non  è un titolo di merito per alcuno, se mai è un demerito per tutti, perché quella onorificenza  offende la dignità dei tanti varesini che hanno sofferto a causa della dittatura fascista.

Dire  poi che si perde tempo con queste questioni  in un momento in cui a Varese e Provincia vi sono evidenti segnali di rigurgiti nazi-fascisti  e le  sedi dei partiti e le  lapidi dei partigiani vengono imbrattati, è di una gravità enorme. La libertà e la democrazia non sono date una volta per tutte; ma sono valori che hanno bisogno della continua vigilanza delle Istituzioni e delle coscienze più avvertite per consolidarsi ed estendersi.

Si dice che con la revoca della cittadinanza si vuole cancellare Mussolini dalla  storia. Mussolini appartiene alla storia, e nessuno lo vuole cancellare; ma “la storia divide gli uomini”- come dice Calvino – “in vittime e carnefici”; e la storia  colloca ed annovera il “duce” tra i  dittatori e i carnefici.

Il comune di Varese, per quanto io sappia,  non ha sentito il dovere morale di concedere la cittadinanza onoraria alla vittima Marrone, riconosciuto  dallo Yad Vashem come “giusto fra le nazioni”; mentre vuole mantenere  ancora la cittadinanza a Mussolini.

Questi signori obiettano: che il capo del fascismo  “è legato indissolubilmente a Varese per mille motivi dalla creazione della città… e poi dal punto di vista architettonico …”

Ma ve l’immaginate voi in Germania  un amministratore  di una delle tante città tedesche  (gratificate dal Führer durante la sua dittatura con qualche importante riconoscimento) che dica, oggi nel 2013, che il  “capo del nazismo  è legato indissolubilmente alla  nostra città per mille motivi e quindi non intendiamo revocare la cittadinanza onoraria a  suo tempo concessa ad Hitler”, senza  che una simile affermazione non  costringa  l’incauto amministratore a dare le  immediate dimissioni?

E che dire dell’affermazione che “Mussolini è legato a Varese anche  dal punto di vista architettonico”? Purtroppo Mussolini non è legato solo a Varese dal punto di vista  architettonico, ma  è legato drammaticamente  a causa  del  suo  scellerato “ventennio”  alla tragedia di tutta l’Italia e non solo.

Non si può dimenticare che, come alleato di Hitler, nella Seconda Guerra Mondiale,  ha aggredito nazioni e città, e  portato  lutti,  miserie e  rovine  in gran parte del mondo  e nel nostro Paese.

Se non avesse fatto quella fine che ha fatto  sarebbe stato processato, al pari dei  capi nazisti al processo di Norimberga, come criminale di guerra, per crimini contro l’umanità. Altro che palazzi dallo stile nazionalistico che avrebbero abbellito Varese!  Intere città d’arte sono state distrutte  e date alle fiamme dall’orda nazi-fascista; e  milioni di innocenti sono stati inceneriti nei lager.

Lo sanno tutti quelli che hanno dovuto combattere  contro i  nazisti e i fascisti quanto sia stata dura la ricostruzione  economica, sociale e morale nei loro Paesi e lo sappiamo bene  anche noi italiani quanti sacrifici abbia comportato  il  risanamento dell’Italia nel dopoguerra.

Varese, ha ricordato il prof. Orecchia, nella sua interessante conferenza  nella cerimonia della Festa della Repubblica all’Insubria, (nella quale il Prefetto dott. Zanzi alla presenza del Rettore dell’Università prof. Alberto Coen Porisini, ha consegnato le medaglie d’onore agli ex internati di Varese e provincia)  ha votato nel Referendum del 1946 per il 58% a favore della  Repubblica ed ha  una Costituzione nata dalla lotta di Liberazione dal nazifascismo e dalla dittatura di  Mussolini.

La XII disposizione transitoria e finale della nostra Costituzione e la “legge Scelba” del 1952 vietano l’apologia  e la rinascita del fascismo sotto qualsiasi forma.

Per ciò  revocare la cittadinanza al “duce”,  nel prossimo Consiglio comunale, e darla a Calogero Marrone, significherebbe dare un segnale forte di rifiuto  e di condanna del fascismo, dei suoi capi, dei suoi simboli e del “famigerato ventennio”, onorando invece  dei carnefici, le loro vittime.

Significherebbe rimanere al fianco, signor Sindaco Fontana, dei tanti morti nei lager  e  dell’unico ex – Internato militare italiano della provincia di Varese, ancora vivente, Angelo Rosata, residente a Cislago, Sottoufficiale di Marina, arruolato come volontario, l’8/9/1943, che ringraziando per la medaglia d’onore concessa, dal Prefetto ha gridato davanti a noi tutti, lei compreso e  con voce ferma: “NON DIMENTICARE!”

Significherebbe,  signor assessore e signori consiglieri tutti, anche della Lega, dare un segnale alle nuove generazioni affinché stiano sempre  a fianco delle vittime, come  Marrone e  lontani dalle ideologie  totalitarie, dai dittatori e dai  loro carnefici, come Mussolini.

Romolo Vitelli

4 giugno 2013
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5 commenti a “Mussolini, cittadinanza da cancellare

  1. Cittadinosuperpartes il 4 giugno 2013, ore 17:47

    La mozione presentata dal consigliere Conte,e’ condivisibile sotto tutti gli aspetti, sopratutto alla luce degli ultimi eventi che mettono in antitesi tale cittadinanza, con il giusto riconoscimento di un cittadino esemplare come Calogero Marrone. Ma Varese non e’ nuova a contraddizioni storiche, da un lato si innaugura uno spazio verde a nome di Giovanni
    Gentile Poi si posa una targa per ricordare i bombardamenti Alleati alla Macchi definiti terroristici sino ad elogiare l’architettura del ventennio Credo che qui ci sia una mancanza di conoscenza e coscienza storica, da parte della cittadinanza, che supinamente accetta tutte queste contraddizioni, forse anche perche’ il momento e’ drammaticamente difficoltoso nel vivere quotidiano che tutto passa in secondo piano.

  2. Rodrigo il 5 giugno 2013, ore 01:57

    Sarebbe opportuno ricercare nelle pagine di storia che cosa si intendeva
    per ‘bombardamenti terroristici’. E poi non abbiamo altro da pensare con tutto quello che sta capitando ?

  3. Cittadinosuperpartes il 5 giugno 2013, ore 15:45

    Voglio solo precisare per chi non lo sapesse, ma dubito,e’ conosciuto da tutti che la Macchi produceva il caccia 205 Veltro il migliore mai prodotto dalle industrie Italiane nel periodo bellico. Mi sembra plausibile che gli alleati pensassero di distruggerne la produzione Diverso sarebbe stato se produceva caramelle e cioccolata!!

  4. sabrina il 7 giugno 2013, ore 14:37

    io sono di cislago e so chi e il signore in questione tale angelo rosata..ma lei dimentica la vicenda del cislaghese portato VIVO dai partigiani al cimitero di cislago trasportandosi da solo la sua bara….se la mettiamo coi numeri dei morti..be i partigiani sarebbero ancora nelle aule di tribunale a subire processi !!!!!!

  5. matteo il 22 luglio 2013, ore 16:48

    Il solito antifascista ignorante…

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