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Gazzada, la giornalista Vera Vigevani ricorda la tragedia dei desaparecidos italiani in Argentina

Franca Jarach, vittima del regime fascista di Videla

Franca Jarach, vittima del regime fascista di Videla

Una contabilità di morte che fa ancora rabbrividire: si calcola che, tra il 1976 e il 1983, in Argentina sotto la sanguinaria dittatura fascista di Videla, siano scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali su 40000 vittime totali.

Una tragedia che verrà evocata domani sera, mercoledì 5 giugno, alle ore 20.30, presso il Municipio di Gazzada Schianno (Villa De Strens) in via Matteotti 13/A. A parlare di questa tragedia sarà la giornalista e scrittrice italo-argentina Vera Vigevani Jarach, che è stata insignita dell’Ambrogino d’Oro 2012 dal Comune di Milano.

Nell’incontro dal titolo “Per favore, chiedo di non dimenticare” la Vigevani darà testimonianza della sua vita e di quella di sua figlia Franca, che scomparve il 26 giugno 1976 e di lei non si seppe più nulla, quando una donna che era sopravvissuta al campo di concentramento dell’Esma le ha raccontato tutto. “Nel mio caso  non c’è alcuna speranza di ritrovare neanche il suo corpo, mia figlia è stata buttata giù da un aereo, buttata a mare”.

Vera, che ha lavorato fino alla pensione come giornalista dell’Ansa di Buenos Aires, ha spiegato più volte che, con la sua testimonianza, lotta per la creazione di una memoria condivisa, affinché nessuno dimentichi e certe cose non si possano più ripetere. Una testimonianza che si trova nel libro che ha scritto dal titolo “Il silenzio infranto” che affronta la tragedia dei desaperecidos italiani in Argentina.

4 giugno 2013
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Un commento a “Gazzada, la giornalista Vera Vigevani ricorda la tragedia dei desaparecidos italiani in Argentina

  1. Luisa Oprandi il 5 giugno 2013, ore 02:10

    Vera sarà presente mercoledi 5 giugno in mattinata presso il Liceo Linguistico “Manzoni” di Varese, per un incontro con gli studenti delle classi quinte. La sua testimonianza sarà un ulteriore importante passo nel percorso della memoria che la nostra scuola costruisce con i giovani.

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