Politica

La legge “Io riattivo il lavoro” alla Camera. Gadda (Pd): per me è un impegno prioritario

Il deputato Pd Maria Chiara Gadda

Il deputato Pd Maria Chiara Gadda

“La legalità e il lavoro sono due beni comuni irrinunciabili, che non possono essere messi in contrapposizione. Le mafie sono prosperate in questi anni anche in virtù della loro capacità di sostituirsi allo Stato e alle istituzioni: offrire lavoro a persone senza prospettive, è un modo per colmare un vuoto lasciato da altri. Le aziende confiscate e la loro sopravvivenza sono dei presidi di legalità e devono fungere da esempio positivo. A nome del Pd, ho preso il mio impegno per far si che la proposta di legge di iniziativa popolare che oggi viene presentata venga al più presto messa nel calendario di esame dell’Aula di Montecitorio. E’ un’iniziativa di grande im.portanza, in cui è necessario che la politica dimostri concretezza, dando seguito alle tante richieste che vengono dalla società civile”. Questo il commento di Maria Chiara Gadda, deputata lombarda del Pd, intervenendo oggi alla conferenza stampa alla Camera per la presentazione della di legge di iniziativa popolare sui beni confiscati “Io riattivo il lavoro”, presentata da Anm, Libera, Arci, Acli, LegaCoop, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre e Sos impresa.

“In Lombardia – continua la Gadda - dove la presenza della criminalità organizzata è molto elevata (il 12% delle aziende confiscate sono proprio in Lombardia), per troppo anni si è pensato che questo non fosse un nostro problema. La lotta all’illegalità, invece, riguarda tutti noi, da nord a sud, e mette la politica di fronte a sua responsabilità”.

Conclude il deputato Pd: “Come parlamentare ho messo la legalità fra le priorità del mio impegno, sia aderendo alla campagna dei braccialetti bianchi contro la corruzione, sia sostenendo la proposta di legge presentata oggi. Per il combattere la criminalità organizzata, la repressione è fondamentale, e qui va un grade plauso alle forze dell’ordine e alla magistratura, ma la vittoria dello stato spesso si tramuta in sconfitta sociale se alla repressione non si fa seguito con misure adeguate di sostegno economico e finanziario, di tipo normativo e se non si agisce sul fronte culturale”.

 

3 giugno 2013
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