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Stop al finanziamento pubblico dei partiti. Si apre alle erogazioni private

camera-dei-deputatiSemaforo verde dal governo all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Una scelta graduale, in tre anni di tempo. Riduzione delle risorse del 60% il primo anno, del 50% il secondo anno e del 40% al terzo anno. Poi saranno abolite del tutto.
Questa è la decisione presa con un ddl dal Consiglio dei ministri. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha detto di pensare che “il Parlamento lo approvi rapidamente perché ne va della credibilità del sistema politico italiano”.
A regime gli unici canali di finanziamento dei partiti saranno le erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila euro e la destinazione volontaria del 2 per mille, che inizierà ad essere attivo dal 2016, quando i partiti potranno percepire quello che deriva da questo nuovo meccanismo. I partiti devono avere uno statuto che garantisce alcuni criteri di democraticità e i bilanci dei partiti devono essere certificati.

Lo Stato potrà erogare servizi invece che risorse economiche, spazi televisivi autogestiti, luoghi per i congressi, esenzioni per le bollette.

1 giugno 2013
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Un commento a “Stop al finanziamento pubblico dei partiti. Si apre alle erogazioni private

  1. Cittadinosuperpartes il 1 giugno 2013, ore 11:48

    Non si smentiscono mai.Solita congrega,come dicono a Napoli di “Mariuoli”Oppure come dicono dalle mie parti sono tutti “LEADER” della politica ma si legge “LADER”

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