Varese

L’Expo visto da Varese, Scapolan: vince il gioco di squadra, senza primi della classe

Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Renato Scapolan

Il presidente della Camera di Commercio di Varese, Renato Scapolan

L’Expo è a 700 giorni: praticamente dietro l’angolo. L’evento, in programma dall’1 maggio al 31 ottobre del 2015, si sta avvicinando rapidamente e, guardato da Varese, sarà molto vicino anche da un punto di vista geografico. A dire la verità, ancora poco è stato fatto sul nostro territorio in vista di questo appuntamento, ma qualcosa inizia a muoversi. Abbiamo pensato di fare un giretto per intervistare testimoni e protagonisti del percorso che Varese sta affrontando in vista dell’esposizione del 2015. Con l’obiettivo di fare il punto della situazione.

Partiamo da uno dei protagonisti di questo percorso: Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio di Varese. Al primo mandato come presidente dell’ente camerale, si trova a gestire un appuntamento così grande e complesso. Presidente Scapolan, come vive questa esperienza?

Lo vivo con la condivisione. Condivido questo percorso con la Giunta, con il Consiglio e con la struttura camerale, che sta lavorando pancia a terra sull’evento. Non si tratta però di un appuntamento del presidente della Camera di Commercio, ma di una squadra, del territorio, di tutto il sistema varesino.

 

Già ora, e certamente in prospettiva ancora di più, si pone il problema di una “cabina di regia” sul territorio. Un ruolo che spetta alla Camera di Commercio?

Credo che l’ente camerale lo debba essere per la sua stessa natura. Raccogliamo nell’ente camerale i soggetti produttivi, commerciali, sociali e professionali. Non solo: una struttura come la nostra, fatta di 130 persone, ha una marcia in più per mettere insieme tutti questi mondi. Nessun altro ente può mostrare una potenza di fuoco come noi.

 

All’incontro organizzato alle Ville Ponti,  ”Varese for Expo 2015″, lei ha paventato il rischio che a Varese si possa avanzare come una “Armata Brancaleone”, insomma in ordine sparso. Un rischio reale?

Mi auguro di essere smentito. Se avvenisse quello che ho detto, non fa una pessima figura la Camera di Commercio, ma la Provincia di Varese. Qui partiamo dal presupposto che se abbiamo la forza di carattere di fare un passo indietro, significa che ne facciamo tutti insieme due in avanti. Mi piacerebbe fare un riferimento al calcio…

 

In che senso?

Nel senso che in vista di Expo, nessuno deve tifare per la squadra del cuore. Dobbiamo tifare tutti per la Nazionale. Come Camera di Commercio chiediamo a tutti di collaborare, e non mettiamo il cappello su nulla. Noi siamo un punto di raccolta e di organizzazione dei progetti che vengono dal territorio, che hanno bisogno di essere strutturati, finanziati, governati. Non solo: teniamo i rapporti con le Camere di Commercio all’estero, con Unioncamere, oltre al fatto che siamo stati noi a formulare l’idea di un ente di promozione di tutti i territori lombardi.

 

Camminare verso Expo 2015 significa insomma camminare insieme. E’ così?

Sì, indvidualismi e sovrapposizioni mettono solo il bastone tra le ruote. E’ necessario fare squadra. E fare squadra con la struttura camerale, con le associazioni, con tutti gli enti che vogliono partecipare, non chiudiamo la porta a nessuno.

 

E cosa pensa del cronoprogramma: a Varese siamo in ritardo per quanto riguarda l’avvicinamento ad Expo?

No, i tempi sono congrui. Come ente camerale ci stiamo già muovendo a 360 gradi. Abbiamo già pianificato gli aspetti operativi, quelli della comunicazione, la gestione interna ed esterna. Dunque se tutti giocheremo una partita comune, la stessa partita, tutto andrà per il meglio, arriveremo in tempo. Mentre perderemo tempo se qualcuno vorrà fare il primo della classe. Ma sono convinto che a prevalere saràò il senso di responsabilità. Da parte di tutti.

 

1- CONTINUA 

 

 

31 maggio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi