Regione

Regione, proroga per Pgt. Tutti entusiasti, ma i grillini alzano il tiro

regione_lombardia_consiglioSi moltiplicano le reazioni e i commenti dei politici all’approvazione della deroga al Pgt per i Comuni ritardatari, con una maggioranza trasversale amplissima, e con l’unica voce fuori dal coro del Moviment0 5 Stelle.

Interviene il presidente della Commissione Ambiente, il consigliere regionale Pdl Luca Marsico. “Si tratta di un impegno preso dalla coalizione del Popolo della Libertà e della Lega Nord nel corso della campagna elettorale che oggi diviene realtà. E’, allo stesso tempo, un’assunzione di responsabilità da parte delle amministrazioni comunali ancora inadempienti che potranno, così, ultimare il procedimento di approvazione del Piano Governo del Territorio”. Continua Marsico: “Con questo via libera si potrà ridare vigore al settore edilizio, oggi bloccato,consentendo un nuovo impulso economico stimato, a livello regionale, in mezzo miliardo di euro e si consentirà uno sviluppo armonico del territorio nel rispetto dell’ambiente ponendo attenzione al consumo del suolo”. Per quanto riguarda la Provincia di Varese sono ben 67 su 141 i comuni interessati da questa delibera e sono molti i cantieri bloccati con investimenti pari a circa 110 milioni di euro. Conclude Marsico: “l’auspicio è che questa possa essere la prima pietra per un rilancio globale di un settore rilevante come quello del comparto edilizio e di tutti gli operatori del settore”.

Soddisfazione è stata espressa dal capogruppo del Pd in Regione Alessandro Alfieri, primo firmatario del progetto di legge del Pd che chiedeva di prorogare, per l’ultima volta, i termini per l’approvazione dei Pgt. “E’ un buon risultato – commenta Alfieri – ottenuto in tempi rapidi così come chiedevano i Comuni e gli ordini professionali e le imprese di settore colpiti in modo particolare dalla crisi. Entro un anno tutti gli enti locali ancora sprovvisti saranno dotati degli strumenti di pianificazione urbanistica così come prevede il testo approvato. Il lavoro della Commissione non termina oggi – spiega  l’esponente del Pd – Da domani inizia una seconda fase di monitoraggio costante volto a controllare l’iter dei singoli procedimenti e affiancare i comuni che incontrano più difficoltà per evitare le sanzioni o, in un’ultima istanza, il commissariamento”. In Aula è stato approvato a grande maggioranza un ordine del giorno, presentato da Pd e Lista civica Ambrosoli, con cui si chiede, in sede di revisione della legge 12, di introdurre nuovi strumenti che facilitano la pianificazione d’area vasta sovra comunale per il governo del territorio, con la possibilità di redigerli in forma associata fra i comuni. “L’obiettivo che ci eravamo posti è stato raggiunto – conclude Alfieri  – ora si apre la vera partita di questa legislatura: la riforma della legge 12 del 2005 con particolare attenzione al contenimento del consumo di suolo, la nostra priorità. Auspichiamo che con lo stesso atteggiamento, la Commissione porti avanti un lavoro, condiviso e proficuo, per dare seguito all’indirizzo votato oggi in Aula sulla pianificazione di area vasta sovra comunale”.

Un altro esponente del Pd, Fabrizio Mirabelli, capogruppo al Comune di Varese, dichiara “E’ bene ricordare che il Comune di Varese si ritrova inserito tra i Comuni inadempienti a causa del mancato accordo tra Lega Nord e PDL sul futuro della nostra città. Per questa ragione, dei tre documenti di cui è composto il PGT (Documento di piano, Piano dei servizi e Piano delle regole), fin’ora, l’assessore all’Urbanistica Fabio Binelli è riuscito, faticosamente, a produrne solo uno: il primo. Poiché, questa volta, il mancato rispetto della scadenza comporterebbe conseguenze piuttosto gravi, come l’esclusione dall’accesso al patto di stabilità territoriale e la nomina di un commissario ad acta, ci auguriamo che il sindaco Fontana voglia risparmiare a Varese questa ulteriore umiliazione. Ma sorge spontanea una domanda: saprà il primo cittadino fare prevalere il buon senso e la cultura del fare, caratteristiche tipiche dei varesini, o Varese continuerà a rimanere ostaggio della lotta interna al centrodestra?”.

Unico a votare contro la proroga il Movimento 5 Stelle Lombardia. In un comunicato stampa il M5S riocorda come sia “la quarta volta che il Consiglio Regionale “resuscita” i piani regolatori generali e concede una dilazione ai circa 500 comuni che non si sono ancora dotati di Piani di governo del territorio (PGT),  uno strumento di pianificazione urbanistica in vigore dal lontano 2009. Per il Movimento 5 Stelle l’ulteriore slittamento dei termini penalizza i comuni che si sono già adeguati alla normativa regionale e  consentirebbe agli inadempienti nuove speculazioni edilizie”.

Gianmarco Corbetta,  portavoce  di M5S Lombardia in Commissione territorio, spiega il voto contrario del gruppo nell’ottica di “limitare i margini speculativi di spregiudicate operazioni di consumo di suolo” e perché “non ha senso ridare vita a previsioni urbanistiche di strumenti ormai più che decotti”. “La proroga che il consiglio ha approvato  con il voto bipartisan PdL, Lega, PD e Lista Civica Ambrosoli  – continua Corbetta – premia, ancora una volta, i comuni inadempienti che potranno incassare l’IMU sui terreni edificabili esattamente come i comuni virtuosi che in questi anni di crisi, e con il settore edilizio praticamente fermo, si sono sacrificati per redigere un piano molto complesso, sobbarcandosi di costi onerosi che avrebbero potuto destinare ai servizi per i cittadini e distrugge quel poco di credibilità che era rimasto all’Ente Regione Lombardia, costretto a rimangiarsi l’ennesimo termine ‘ultimativo’ per l’adozione del PGT”.
Iolanda Nanni, portavoce  regionale M5S Lombardia in commissione territorio, aggiunge: “il progetto di legge approvato dal Consiglio concederà a tutti quei comuni che non si sono ancora dotati di un PGT di procedere con nuove potenziali aggressioni al bene comune che è il nostro suolo. Gli Sportelli Unici Attività Produttive, i Piani di Intervento Integrato  – ancorché solo di rilevanza regionale, ma questo significa anche solo ospitare grandi strutture di vendita – e gli accordi di programma sono attuabili grazie alla riesumazione dei vecchi PRG. In alcuni casi sono un vero e proprio cimelio risalente agli anni ‘70 e ’80, anni in cui si prospettavano smisurate espansioni urbane, per fortuna in molti casi irrealizzate, ma che, se non decadono, costituiscono veri e propri ordigni innescati, potenzialmente in grado di spalmare migliaia di ettari di cemento su quel che resta delle nostre campagne”.

 

28 maggio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi