Varese

Varese, Pegas Ekamba evoca l’Africa del griot, tra note e parole antiche

 

Pegas Ekamba

Pegas Ekamba

Continua a riservare delle vere “chicche”, come del resto era prevedibile scorrendo il cartellone, questa rassegna “La Settimana con l’Africa” promossa da Medici con l’Africa Cumm di Varese. Anche se è davvero un peccato che resti molto limitata la partecippazione.

Questa mattina, presso la Feltrinelli di Varese, è stato presentato “L’Africa che fa!! Cultura e tradizione, sorgenti di sviluppo per l’Africa”, pubblicato da Fondazione Nigrizia onlus Verona e Gruppo Solidarietà Africa Seregno (Mi), volume multimediale di Mani Kongo, alias Pegas Ekamba Bessa, portentoso artista della Repubblica del Congo, che parlava un italiano perfetto e che ha proposto un intrattenimento sul baobab, dipinto su una tela enorme a fare da sfondo.

Un intervento, quello dell’artista africano, che ha spaziato nella sua vocazione senza confini: arte visiva, musica, letteratura, teatro e molto altro ancora.

“Da giovanissimo ho scoperto quanto mi piacesse scrivere – ha ricordato l’artista già presente a Varese lo scorso anno -. Ma successivamente ho capito quanta attenzione riuscissi a catturare parlando, con la sola parola. Allora mi sono detto che non avrei più scritto. Ma portando in giro i miei spettacoli, ho trovato tanti che mi chiedevano: perchè non metti per iscritto ciò che racconti?”. E così è nato il volume, che abbina parole, disegni e musica (è allegato un cd).

Con le parole pronunciate a Varese, Pegas Ekamba ha evocato lo spirito e la filosofia del griot, un artista che con la parola tramanda la tradizione orale afrivcana, racconti da ripetere sotto un baobab, come ha detto Pegas Ekamba. Lui oggi ha affacciato storie e tradizioni, dalla maternità profondamente radiacata nella donna africana all’elogio degli anziani (“che vanno ascoltati turandosi il naso e aprendo le orecchie”). Note, immagini, parole, un teatro a tutto tondo, quello del griot, a cui Pegas ha ridato vita oggi a Varese.

 

26 maggio 2013
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