Varese

Al Santuccio il racconto di Sarah Maestri, minimalista e tutto in bianco

L'attrice Sarah Maestri al Teatro Santuccio di Varese

L’attrice Sarah Maestri al Teatro Santuccio di Varese

E’ riuscita a riempire di pubblico il Teatro Santuccio di Varese il monologo dell’attrice luinese Sarah Maestri che prende il titolo dal suo libro “La bambina dei fiori di carta”. Anzi, non solo il titolo: con un  buon lavoro drammaturgico, che ha tagliato e asciugato il testo del romanzo, il regista Andrea Chiodi ha dato vita ad un copione veloce e ben calibrato. Un’iniziativa che è stata organizzata dalla Fondazione Ponte del Sorriso.

La Maestri si racconta in un cubo aperto dove domina il bianco: bianco lo scheletro in legno, bianco il telo che fa da parete, bianchi i fiori di carta realizzati dai piccoli degenti della Pediatria del Del Ponte. Sarah si racconta, con momenti spensierati e leggeri, e momenti nei quali dichiara che il dolore è parte della sua vita. Un diario privato, che racconta anche dei ricoveri in ospedale subìti da bambina e da adolescente, e che si intreccia con la vicenda pubblica dell’attrice, che da piccole esperienze di comparsa giunge alla pellicola (che certo non sarà ricordata dalla storia del cinema) “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi (2006).

In una messa in scena volutamente minimalista, con un bianco densamente citazionista (o no?), si muove la Maestri che interpreta se stessa, con un’interpretazione leggera, ironica, a tratti sognante. Tappeto musicale, anch’esso minimalista, a cura dell’esperto Ferdinando Baroffio e luci curate da Marco Grida.

 

 

26 maggio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Al Santuccio il racconto di Sarah Maestri, minimalista e tutto in bianco

  1. Enzo il 26 maggio 2013, ore 18:20

    Brava Sarah

Rispondi