Varese

Varese, pericoloso latitante fermato dall’Arma. Covo scoperto a Cittiglio

arresti-mafia-PalermoI Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese, nel corso della notte, hanno posto fine alla latitanza di Pasquale Di Martino, 59enne di origine napoletana sul cui conto gravava un ordine di esecuzione per la carcerazione, dovendo scontare una pena residua di 6 anni e 11 mesi di reclusione per “estorsione” e “usura”.

Il provvedimento, emesso lo scorso 15 marzo dal Tribunale di Varese, era finora rimasto inevaso in quanto l’uomo in questione, residente a Solbiate Arno, da quella data si era reso irreperibile, facendo perdere le sue tracce.

Nel corso della serata di ieri,  i militari del Nucleo Investigativo dell’Arma di Varese, impegnati in servizi di pattugliamento in abiti civili mirati proprio all’individuazione di latitanti sul territorio – svolti essenzialmente nelle aree periferiche della provincia – notavano, presso un distributore di carburanti di Cittiglio, un veicolo in sosta, all’interno del quale intravedevano un soggetto fortemente somigliante al latitante.

Iniziava così un servizio di pedinamento che terminava poco dopo a Gavirate quando, con l’ausilio di una pattuglia della locale Stazione dei Carabinieri – nel frattempo allertata e prontamente accorsa -, l’auto veniva fermata e venivano controllati gli occupanti. Si confermava così la presenza di Di Martino a bordo, in compagnia di altre due persone, Daniele Consolo, 61enne di origine siciliana residente a Cittiglio, e F.L., 57enne di origine fiorentina residente a Busto Arsizio.

Gli immediati accertamenti svolti dai militari del Nucleo Investigativo, consentivano altresì di individuare, presso l’abitazione di Daniele Consolo, il “covo” ove si rifugiava Di Martino: era presente infatti una stanza a questi interamente destinata, all’interno della quale venivano rinvenuti infatti tutti i suoi effetti personali.

Ad allarmare particolarmente i militari, tuttavia, è stato il rinvenimento, indosso al latitante ed a F.L., di due coltelli, tenuti all’interno delle tasche dei pantaloni e dunque pronti ad essere utilizzati per consentire la fuga a Di Martino; tuttavia, la rapidità dell’intervento dei militari ha impedito ai tre qualsiasi tentativo di resistenza.

Al termine delle operazioni, dunque, Di Martino è stato tratto in arresto in esecuzione dell’ordine di esecuzione che pendeva sul suo conto,  mentre anche Daniele Consolo è finito in manette per “favoreggiamento personale”; con la stessa accusa. F.L. è stato invece denunciato in stato di libertà.

Per il possesso e porto delle armi bianche, inoltre, Di Martino e F.L. dovranno rispondere dell’accusa di porto illegale.

24 maggio 2013
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