Varese

Varese, lettera aperta dei sindacati a Napolitano su Malpensa e Sea Handling

malpensa2Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa Lettera aperta al Capo dello Stato Giorgio Napolitano firmata dai vertici sindacali di Cgil, Cisl e Uil della  provincia, oltre che dai vertici dei sindacati di categoria, e relativa alla complessa vicenda del futuro di Malpensa e della pesante vertenza di Sea Handling:

Signor Presidente,

vogliamo innanzitutto ringraziarLa per volerci dare, nonostante i molteplici impegni e preoccupazioni, ascolto su una questione che sta portando ad un ulteriore impoverimento il territorio di Varese e che riguarda un’infrastruttura strategica ed importante per il Paese, quale è l’aeroporto di Malpensa.

Considerata la grande sensibilità che Lei ha sempre dimostrato per il mondo del lavoro, ci permettiamo di portare alla Sua attenzione la situazione di grave difficoltà che sta vivendo questo aeroporto, con una inevitabile ricaduta sui lavoratori e sui cittadini di questo territorio e sul sistema aeroportuale nel suo complesso.

Già in occasione delle Sua gradita visita del Marzo 2011 Le furono sottoposte le risultanze della crisi su un territorio a forte vocazione manifatturiera, con dati negativi ben sopra le medie nazionali e che sta purtroppo presentando conti salati, giorno dopo giorno.

A ciò si aggiunga la crisi, che rischia di divenire irreversibile, che ha investito Malpensa a partire dalla scelta di Alitalia di abbandonare lo scalo, fino ad arrivare ad assistere ad un progressivo trasferimento del traffico verso il sito di Linate per poi convogliarlo verso aeroporti come Parigi, Francoforte, Amsterdam da cui partono i voli intercontinentali sottratti a Malpensa.

Abbiamo sperato che le numerose dichiarazioni di Governi, Istituzioni, Politici si concretizzassero in atti concreti per dotare finalmente il Paese di un Piano del Trasporto aereo che fosse credibile e che definisse la vocazione di ogni aeroporto, evitando di cadere in una concorrenza sregolata in grado di produrre solamente effetti negativi sui lavoratori e sull’economia del Paese, favorendo inevitabilmente operatori esteri.

Abbiamo superato per anni il forte handicap generato dalla mancanza di collegamenti funzionali, ci siamo risollevati dalla crisi post 11 settembre, ora sembriamo tristemente calati in una realtà prigioniera di un lento ed irreversibile declino che pare rifiutare ogni reazione.

A questo si aggiunga una sanzione irrogata a SEA Handling dalla UE di circa 349 milioni di euro, considerati aiuti di Stato, da restituire alla SEA spa, gestore aeroportuale per ricapitalizzazioni avvenute tra il 2002 ed il 2006.

L’iscrizione a bilancio di tali somme porterebbe SEA Handling al fallimento e quindi alla perdita di circa 2450 posti di lavoro effettivi , lasciando l’aeroporto in una situazione difficilmente gestibile.

Come Lei ben sa, sia SEA, che Comune di Milano e Stato Italiano hanno promosso ricorso presso la UE avverso alla decisione, con motivazioni precise, ma se non verrà concessa la sospensiva, non vi sarà alcuna possibilità di entrare nel merito perché quando queste verranno discusse l’azienda non esisterà più.

Il non poter discutere nel merito la correttezza o meno di un’azione o di un comportamento lede alla radice i principi fondanti l’Unione Europea che si basano su DIGNITA’, LIBERTA’, UGUAGLIANZA, SOLIDARIETA’, CITTADINANZA E GIUSTIZIA, a meno che si ritenga che la CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI non abbia alcun valore.

NOI NON VOGLIAMO ACCETTARE QUESTA SITUAZIONE!

È necessario in primo luogo che l’Italia si faccia sentire nei confronti dell’Europa e che dia un segnale inequivocabile sulle scelte o decisioni da intraprendere quando si parla di lavoro, lavoratori e famiglie.

Tutto ciò avviene anche per la grande situazione di difficoltà dell’aeroporto Malpensa e non vogliamo nemmeno immaginare a cosa potrebbe portare l’applicazione della teoria del Commissario Europeo Almunia, secondo il quale una società delle dimensioni di SEA Handling debba essere frantumata.

Anche per queste ragioni, è indispensabile un intervento regolatore nel trasporto aereo. Per far questo è necessario partire dall’applicazione di norme già esistenti, come il decreto Bersani bis che contingentava le rotte da Linate secondo criteri definiti che potrebbero certo essere aggiornati, ma che sono stati aggirati sino ad oggi dalle compagnie aeree .

È necessario e indispensabile dare priorità al Piano del Trasporto aereo nazionale che, a sentire l’ex Ministro Passera, sembrava aver definito ruoli e vocazioni, come peraltro confermato anche dall’approfondimento presentato a Cernobbio dallo Studio Ambrosetti.

È necessario ed indispensabile ripensare al sistema di collegamenti con l’aeroporto in un’ottica di intermodalità, così come previsto in origine.

Vi è bisogno di un vero intervento nell’area di Malpensa perché nel corso degli ultimi anni sono stati persi migliaia di posti di lavoro, senza contare l’indotto. I dati di traffico confermano una costante perdita, presagendo ulteriori riduzioni di personale.

A Lei facciamo appello, Signor Presidente, affinché venga messo al centro di qualsiasi agenda di Governo il problema Malpensa e nell’immediato si dia risposta a tutti quei lavoratori e cittadini Italiani che oggi per colpa di una sanzione Europea rischiano il loro futuro e quello dei propri figli.

Certi che non farà mancare la sua autorevole opinione

Le Segreterie Provinciali di VARESE

CGIL CISL UIL

Franco STASI Carmela TASCONE Antonio ALBRIZIO

FILT/CGIL FIT/CISL UILT /UIL

Antonio CIRACI Dario GRILANDA Aldo PALLUOTTO

17 maggio 2013
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