Varese

Varese, le donne sfuggenti e sfigurate di Dusio allo Spazio Lavit

Con Dusio dialoga la curatrice Federica Soldati, emergente nel mondo dell'arte varesina

Con Dusio dialoga la curatrice Federica Soldati, emergente nel mondo dell’arte varesina

Taglio del nastro per la mostra “Ohne Blick – Senza sguardo” di Maurizio Dusio allo Spazio Lavit di Varese, un luogo culturale che si sta affermando manifestazione dopo manifestazione, rassegna dopo rassegna. Anche questa volta un folto pubblico ha assistito all’inaugurazione di questa mostra di 44 opere, di grandezza variabile, realizzate da questo artista novarese, studi filosofici milanesi alle spalle, una creatività che evoca mondi mitteleuropei.

Dopo alcune brevi parole del padrone di casa, Alberto Lavit, la mostra è stata illustrata da un confronto tra lo stesso artista e la giovane curatrice Federica Soldati, che è alla sua seconda prova qui allo Spazio Lavit.

Le opere di Dusio sono un’ossessiva riproposta di figure femminili, forse sarebbe meglio dire ombre che, come in un paese in guerra, appaiono sfregiate, “mutilate” della loro identità attraverso uno sfregio che cancella lo sguardo, spingendo queste figure nell’ombra. Come scrive giustamente la Soldati, con una prosa critica densa di riferimenti culturali, questi profili femminili, che ricordano Pisanello e Piero Della Francesca, finiscono per fare rivivere personaggi come “La donna senz’ombra” di Hugo Von Hofmannsthal. Figure che nascono dall’intreccio di materiali diversi, pezzi di tela, strappi di carta, colori densi, fuliggine e bitume.

Una mostra dal carattere insolito, via di mezzo tra pittura e scultura, che punta a ricreare un mondo intero fatto di sentimenti negati, figure interrotte, colori spenti e scuri che, allo Spazio Lavit, comunicano un senso di caducità e di allusione al nulla dell’Apocalisse viennese.

17 maggio 2013
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