Varese

Varese, parte la Settimana con l’Africa con una mostra di “scatti” di Bossan

Foto di gruppo per l'inaugurazione della Settimana con l'Africa a Palazzo Estense

Foto di gruppo per l’inaugurazione della Settimana con l’Africa a Palazzo Estense

E’ partita nel pomeriggio, con una mostra fotografica sotto i portici di Palazzo Estense, “La Settimana con l’Africa” promossa dall’associazione Medici con l’Africa-Cuamm di Varese. 24 “scatti” a colori montati su pannelli e firmati dal fotografo Enrico Bossan, che ha pubblicato un volume dal titolo “E’ Africa”, che raccoglie oltre cento immagini. Una mostra che, come sottolinea il direttore del Cuamm, il sacerdote-medico Dante Carraro, presente al taglio del nastro e giunto direttamente dal Mozambico, “presenta i due volti del continente, i suoi problemi, le sue difficoltà, ma anche le sue enormi risorse positive”. A rappresentare il Comune, l’assessore alla Cultura, Simone Longhini. Presente anche il medico-editore, anche lui esponente dell’associazione, Dino Azzalin.

Un lungo rapporto, quello tra Varese e Medici con l’Africa. Erano i primi anni Sessanta quando i primi camici bianchi varesini dell’associazione partivano alla volta dell’Africa. Da allora ad oggi tanto è cambiato e tanti i medici che si sono impegnati, con il risultato di inaugurare anche un gruppo varesino, da quattro anni. Un “gemellaggio” che viene celebrato da questa settimana di iniziative e proposte, da oggi all’1 giugno, una lunga galleria di autori africani, di dibattiti, di note musicali e di pagine letterarie.

Un’opportunità per “sensibilizzare la gente, più che per raccogliere fondi”, rimarca don Carraro. Anche se di necessità ne ha tante questa associazione. Basti pensare che l’iniziativa principale, “Prima le mamme e i bambini”, che garantisce l’accesso gratuito e sicuro al parto, ha un costo complessivo di 5 milioni di euro, in parte coperti da Fondazioni bancarie. Tante le necessità del “continente amico”. Come racconta il direttore, in un’area come il Nord Mozambico, tre volte Varese, non c’è neppure un medico. E nel Sud Sudan, c’è in media una ostetrica ogni 20 mila partorienti. Numeri da brivido, che sollecitano almeno una maggiore attenzione verso un continente che, a Varese, si presenterà attraverso l’arte e la cultura.

16 maggio 2013
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