Economia

Husqvarna, Maroni ad ambasciatore svedese: no a sciacallaggio industriale

Il presidente del Pirellone Roberto Maroni

Il presidente del Pirellone Roberto Maroni

“Siamo stati ricevuti dall’ambasciatore svedese Ruth Jacoby per portare a conoscenza del paese del Nord Europa quello che sta accadendo allo storico marchio svedese Husqvarna prodotto a Biandronno in provincia di Varese. Il licenziamento dei 240 dipendenti, oltre che essere un dramma per le famiglie dei lavoratori, un colpo durissimo per l’indotto del territorio e una vera e propria depauperazione aziendale getta ombre sull’immagine della Svezia”.

Lo dichiara il senatore leghista Stefano Candiani che, con il presidente dei deputati del Carroccio Giancarlo Giorgetti, il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Biandronno Antonio Calabretta ha richiesto e ottenuto un incontro con l’ambasciatore svedese in Italia.

“Abbiamo voluto sottolineare come l’uso spregiudicato del marchio Husqvarna da parte del nuovo acquirente Pierer Industries ovvero Ktm, sta creando una cattiva reputazione per la Svezia, Paese da sempre conosciuto come attento alle politiche di welfare. Il gruppo Pierer ha compiuto scelte – spiega Candiani – che nulla hanno a che fare con l’industria e lo sviluppo, ma che si caratterizzano come certamente speculative”.

“Il sindaco Calabretta ha sottolineato all’ambasciatore il dramma che sta vivendo la comunità locale già provata in questo momento dalla crisi economico-industriale che sta coinvolgendo anche la Whirlpool. Il Governatore Roberto Maroni ha garantito che la regione sarà al fianco dei lavoratori durante questa battaglia che non è solo di garanzia per il reperimento della copertura per la cig ma per proteggere chi da sempre lavora onestamente da un’azione di sciacallaggio industriale. La Lega Nord è ovviamente attenta a tutte le evoluzioni della vicenda -conclude Candiani – e nel frattempo ha intenzione di agire ad ogni livello affinché si faccia chiarezza su tutti gli aspetti ancora opachi legati agli ultimi anni di gestione da parte di BMW e al passaggio di proprietà”.

 

 

 

16 maggio 2013
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2 commenti a “Husqvarna, Maroni ad ambasciatore svedese: no a sciacallaggio industriale

  1. Ezio Aletti il 16 maggio 2013, ore 17:04

    ma con tutti gli interlocutori che ci sono, mi spiegate cosa c’entra l’ambasciatore svedese?…

  2. Marco Aletti il 17 maggio 2013, ore 12:04

    Husqvarna era di fatto un’industria italiana. Solo il nome è svedese. Venduta a BMW (tedesca) e poi stata ceduta da quest’ultima a KTM (principale concorrente di Husqvarna), austriaca. Ora, se un’azienda viene assorbita dal principale concorrente, qualche dubbio deve sorgere. Non mi sembra una sorpresa l’evoluzione della vicenda. Ora, dopo che i buoi sono scappati, solo per “apparire” vicino ai lavoratori, si sveglia Maroni per chiudere la stalla. Oltretutto la stalla sbagliata. Non penso proprio che la Svezia intenda far pressione sul governo austriaco per difendere gli operai italiani in una situazione le cui responsabilità maggiori sono di un’azienda tedesca. A Varese e provincia chiudono centinaia di aziende, a volte anche con colpe dell’amministrazione locale che, lungi dall’interessarsi ai problemi dei lavoratori, si preoccupa solo di farsi pubblicità. Che tristezza!

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