Varese

Varese, l’Endas porta la giustizia a teatro. Con Battarino voce fuori campo

Un momento della rappresentazione sul palco del Teatro Apollonio di Varese

Un momento della rappresentazione sul palco del Teatro Apollonio di Varese

Buona prova davvero questo “La parola ai giurati” di Reginald Rose, che è andato in scena ieri, sul palco del Teatro Apollonio, penultima tappa della rassegna “Pomeriggi teatrali” promossa da Endas Varese. A mettere in scena la commedia, la Compagnia Duse, con la regia della sempre talentuosa Silvia Sartorio. Una commedia quanto mai attuale, in un’Italia che assiste quasi indifferente a processi che riguardano i suoi governanti. Qui il cuore della vicenda è un parricidio da parte di un ragazzo che una giuria popolare di 12 membri deve giudicare. Una giuria inizialmente colpevolista che, passo passo, perde le sue certezze e finisce per assolvere il ragazzo.

Un’opera teatrale dai molti significati. Ciò che piace sottolineare è il fatto che la verità processuale emerge grazie ad un solo giurato che, con puntiglio e metodo, si oppone a tutti per ricercare la verità (sempre processuale, perchè l’altra, quella umana, chissà…). Un protagonista che, con una punta di eroismo, sfida false certezze e utilizza la ragione. Ma c’è anche il tema, più generale, della giustizia che deve fare i conti con chi non è ministro o presidente del Consiglio, ma un povero diseredato, e dunque rischia – può rischiare – un’applicazione della norma meno rigorosa. E poi, infine, c’è la questione della pena di morte, che viene superata grazie al trionfo della verità.

Tanti temi per la piéce scelta dalla Sartorio, che ha scelto una recitazione quasi didattica, senza enfasi, senza eccessi. E che ha visto in scena attori davvero all’altezza. Una rappresentazione che si è avvalsa anche della voce fuori campo del giudice-scrittore Giuseppe Battarino, uno dei protagonisti della vita culturale della città e autore di una non dimenticata opera teatrale (molto alla Beccaria) sulla giustizia. Agli applausi non è salito sul palco. Lo avrebbe dovuto fare, per la sua capacità di dialogare con imprese culturali diverse e per la sua presenza discreta, ma assidua, alle iniziative che si programmano in città.

13 maggio 2013
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