Varese

“Va sul Palco”, i varesini “Junk Food” protagonisti alla terza serata

La band varesina degli "Junk Food" a Va sul Palco

La band varesina degli “Junk Food” a Va sul Palco

Alla terza serata del concorso “Va sul Palco”, che si è svolta ieri sera alle Cantine Coopuf di Varese, i protagonisti assoluti sono stati indiscutibilmente loro: la band ”Junk Food”, varesini, sostenuti dal “tifo” di un bel gruppo di supporters, amici, mamme e papà, hanno portato un po’ di vivacità in una serata piuttosto giù di tono. Un sound funky, quello del gruppo, a tratti, a dire il vero, un po’ troppo “muscolare”, con una simpatica componente goliardica (parrucconi carnevaleschi e bermuda da spiaggia).

La band si è esibita per terza e ha risollevato le sorti della serata. Prima dei varesini, il palco è stata tutta una faccenda “made in Milan”. Due band, molto diverse tra loro, si sono sfidate, in quello che Elena Emilitri, che coordina questa manifestazione promossa dall’Informagiovani di Varese, ha definito “un momento che ci porta oltre la metà del concorso”.

Ad aprire la serata, la band di Lorenzo Pisanello, un trio composto da lui, Michele Russo e Antonio Pisanello. Genere, come rimarca lo stesso Lorenzo, è “cantautorale”, molto milanese come anima, evoca in qualche modo lo stile di gruppi come i Baustelle. Il frontman del trio accenna a qualche battuta spiritosa, tipo quella che introduce il primo brano: “questa canzone parla del tempo che passa e di scelte importanti”. Spiegazione che si riopete identica al secondo brano. Ma nonostante tutto, e ambiziosi titoli (come “Il piacere del puro esistere”), i pezzi non riservano emozioni particolari. Anzi alla lunga sembrano un po’ noiosetti.

Segue una band, ancora milanese, che tutto sommato, dal punto di vista musicale, offre un’esibizione accettabile. Sono i “Soviet Malpensa”, rockaccio condito da qualche raffinatezza elettron: utilizzo di strumenti elettronici, qualche campionatura di voci e di suoni. Claudio Tura, alla voce e alla chitarra, ha senza dubbio talento, ma il risultato è che siamo davanti ad una band come tante, che non utilizza il proprio nome (che pure si presterebbe) per sconcertanti connubi tra arte e politica.

E così, senza grandi sussulti, si arriva all’ultimo appuntamento, che si terrà sabato prossimo con altri tre gruppi. Poi sarà divertente conoscere il verdetto della giuria tecnica, che senza dubbio quest’anno non avrà la vita facile in un concorso che lo scorso anno manteneva un livello decisamente superiore.

5 maggio 2013
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