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La neo-parlamentare Pd D’Adda: ecco i miei primi passi in Senato

La neo-senatrice Pd Erica D'Adda

La neo-senatrice Pd Erica D’Adda

Un principio condivisibile, ma certamente non così diffuso tra gli “eletti” a Roma. “Voglio mantenere un rapporto forte con il territorio, con gli iscritti e i cittadini: il feedback con il territorio deve essere mantenuto. Sia con incontri faccia a faccia, che attraverso strumenti tecnologici come un blog”. La senatrice Pd, Erica D’Adda, si racconta. Racconta i primi momenti del suo lavoro da parlamentare, parla dei problemi interni al partito, formula giudizi sui big del Pd.

Non è favorevole, la D’Adda, a troppe semplificazioni del confronto interno al Pd. “I fatti delle ultime settimane aprono nuovi scenari nel Pd. Non reggono più le vecchie correnti, è necessario un confronto serio, senza unanimismi di facciata”. Insomma, dice la neo-senatrice bustocca, “non voglio avere etichette, sono del Pd e basta”. Quanto al lavoro parlamentare, la D’Adda dichiara: “Si lavora tantissimo in Senato, e anch’io ho già contribuito alla presentazione di progetti di legge”. La D’Adda entrerà nella Commissione Lavoro del Senato, quando, martedì prossimo, le Commissioni saranno insediate.

Tra gli impegni dei primi 100 giorni, l’attenzione alla crisi di Sea Handling, un disegno di legge (di cui la D’Adda è prima firmataria) per modificare la legge 122 e aiutare quelle famiglie che hanno a che fare con i fallimenti delle immobiliari, ha contribuito ad un disegno di legge per garantire sgravi fiscali ai negozi di vicinato, e poi, ancora, un impegno sulla cassa integrazione in deroga, gli esodati, piccole e medie imprese, accesso la credito, mine anti-uomo.  Ma soprattutto, la D’Adda intende cambiare la legge Fornero. “Non è tollerabile che si decida che per andare in pensione occorra arrivare ai 67 anni. Occorre ridurre questa età”. Per quanto riguarda l’Imu, la neosenatrice Pd sottolinea che “se si elimina, occorre dire dove si reperiscono risorse analoghe”.

Ma la D’Adda non rinuncia a ragionare sul futuro del partito, che presto affronterà il congresso. “Questo è un governo che risponde ad una situazione di emergenza, che tra le priorità ha la riforma elettorale”. Quanto ai big del partito, la D’Adda pensa che “Bersani non abbandonerà la trincea”, “Renzi è una risorsa del partito, una eccellenza”, e quanto alla Convenzione che dovrà riformare le regole elettorali, per la sua presidenza la D’Adda boccia sia Berlusconi (“meglio una figura più inclusiva”) che Rodotà (“facciamo prima defluire tensioni e veleni”).

5 maggio 2013
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