Varese

Ponticciolo di Capolago, strappato al degrado, diventerà un belvedere

Una vecchia cartolina che ricorda il porticciolo delle origini nel progetto realizzato dall'architetto Castelli

Una vecchia cartolina che ricorda il porticciolo delle origini, immagine contenuta nel progetto curato dall’architetto Castelli

Le amministrazioni comunali, di qualunque colore politico, continuano a fare di tutto per reperire fondi e realizzare interventi sul territorio. E’ anche il caso del Comune di Varese che, grazie ad un bando dell’Autorità di bacino lacuale dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese, un bando di 500.000 euro complessivi, punta a riqualificare e ristrutturare il porticciolo di Capolago, ormai sommerso da incuria e vegetazione, opera architettonica degli anni infausti del fascismo. L’intero intervento di riqualificazione che oggi il Comune intende affrontare ammonta a 106 mila euro, che dovrebbero essere coperti per il 50% dal bando e per il restante 50% dal Comune.

A presentare il progetto preliminare, che ha già ottenuto l’ok da parte della giunta Fontana, l’assessore alla Tutela ambientale, Stefano Clerici e il sindaco di Varese Attilio Fontana. Come ha spiegato Clerici a margine della presentazione, “sono riuscito a scoprire che c’era questo bando, e dunque con grande velocità i nostri uffici di palazzo Estense hanno realizzato il progetto”. Un progetto sul quale hanno lavorato Marco Roncaglioni e l’architetto Lorenza Castelli.

Una strada davvero non in discesa, quella della riqualificazione di un pezzo di storia di Varese. Come spiega il sindaco Fontana, di questa opera si trovava già traccia nel catasto teresiano, e con l’andare del tempo l’opera, realizzata nella sua ultima versione negli anni Trenta, è scomparsa, perchè “mangiata” dalla palude. Non solo: come spiega l’assessore Clerici, erano già stati fatti due tentativi, da parte di Palazzo Estense, per porre mano al Porticciolo, nel 2006 e nel 2010, ma i progetti erano stati bloccati perchè troppo impattanti.

Ora il nuovo progetto, che consiste in un pontile fisso di 44 metri, tutto in legno di castagno, che poggia – come una palafitta – su poali che entrano per otto metri nel fondo del lago. In tal modo si creerà un belvedere sul lago. Inoltre è previsto l’attracco di imbarcazioni sui due lati della passerella, riservato, come sottolinea Clerici, ai soli pescatori che ancora operano nel lago.

3 maggio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi