Varese

Civati (Pd): necessario un confronto più aperto e coraggioso

Il consiogliere comunale Pd a Varese, Andrea Civati

Il consiogliere comunale Pd a Varese, Andrea Civati

Appuntamento importante, questa sera, venerdì 3 maggio, alle ore 21, presso la sede del Pd in via Monte Rosa a Varese. E’ stata infatti convocata l’Assemblea provinciale del Pd, un appuntamento che arriva mentre il partito si trova ad affrontare il mare aperto di una situazione di grande incertezza e divisioni, con un vertice nazionale dimissionario. Prima l’elezione del presidente della Repubblica che ha visto affondare due tra i protagonisti della storia del partito, poi il varo di un governo con il Pdl, che nell’ultima campagna elettorale era stato presentato come l’avversario principale (e su questo il Pd aveva ricevuto consensi elettorali), infine la vicenda di tante realtà – anche a Varese - che hanno puntato i piedi e, sotto le insegne di “Occupy Pd”, hanno richiesto un dibattito più aperto sul futuro del partito.

Ora anche Varese, dopo l’assemblea cittadina, questa sera vedrà svolgersi l’assemblea provinciale, un momento di confronto che riguarda i delegati alle assemblee regionale e nazionale eletti nel 2009 oltre alla direzione provinciale. E tutti quelli che si aspettavano un momento di confronto aperto sui problemi del Pd (aperto anche ai tanti elettori) si è trovato di fronte ad un confronto tutto interno e chiuso. Riservato a circa 150 persone e con la situazione politica all’ordine del giorno.

Una scelta che ha creato qualche mal di pancia, qualche dubbio anche all’interno dello stesso partito. “Francamente è una soluzione che mi sembra discutibile”, dichiara Andrea Civati, consigliere comunale del Pd a Varese. “Occorreva mantenere un profilo più aperto possibile, almeno convocando tutti gli iscritti (che sono 3500)”. Una scelta che, dice Civati, ci riporta ad una questione di fondo. C’è chi vuole aprire il partito, riformarlo, lasciarsi alle spalle le loghiche di cordata, e chi invece pensa che ogni situazione, anche quella che si è andata a creare nei giorni scorsi, debba essere gestita in modo verticistico. In questo caso si inserisce tutta la polemica contro le primarie, considerate un peso, un ostacolo e non un’0ccasione di partecipazione e di coinvolgimento”.

Insomma, anche a Varese, secondo il consigliere Civati, si deve discutere apertamente, con coraggio, non ignorando i problemi e, soprattutto, ”non ignorando lo scollamento, evidente, tra la società e la forma-partito. Anzi, la forma-Pd”.

3 maggio 2013
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2 commenti a “Civati (Pd): necessario un confronto più aperto e coraggioso

  1. Giovanni Dotti il 3 maggio 2013, ore 12:16

    Ho appena scritto una lettera ai giornali su questi argomenti (dal titolo “P.D.al bivio”). Leggo ora quello che dice il giovane Consigliere Comunale ANDREA CIVATI e vedo che le sue idee collimano con le mie. Mi sento rincuorato, perche’ nonostante i miei 73 anni suonati credo di avere il cervello ancora in ‘giovanile’ salute. Mi auguro vivamente che qualcosa cambi in questo P.D., e che questo possa diventare veramente la CASA DI TUTTI I PROGRESSISTI, a patto di mettere da parte quel ‘conservatorismo’ e quel ‘carrierismo’ che ancora allignano in gran parte del suo attuale ‘apparato’ dirigente (troppo distante dal suo elettorato naturale e potenziale). Basta con le rendite da posizione, le cariche si devono conquistare sul campo con l’Intelligenza, la Preparazione, il MERITO e il buon operato.
    BUON LAVORO AI GIOVANI ! Sperando che siano migliori dei “vecchi”, senza bisogno di “rottamarli” per RINNOVARE IL PARTITO.

  2. Orlando Broggini il 3 maggio 2013, ore 16:53

    Sono un elettore del PD abbastanza inc….ato.
    Credo che, in questo momento, il PD abbia bisogno della massima unità.
    Leggo, invece, la dichiarazione del consigliere “renziano” Andrea Civati che, personalmente, interpreto come frutto di un personalismo e di un protagonismo che mal si conciliano con le qualità che dovrebbero possedere coloro che sono chiamati, temporaneamente, a rappresentarmi.
    Il consigliere reclama spazi di democrazia e di partecipazione.
    Ho chiesto ad un mio carissimo amico, che è iscritto al PD, se, la settimana scorsa e ieri sera, il consigliere Civati abbia partecipato alle due assemblee cittadine degli iscritti che sono state convocate. Mi ha risposto che, ieri sera, era assente.
    Ma, allora, cosa vuole il consigliere Civati? Reclama spazi di democrazia e di partecipazione e, quando può parlare, discutere, confrontarsi ha altro da fare? Che modo di agire è questo?
    Credo che il diritto di critica, all’interno di un partito veramente democratico debba essere garantito a tutti.
    Ma, per criticare in maniera costruttiva, occorre avere le carte in regola, altrimenti si fa solo “casino”.
    Quando il diritto di critica si trasforma in anarchia o, peggio, nel perseguimento dell’interesse della “fazione” cui si appartiene, mala tempora currunt.
    Orlando Broggini

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