Varese

Primo Maggio a Varese, la parola ai dipendenti di Sea e Husqvarna

 

Lavoratori e bandiere in piazza del Garibaldino

Lavoratori e bandiere in piazza del Garibaldino

Un migliaio di lavoratori hanno preso parte, questa mattina, al corteo del Primo Maggio a Varese. Un corteo che si è formato in piazza Repubblica, ampiamente presidiata dalla forze dell’ordine, e che poi si è dipanato in città per terminare in piazza del Garibaldino, dove era stato allestito il palco. Una manifestazione, dal titolo “Ripartire dal lavoro”, tutta puntata sull’emergenza-lavoro, con testimonianze vibranti da parte di alcuni lavoratori di aziende in crisi, ma senza polemiche di carattere politico, nessun cenno al neo-governissimo, nessuno slogan contro la controversa riforma Fornero. Nessuna contestazione politica, insomma. Neppure da parte della piccola coda “No-Tav” del corteo varesino.

Dopo il corteo e alcune canzoni proposte da Franchi e dalla sua Orchestrina del suonatore Jones, dagli Stormy Six a Pierangelo Bertoli, sono saliti sul palco dirigenti sindacali e lavoratori, introdotti dalla brava Gaia Angelo. La scelta del sindacato per Varese è stata quella di fare parlare i dipendenti di due aziende in crisi. “Un momento difficilissimo – dice Franco Stasi, segretario generale della Cgil di Varese -, una vera emergenza, soprattutto per il nostro territorio, tra i più martoriati dalla crisi e dalla perdita di posti di lavoro”.

Prima ha preso la parola Monica Avanzi, in rappresentanza della Rsu di Sea spa e Sea Handling, quest’ultima a rischio dopo la salata multa stabilita da Bruxelles. La lavoratrice ha rimarcato le ingenti riduzioni di traffico da parte di Malpensa a partire dal 2007, con conseguente perdita di 6000 posti di lavoro in aeroporto, più i posti in meno nell’indotto. La Avanzi è poi venuta a Sea Handling, la società a rischio dopo la multa comunitaria di 360 milioni di euro. “Per ora è stato evitato il peggio – ha detto la Avanzi -, ma la minaccia di fallimento resta”. La lavoratrice denuncia però “una imbarazzante disattenzione delle istituzioni”. Mentre occorre che tutti si mobilitino e vengano “tenuti alti i livelli di guardia”.

E’ poi intervenuta Elvira Ratti che, insieme ad Ivan Fogli, ha portato le considerazioni dei lavoratori della Husqvarna. Un’azienda, dice la Ratti, capace di salire sul podio con le sue due ruote nel corso della gestione italiana.  ”Il declino della Husqvarna è iniziato con la sua cessione alla Bmw, con il risultato di tre milioni di perdita al mese”. Nel gennaio scorso l’ultimo passaggio di mano: il marchio passa alla Ktm, che sempre stata storica avversaria della Husqvarna”. Ora l’azienda di Cassinetta di Biandronno si trova di fronte alla richiesta di cassa integrazione per 212 lavoratori su 240. “E’ civile – si chiede la Ratti – prendere un’azienda per cederla?”. Al termine degli interventi dei due lavoratori, ha preso la parola Guglielmo Loy, della segreteria nazionale dell Uil, che ha aperto il suo intervento inviando un pensiero ai due Carabinieri colpiti davanti a Palazzo Chigi il giorno del varo del nuovo governo.

 

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1 maggio 2013
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