Varese

Expo, in Comune si forma una rete. Chi sta dentro e chi fuori

 

L'intervento di Angelini all'incontro della rete per Expo

L’intervento di Angelini all’incontro della rete per Expo

Per la prima volta in Comune, questa mattina, si è parlato di Expo 2015 come è giusto che sia. Cioè non come un momento per addetti ai lavori o un’occasione per spartirsi “cedreghe” e prebende, come spesso è accaduto in tutti questi anni, ma coinvolgendo realtà associative e culturali. Prima di presentare quello che l’assessore a Famiglia e Persona, Enrico Angelini, ha voluto chiamare “Varese, un cantiere di idee e di esperienze verso Expo 2015″, un trenino con tante locomotiva da riempire (i temi sono formazione, creatività, relazione, movimento e cultura del cibo), si è svolta una affollata riunione tra le associazioni.

Sono stati coinvolti diversi enti ed associazioni: UST di Varese, dirigenti Scolastici Istituti Comprensivi di Varese, Università degli Studi dell’Insubria – Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia, Vivenda S.p.A (società che gestice le mense scolastiche), Confagricoltura Varese, Expo Village, Banco di solidarietà “Nonsolopane”, Spazio Ascolto/Ass. Progetto Panda Onlus, Kiwanis Club Varese e Gallarate, Gruppo Alpini Varese, Consulta per la Famiglia, Liceo Artistico Frattini, FilmStudio90, Associazione culturale “Cresci con gusto”. Tuttavia sfugge il criterio con cui l’amministrazione comunale ha coinvolto queste realtà. Perchè queste e non altre? E’ stata una convocazione del Palazzo e non una serie di candidature dal basso? Se sì, perchè? Se, insomma, l’iniziativa appare ben concepita, l’aspetto dei soggetti chiamati a partecipare sarebbe meglio chiarirlo da parte del Comune.

Come dice l’assessore Angelini, “questa iniziativa, promossa dal Comune di Varese, coinvolge una rete di partner importanti sul territorio varesino”,  ma forse sarebbe il caso di chiarire i criteri di tale coinvolgimento.

Ma veniamo alle iniziative proposte dal Comune. Per il tema “La cultura del cibo” vengono proposti “Colazioni a scuola” (per bambini 6-11 anni una volta al mese nelle sedi scolastiche che aderiranno); il concorso “Commissione assaggio” (ragazzi 10-14 anni); “Raccontiamo la storia del cibo” , “Degustazioni a colori”, “Oggi cucino anche io” (6-14 anni, un incontro per tema organizzato una volta alla settimana su prenotazione), “Labirinto dei profumi (6-11 anni, un incontro una volta al mese su prenotazione).

Per gli adulti, importante è la “Formazione”: sempre al polo Expo, sarà organizzato un incontro (in quattro date) per insegnanti ed educatori sul tema“Evoluzione culturale ed architettonica di Expo” ed un altro“Medita la dieta e gustati la vita”. Per la “Relazione due i target: per adulti si tratterà di “Equilibrio in cucina” (cinque diversi incontri) e“Campanelli di allarme, prevenzione dei disagi alimentari (un incontro proposto in due date), per i ragazzi tra gli 11 ed i 19 anni si parlerà de“La gioia nel piatto” (un incontro proposto una volta al mese su prenotazione).

Spazio poi alla “Creatività” con laboratori nelle attività parascolastiche, nelle scuole primarie, per prescuola e doposcuola ed un Cineforum alla sala Montanari(11-19 anni, cinque incontri).

Infine, il “Movimento” ripropone un’attività molto apprezzata da studenti e genitori, il“pedibus”, per incentivare il percorso casa-scuola a piedi senza usare l’auto. Per gli adulti sarà organizzato l’incontro“Intrecci di benessere”.

Il progetto sarà presentato nell’ambito della Festa della Famiglia, dal 25 al 28 maggio, con la mostra interattiva “Parlo come mangio” al Salone Estense a cura della Fondazione Pime Onlus e con l’iniziativa “Ristorante a scuola” di sabato 25 maggio in una scuola dell’infanzia ed in una primaria da definire.

30 aprile 2013
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9 commenti a “Expo, in Comune si forma una rete. Chi sta dentro e chi fuori

  1. alberto lavit il 30 aprile 2013, ore 15:57

    come spesso accade !

  2. nicoletta romano il 1 maggio 2013, ore 14:50

    Non ditelo a me che già tre anni fa presentai un progetto ben dettagliato in prospettiva dell’Expo…si chiamava Varese Green City, di tutte le mie proposte ciò che è stato ritenuto è stato il nome e il progetto si è trasformato in piccoli eventi che nulla hanno a che fare con l’Expo. All’ultima riunione davanti alle mie rimostranze hanno detto che mancavano i soldi, al che proposi il sistema di auto tassazione dei cittadini. Mi hanno preso anche quell’idea sotto il nome di “crowd funding” sfoggiata da un rappresentante del Comune per fare il catalogo del Museo del Catello di Masnago…Tutto qui, nessuno si è più fatto sentire. quanto è vero che nemo propheta in patria ma solo rubacchioni di idee..

  3. a.g. il 1 maggio 2013, ore 15:01

    Tutta la mia solidarietà….grande Nicoletta…

  4. ombretta diaferia il 1 maggio 2013, ore 23:56

    anche la mia, nicoletta… mi consolo pensando che un dono è giunto… maltrattato, ma donato…

  5. carla tocchetti il 3 maggio 2013, ore 08:28

    L’articolo purtroppo non riferisce che tutti gli enti e le associazioni citati partecipano a costo zero, mettendo in rete progettualità e capacità che comunque avrebbero liberamente espresso al di là del progetto comunale. Chi si lamenta perchè è rimasto fuori può sempre farsi avanti, credo, e collaborare senza scopo di lucro con l’amministrazione e con le altre associazioni, è un cantiere, dice il progetto. Io la trovo una iniziativa lodevolissima perchè supera le solite logiche di orticello concluso e promuove valori di concretezza e condivisione che in tanti hanno voglia di esprimere a Varese.

  6. a.g. il 3 maggio 2013, ore 08:43

    Resta il fatto che alcune associazioni erano state invitate e altre no. Altro che superamento degli orticelli…

  7. ombretta diaferia il 3 maggio 2013, ore 10:43

    personalmente son ben nove anni che diffondo rigorosamente in maniera gratuita cultura e sperimentazione anche a Varese. e guarda un po’ senza chiedere un “ghello” pubblico (perché rispetto i soldi dei miei concittadini…!).
    se l’Amministrazione sceglie di saccheggiare i progetti dei privati, l’espressione giunge al livello che viviamo in quest’ultima landa del profondo nord.
    e non lasciar esprimere è un reato!
    ma mette in pratica il vecchio buon “dividi et impera”… mentre gli orti simboleggiano il lavoro quotidiano… poco “propagandistico, ma molto culturale…

  8. carla tocchetti il 3 maggio 2013, ore 14:15

    Dimenticavo … il valore della sussidiarietà. Niente di più lontano da presunti inviti e orticelli personali.

  9. Giorgio il 4 maggio 2013, ore 07:06

    D’accordo che sono coinvolte persone a caso per l’expo… Invece per Nicoletta: probabilmente ha avuto lei l’idea del catalogo del Museo del Catello di Masnago (una bella iniziativa, spero che abbiate successo: complimenti!), ma per il crowdfunding non credo… c’è su Wikipedia…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding
    Giorgio Garoni

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