Varese

Husqvarna, presidio all’Univa. “L’azienda non deve chiudere”

 

Un momento del presidio davanti all'Univa

Un momento del presidio davanti all’Univa

Sotto un acquazzone si è svolto il presidio dei lavoratori della Husqvarna, che si svolge mentre negli uffici dell’Unione industriali della provincia di Varese si incontrano i vertici aziendali, i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori. Un incontro che, al presidio, si prevede “interlocutorio”, occasione per iniziare ad affrontare una crisi che colpisce una provincia da allarme rosso sul fronte occupazionale. Dopo l’incontro di oggi presso l’Univa, domani pomeriggio è in programma un incontro con il sindaco di Biandronno, Antonio Calabretta, mentre il 2 maggio si svolgerà un incontro con il commissario provinciale Dario Galli. Tra una data e l’altra, la celebrazione del 1° maggio, quando dal palco di piazza del Garibaldino prenderà la parola uno dei lavoratori della casa motociclistica.

All’arrivo dei rappresentanti dell’azienda in Porsche, si levano fischi e slogan. Poi le due auto, parcheggiate davanti alla Camera di commercio,  vengono coperte con i volantini del presidio, sotto una pioggia che li incolla ai parabrezza. Un presidio che vede la partecipazione di un centinaio tra lavoratori e rappresentanti sindacali, tra bandiere della Fiom-Cgil e della Fim-Cisl. A rappresentare il massimo vertice sindacale della provincia, il segretario generale della Cgil di Varese, Franco Stasi. “Qui il vero problema è che siamo stati messi di fronte al fatto compiuto – dice Stasi -. Occorre ragionare su un  piano industriale che possa rilanciare l’azienda e garantire la tenuta dei posti di lavoro”.  Un modo di procedere che può consentire la salvaguardia di un marchio fondamentale per una provincia, come la nostra, “tra le più martoriate dal punto di vista della crisi”, sottolinea Stasi, ed evitare che ben 300 lavoratori e, di conseguenza, 300 famiglie, vengano ad essere messi a rischio.

Al presidio erano presenti anche i rappresentanti dei sindacati di categoria, Nino Cartosio, segretario della Fiom Cgil e Flavio Cervellino, della Fim-Cisl. “Dobbiamo rimettere in carreggiata la crisi dell’azienda: prima si ragiona su un progetto che dia continuità all’impresa e poi siamo disponibili a confrontarci sugli ammortizzatori sociali. Con questa successione, e non viceversa. Il piao industriale è il nostro punto di partenza”. Una vertenza difficile, che cade in un momento di crisi profonda per l’economia locale, e che sindacati e lavoratori vogliono che sia al centro dell’impegno anche dei rappresentanti politici eletti nel Varesotto, della Regione Lombardia e del governo nazionale.

29 aprile 2013
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