Economia

Assemblea Confagricoltura, è polemica contro prodotti a Km zero

L'intervento di Pasquale Gervasini

L’intervento di Pasquale Gervasini

Quando inizia la parte pubblica della 66a Assemblea generale di Confagricoltura Varese, il Salone Estense si riempie rapidamente. Sono tanti coloro che operano nel primario, ma anche tante le autorità e tantissimi i politici. Ben rappresentati tutti gli schieramenti, da Lega e Pdl, a Pd al Movimento 5 Stelle. In prima fila il prefetto Giorgio Zanzi, il commissario della Provincia Dario Galli, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il deputato Daniele Marantelli e l’eurodeputato Lara Comi. Tutti ad ascoltare la lunga relazione del presidente, Pasquale Gervasini.

La fotografia che offre Gervasini della nostra provincia, non fa fare i salti di gioia. Dice che, nonostante la crisi, “le nostre imprese ancora tengono”, nonostante il fatto che, nella nostra provincia, secondo dati Istat, in vent’anni le imprese agricole si sono ridotte del 52,3%, passando da 3930 a 1872. Ma i coltivatori diretti, per l’Inps anno 2011, sono 1111, mentre le ditte che assumono sono 455, per un numero totale di giornate di lavoro agricolo dipendente di 361.000, in leggero incremento rispetto all’anno prima.

Certo, se le cifre dicono che, nonostante le difficoltà, il primario a Varese continua a contare, è grande la differenza tra singoli comparti: come dice Gervasini, “complessivamente un’annata critica particolarmente per il settore del florovivaismo – preoccupante perchè da solo conta circa 800 delle 2000 aziende agricole della provincia – e dell’allevamento equino”.

Restano i nemici numero uno per Confagricoltura Varese. Il primo si chiama riduzione della superficie agricola della provincia, un tema quanto mai importante anche a Varese, dove è sufficiente perlustrare certe zone verdi (per esempio Casbeno), per vedere come continuano a moltiplicarsi cantieri edili e casette. Ma torniama a Gervasini, il quale punta il dito contro “la mancanza di politiche coerenti sul governo del territorio”, un fatto che “provoca disastri irreparabili, con la superficie agricola della provincia che si è ridotta  del 30% in venti anni (dal 1990 al 2010), passando da 18.914 a 13.207 ettari”. Come dice il presidente di Confagricoltura Varese “nella nostra provincia il problema principale dell’imprenditore agricolo è il rapporto col territorio che è sempre più esiguo”. Tra i motivi di ciò Gervasini dice che ci sono i vincoli che “derivano da impostazioni ideologiche pseudo ambientaliste (sic, zps, parchi regionali, parchi locali di interesse sovracomunale,. aree di protezione ambientale nei pgt)”, vincoli che ”penalizzano le attibità agricole, ma non riescono a frenare le speculazioni e il consumo di suolo”.

Un altro nemico mortale è quella che Gervasini chiama “una visione agreste e bucolica” dell’attività agricola. Senza se e senza ma, Gervasini alza il tiro contro certa politica. “La politica – dice il presidente – deve smettere di pensare al nostro settore solo in termini di chilometro zero, agricoltura biologica, prodotti tipici e orti dei pensionati: tutte cose anche importanti e di grande impatto mediatico ma che nel loro insieme rappresentano solo una piccola nicchia e un quota irrilevante delle produzioni”.  Obiettivo della polemica il Movimento 5 Stelle, rappresentato in Salone Estense dalla consigliera regionale, la varesina Paola Macchi. Gervasini cita la polemica del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sullo stop grillino alle opere infrastrutturali. Gervasini cita anche “un certo De Lorenzis” che alla Camera ha dichiarato “Io in quanto sommelier mi occuperò di agricoltura”.

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29 aprile 2013
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