Varese

I due 25 Aprile di Varese: autorità in Sala e fuori “Bella ciao”

La parte di corteo che non è entrata in Sala Montanari

La parte di corteo che non è entrata in Sala Montanari

Una cerimonia del 25 Aprile divisa a metà: dal corteo alla cerimonia finale due tronconi, due modi diversi di celebrare la Liberazione.  Tutto è iniziato all’Arco Mera, dove le autorità hanno deposto una corona. A rappresentare il Comune il vicesindaco Carlo Baroni, affiancato dal prefetto Giorgio Zanzi e dal questore Danilo Gagliardi, da Angelo Zappoli, in rappresentanza dell’Anpi, e dal presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. Dall’Arco Mera, preceduto dalla Banda di Capolago, è partito il corteo diretto a piazza Repubblica. Già all’inizio, dietro le autorità, i vertici delle Forze dell’ordine, le delegazioni di partiti e sindacati, prima un solo rappresentante dei Marxisti-Leninisti, poi lo striscione studentesco di “Varese Rossa”, infine alcune bandiere di Rifondazione Comunista hanno formato un segmento del corteo che, arrivato alla celebrazione ufficiale che si è svolta alla Sala Montanari, non è entrato e si è fermato nella piazza antistante.

Un corteo diviso a metà, due modi di celebrare la Resistenza, due blocchi diversi tra loro: due 25 Aprile, insomma, a Varese. Sul cartello dell’esponente del Partito Marxista-Leninista Italiano si leggeva “Teniamo alta la bandiera della Resistenza”. I ragazzi dietro lo striscione “Varese rossa sempre in lotta” hanno cantato la canzone “Bella Ciao” sia durante il corteo che nel corso della celebrazione ufficiale svoltasi in Sala Montanari, che invece presentava parecchi posti vuoti. Un presidio, quello esterno, in cui si sono viste bandiere di Rifondazione Comunista. Soprattutto tanti i giovani che non hanno voluto entrare nella Sala della manifestazione ufficiale. Un distacco evidente che non è sfuggito ai partecipanti.

“Credo che questa celebrazione andrebbe rivista – dichiara Daniele Marantelli, deputato Pd -. Pensarla diversamente per vedere partecipare tutti, anche quelli che sono stati fuori”. Di diversa opinione il vicepresidente dell’Anpi provinciale, Angelo Zappoli, che con una punta di ironia citava la famosa frase del film “Ecce Bombo” di Nanni Moretti: “… Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?…”.

25 aprile 2013
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