Politica

Tutti insieme appassionatamente. Enrico Letta l’uomo delle “larghe intese”

parlamentoAlla fine Napolitano ha scelto lui, Enrico Letta, che definisce il suo sforzo come il tentativo di dare vita ad  “un governo di servizio al Paese”, pur mantenendo una riserva. Il vicepresidente dimissionario del Pd ha detto che il governo “non nascerà a tutti i costi, ma solo se ci saranno le condizioni”. Per Letta il Paese “ha bisogno di risposte”, in particolare “quella parte del Paese che non ce la fa più”.

Letta ha sostenuto che “o si ritrova credibilità, o non c’è possibilità di trovare strumenti per risolvere i problemi”. E per quanto riguarda il programma, l’esponente del Pd punta a “riforme istituzionali per ridurre il numero dei parlamentari, cambiare il bicameralismo”, una nuova legge elettorale che finora “ha bloccato la situazione a tal punto che, anche se si rivotasse ora, l’effetto blocco sarebbe uguale a quello attuale e non ce lo possiamo permettere”.  

Napolitano non ha dubbi:Confido nel successo” del governo. Del resto, Napolitano ritiene che quella di un governo di larghe intese è la “sola prospettiva possibile”.  Positiva la reazione di Pierluigi Bersani e di Matteo Renzi . “Assolutamente soddisfatto” anche Giuliano Amato, l’altro nome «forte» che era girato nei giorni scorsi come possibile candidato alla presidenza del Consiglio. Per Angelino Alfano, segretario Pdl, “Se si tratta di un governicchio, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo”.

24 aprile 2013
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