Varese

Villa Mylius, dal Comune dietrofront sul parcheggio delle polemiche

Da sinistra Barolo, Clerici e Cardani a Villa Mylius

Da sinistra Barolo, Clerici e Cardani a Villa Mylius

 

Faggi, sequoie, storaci e platani. Sono 53 i nuovi alberi di Villa Mylius, che hanno sostituito 20 piante che negli anni sono morte, in particolare una quindicina dopo il nubifragio del 2008. L’intervento è stato presentato questa mattina dall’assessore all’Ambiente Stefano Clerici, con il capoattività Pietro Cardani e la progettista Chiara Barolo. Ma la riqualificazione del polmone verde con i nuovi alberi ha ceduto il passo ad un’altra notizia, lo stop al parcheggio delle polemiche che era stato annunciato per Villa Mylius, certamente un progetto che avrebbe prodotto degrado nel parco.

“Abbiamo stralciato la parte del parcheggio – ha precisato  l’assessore Clerici -: il progetto esecutivo è pronto, aspettiamo di capire per i vincoli di bilancio quando potremo procedere. Sono in programma il rifacimento dell’impianto idrico, della fognatura, la sistemazione dell’area giochi, la cartellonistica per gli alberi monumentali, nuove panchine e soprattutto l’illuminazione, oggi completamente assente, con luci al led, in modo da rendere fruibile il parco anche nelle sere d’estate. E’ infatti il parco più grande della città con i suoi 90 mila metri quadri, più grande dei Giardini Estensi”.

La piantumazione comprende 11 platani nella zona dell’ingresso e nell’area giochi, 7 storaci (vicinoal campo da tennis e area giochi), 14 metasequoie accanto ai pioppi, 3 sequoie giganti (area campo tennis), 3 sequoie sempervirens e 9 taxodium o cipresso calvo delle paludi (che di adatta bene al clima umido), 5 faggi ed un acero palmato. L’intervento è costato 10 mila euro.

“Nel 2008 – ha spiegato Clerici – a causa di un nubigrafio sono morti 15 libocedri soprattutto nella zona del campo da tennis. Altri 5 alberi, tra cui un faggio e due abeti rossi, sono morti negli anni. Quindi abbiamo provveduto alla sostituzione. E con molte più piante, ben 53: una risposta concreta a chi fa sterili polemiche, a chi dice che non abbiamo a cuore il verde della città, e che addirittura non rispettiamo il regolamento secondo cui per ogni albero abbattutto se ne deve piantare uno…”.

“Chiariamo inoltre – hanno aggiunto l’assessore e Cardani – che le piante non sono autoctone perché inserite in un contesto di essenze pregiate provenienti da America, Giappone, Cina, Messico, come era nella tradizione del tardo giardino all’inglese. Ben diversa la situazione per i giardini all’italiana o alla francese, dove hanno sede solo quattro tipi di essenze, tasso, carpino, ligustro e bosso. Nelle prossime settimane faremo anche un bando per l’affidamento delle nuove piante a privati e sponsor, come già previsto nel regolamento del verde”.

A metà maggio sarà inoltre inaugurata l’area Dogs City Park, di circa 2400 mq, con due zone (per cani più grandi e più piccoli), fontanelle e spazio agility.

 

 

 

 

18 aprile 2013
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