Varese

L’agricoltura ci salverà. Convegno Insubria-Fai sul paesaggio

Il convegno all'Università dell'Insubria. Al centro il professor Minazzi

Il convegno all’Università dell’Insubria. Al centro il professor Minazzi

Il Paesaggio va salvato, al più presto, guardandolo come uno dei beni culturali più preziosi del nostro Paese. E’ l’obiettivo al quale punta il convegno, in corso presso l’Università dell’Insubria, con il titolo, non particolarmente avvincente, “Per un’ermenutica del paesaggio”, che vede fianco a fianco la stessa Università dell’Insubria, con il Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti”, e il Fai delegazione di Varese  (Fondo Ambiente Italiano), due autorevoli realtà culturali del nostro territorio.

Un convegno a molte voci, con molti linguaggi. Come spiega con grande chiarezza il professor Fabio Minazzi, che dirige il Centro Insubrico e il progetto Giovani Pensatori, un’iniziativa d’eccellenza che avrà il prossimo appuntamento sabato 11 maggio, “siamo favorevoli al dialogo tra linguaggi e competenze diverse, tanto più per un tema come quello di oggi: il paersaggio si presta ad una molteplicità di letture, un dialogo che è anche quello tra università e territorio”.

Il merito del convegno di oggi è quello di riscoprire e rilanciare le idee di una tradizione filosofica, il razionalismo critico lombardo che affonda le radici in un pensatore come Carlo Cattaneo, e ritiene che “il paesaggio sia un immenso deposito di fatica”, cioè un bene che vede la partecipazione operosa e attiva degli uomini, che porta a fare della natura un bene culturale. E questo amplia il discorso sulla tutela e valorizzazione del paesaggio, di cui il convegno di oggi vuole rendere consapevoli i giovani.

Non era infatti un caso che il Fai (“lo consideriamo più importante di un ministero”, sorride Minazzi) era presente anche con il suo gruppo giovani, che ha parlato ai tanti giovani in sala con le parole della brava Eileen Ghiggini, che ha svolto un intervento preciso e interessante. Ma sulla partecipazione del Fai, interviene Paola Piatti, responsabile del Fai delegazione di Varese. “Siamo qui, presso questa importante università, perchè crediamo nei giovani. Anzi – rimarca la dinamica Piatti – i nostri due fondamenti sono proprio giovani e paesaggio”. Giustamente la Piatti sottolinea come per il Fai il singolo bene ”è il cuore di un sistema, su cui dobbiamo tenere alta la guardia”. Per la Piatti “i giovani devono essere consapevoli del passato, gli scempi e le ferite, ma devono anche essere pronti a costruire un futuro più attento e rispettoso”.

Tra i prodotti di questa riflessione anche un volume di grande interesse dal titolo “Insubria rurale” pubblicato da Mimesis e Centro Insubrico, un’opera che segna l’intreccio tra riflessione teorica ed esperienza di un’agricoltura biologica ed eco-compatibile, peraltro praticata ancora tra Varese e Milano. A impreziosire il volume, curato da Minazzi, le belle immagini, a colori e in bianco e nero, del fotografo varesino Carlo Meazza. 

 

18 aprile 2013
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