Varese

Arci Varese, via al tavolo delle associazioni. Con luci e ombre

centro-storico-varese-1Un lungo e ricco documento è stato messo in circolo dall’Arci di Varese. Questo documento “Verso un sistema culturale varesino”, che il responsabile culturale di Arci Varese, Adriano Gallina, ha elaborato, punto di raccolta ed elaborazione di riflessioni che hanno coinvolto l’associazione, ha un suo valore generale, ma è stato anche messo in campo in vista  del Bando 2013 targato Fondazione Cariplo dal titolo “Valorizzare le attività culturali come fattore di sviluppo delle aree urbane”.

Sintetizzando al massimo il corposo contributo, si potrebbe dire che la sfida è fare massa critica in ambito culturale per contare e contribuire in maniera più significativa alla vita culturale del nostro territorio.  Fare rete, insomma, per avere più peso nelle scelte. Una filosofia con luci e ombre, come vedremo.

Questioni di non poco conto, problemi di peso, riflessioni che richiedono attenzione e confronto. Del documento e del tavolo di lavoro che in esso si lancia, si parlerà, per la prima volta, domani sera venerdì 19 aprile alle ore 21 presso Filmstudio in via De Cristoforis a Varese.

Dice il documento: “Si tratta di un bando di notevole complessità – e al contempo, forse proprio per questo, di grandissimo interesse – per il suo carattere essenzialmente strategico: non un finanziamento su progetti più o meno ampi e definiti ma il tentativo di stimolare visioni di carattere strutturale e sistemico, che allarghino lo sguardo al tentativo di costruire, nelle aree urbane, reti di relazione tra le organizzazioni cultural”.

Il documento rileva che ”a dispetto della stinta litania secondo cui a Varese vi sono poche occasioni di crescita culturale, è sufficiente “fare un giro” sui media online per verificarne al contrario quotidianamente la densità e la frequenza: a Varese accadono, oggi, moltissime cose”.Ma con intelligenza (è la prima volta che qualcuno dice questo) il documento si chiede “se questo “Tutto” varesino – che emerge dalla semplice somma delle parti – sia sufficiente. O se – al contrario e con un paradosso matematico caro alla teoria dei sistemi – non produca in realtà attualmente, proprio perché frammentato in isole non interconnesse, molto meno delle sue effettive potenzialità”.

Il documento sostiene come sia necessaria”un’analisi dei bisogni e nella conseguente promozione di forme e contenitori – sostenuti economicamente, ovviamente nei limiti del possibile ma decorosamente – che agevolino l’incontro tra organizzazioni e la progettazione di sistemi culturali. Da qui l’idea che la nostra proposta – che nasce in un contesto aggregativo sostanzialmente privato, ma con forti e sistematiche relazioni pubbliche – possa (debba?) essere letta dal Comune di Varese come un concreto tentativo di oltrepassare la frammentazione per approdare, se lo studio di fattibilità ne verificherà la reale possibilità, ad uno stabile progetto di sistema culturale cittadino”.

Certo, il documento azzarda: riconoscere nel Comune di Varese un interlocutore in campo culturale richiede un bel coraggio, tuttavia andiamo avanti e vedremo che il Comune di Varese rispunta altre volte.

Continua il documento: “Ora: è naturale che – in vista della realizzazione di uno studio di fattibilità serio, fondato su una concreta ricognizione dei bisogni cittadini (dei cittadini e delle organizzazioni culturali) e non quindi su risposte prefabbricate – non sia possibile, per il momento, evidenziare in forma dettagliata quante e quali possano essere le funzioni operative della nuova realtà che si potrebbe costituire”.

Ma un tentativo viene fatto dal documento che parla – in forma forse un po’ enfatica – di nuovo “Sistema Culturale Varesino”. Il  documento di Arci Varese ipotizza  “un’organizzazione di servizi in forma di consorzio che, progressivamente, si venga a configurare come luogo comune di coordinamento, promozione, formazione ed organizzazione del pubblico (senza escludere affatto, in prospettiva, l’organizzazione diretta di attività in rete: per esempio un unico festival estivo) della cultura cittadina, sia pure nella tutela e valorizzazione delle autonome identità, fisionomie e vocazioni di ciascuno”. Non solo: il documento delinea “un’organizzazione privata – ma che riteniamo dovrebbe essere pubblicamente promossa e sostenuta dal Comune – che si caratterizzi quindi come organizzazione di secondo livello: ossia in sostanza – in linea perfetta con il primo dei percorsi individuati nel bando Cariplo – come sistema culturale varesino, appunto: condiviso, coordinato e sostenuto dall’amministrazione comunale – senza alcuna esclusività, ovviamente – come sua struttura di affiancamento ideativo ed operativo”.

A proposito del Comune, il documento dice: “Premessa fondamentale dell’intero processo di partecipazione al bando avrebbe dovuto essere dunque a nostro avviso un chiaro, esplicito e lineare atto di indirizzo politico volto all’esplorazione delle reali possibilità di attuazione di questo sistema culturale. Tuttavia – nonostante i contatti intercorsi – i tempi non hanno consentito e non consentono, per il momento, un’investitura istituzionale di questa portata, il conferimento ad ARCI di un formale “mandato esplorativo” da parte del Comune di Varese”. Ma i tempi sono stretti. E dunque”ARCI Varese si propone come capofila per la costituzione di un tavolo di associazioni e manifestazioni culturali cittadine nel quale valutare, discutere e condividere – in più incontri – le linee generali del progetto ed avviare, molto rapidamente, il percorso verso la partecipazione in partenariato al Bando Cariplo”.

Il documento si conclude proponendo che il tavolo delle associazioni possa “elaborare le linee generali di ricognizione ed indagine che dovranno essere esplorate nello studio di fattibilità”. Chi potrebbe finanziare tale studio? Il Comune, of course.

 

18 aprile 2013
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Un commento a “Arci Varese, via al tavolo delle associazioni. Con luci e ombre

  1. davide tenaglia il 20 aprile 2013, ore 11:52

    Siamo alle solite….
    Un nuovo progetto culturale ARCI?
    Aria fritta.!
    Nel deserto culturale varesino dove resistono solamente isole di sorprendente inconsistenza, ARCI protende le sue mani sterili sul banchetto del denaro pubblico, con la consueta avidità parassitaria di chi non ha ancora deciso che cosa fare da grande, in altre parole,di chi non è in grado di operare scelte individuali concrete, preferendo quindi campare sull’immancabile finanziamento pubblico o privato, non importa se di provenienza comunale o bancaria.

    Cordialmente
    Davide Tenaglia

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