Gallarate

Unione industriali Varese, cresce l’export verso gli extra-Ue

 

operai_in_fabbrica_1Il dato è uscito oggi sulla stampa:“L’Europa gela l’export made in Italy”. Le merci italiane con destinazione i Paesi della Ue sono in calo: -6,6% il trend registrato a febbraio rispetto ai livelli dello stesso mese del 2012.  In compenso, però, aumenta il flusso nei confronti dei Paesi extra-Ue: +2,1%. Cambiano le destinazioni e i mercati più promettenti si allontanano. Geograficamente, ma non solo. Un’evoluzione confermata anche dai numeri 2012 delle esportazioni varesine che, ormai, per più del 50% sono orientate al di fuori dei Paesi dell’Unione Europea. La quota destinata al mercato comunitario è scesa al 49,2%.

Proprio perché le distanze aumentano, cresce il rischio delle operazioni commerciali. Anche per questo l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha organizzato, nella propria sede di Gallarate, un incontro dal tema “Credito e mercati esteri: la partnership con Sace”, inquadrato nel ciclo “Approfondimenti di Finanza per l’impresa” edizione 2013. Riflettori dunque puntati sulle opportunità che il gruppo assicurativo finanziario, che ha come socio di riferimento la Cassa Depositi e Prestiti, offre alle imprese operative sui mercati esteri. Come? Attraverso la propria mission di operare nel settore dell’export-credit. Ossia nella protezione assicurativa dei crediti che le aziende vantano nei confronti di clienti stranieri e degli investimenti oltre confine. Attività fondamentale in uno scenario di sistema manifatturiero che guarda sempre di più all’export per far fronte alla staticità del mercato interno e di quello che ormai è da considerare alla stessa stregua: il mercato comunitario.

I dati prima accennati confermano la tendenza alla diversificazione delle destinazioni commerciali. Mentre la Ue rappresenta il 49,2% dell’export varesino, crescono le altre aree di destinazione. I Paesi europei non Ue si ritagliano una fetta del 15,6%, (8,2% solo in Svizzera). Segue, in una sorta di classifica, l’Asia orientale con il 9,6% (Cina 2,9% e Giappone 2%), poi il Medio Oriente 7,3%. Le altre zone? L’America Settentrionale ha una fetta del 5,9% (5,2% solo negli Usa), l’Africa il 5,8% e l’America centro-Meridionale il 4%. Il trend nazionale è confermato dal Varesotto anche guardando ai primi 10 partner commerciali del sistema manifatturiero. Mentre i primi due, ossia Francia e Germania, nel 2012 hanno acquistato meno prodotti varesini rispetto al 2011 (vedi tabella in fondo ndr), cresce l’export locale nei confronti della Svizzera, della Cina e degli Stati Uniti. Con vere e proprie impennate registrate in Turchia e Russia. Fanno eccezione al calo Ue la Gran Bretagna, la Spagna e i Paesi Bassi.

Credito all’esportazione, garanzie finanziarie per l’internazionalizzazione delle Pmi, cauzioni, protezione degli investimenti: questi i servizi che Sace offre alle imprese. “Il Gruppo – è stato spiegato nell’incontro di ieri – sostiene la crescita di 15mila imprese in più di 180 Paesi, garantendo flussi di cassa stabili e trasformando i rischi di insolvenza in opportunità di sviluppo”. Come ci riesce? Uno degli esempi portati alle imprese varesine da Luciano Bisceglia, Account di Sace, è stata la “Polizza Credito Fornitore”: “Un prodotto destinato ad aziende italiane o proprie controllate e collegate estere, che esportano beni e servizi con pagamento dilazionato e con la copertura di rischi come quelli derivanti dal mancato pagamento (parziale o totale) da parte del cliente, il mancato recupero dei costi sostenuti durante la produzione, l’indebita escussione di fideiussioni, il rischio di distruzione, danneggiamento, requisizione o confisca della merce”.

Non solo, Sace garantisce anche i finanziamenti concessi dalle banche alle Pmi per progetti di internazionalizzazione. Il requisito necessario è quello di esportare almeno il 10% del fatturato. La garanzia concessa è tra il 50 e il 70% del credito erogato.

Un’operatività, quella di Sace, che è anche on line attraverso il servizio ExportPlus: “La piattaforma – hanno spiegato gli esperti del gruppo – che consente alle aziende esportatrici di richiedere una pre-fattibilità di assicurare operazioni di export o di garantire il rischio politico del Paese dove l’azienda vuole investire”.

 

17 aprile 2013
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