Varese

Il rapinatore Fesch al Politeama, sul palco la Compagnia dell’Eremo

 

Jacques Fesch

Jacques Fesch

In occasione dell’Anno della fede, il decanato di Varese e la Compagnia dell’Eremo presentano giovedì 18 aprile, alle ore 21, presso il Teatro Politeama a Varese, lo spettacolo “Jacques Fesch. Transfiguratio malis”.

Lo spettacolo proposto dalla Compagnia dell’Eremo è incentrato sulla figura di Jacques Fesch (1930-1957), ragazzo francese dalla giovinezza dissipata e turbolenta, esecutore di una rapina finita accidentalmente con l’uccisione di un poliziotto. Per questo egli viene incarcerato e condannato a morte.

Nei tre anni di carcere che precedono la sua esecuzione, Jacques si converte: capisce tutto il dramma del suo passato, vissuto nell’egoismo e nell’indifferenza, e risponde positivamente alla chiamata della Grazia di Dio che lo vuole un uomo nuovo. Inizia così un cammino spirituale affascinante, leale e profondo, aiutato dal cappellano del carcere e dal suo avvocato, un cammino che lo porta ai vertici dell’amore per Dio e per gli uomini. Dal carcere scrive lettere ai parenti, tra cui la moglie Pierrette, la piccola figlia Veronique, l’amico benedettino padre Thomas, la suocera Marinette. Scrive anche un Diario intimo per Veronique. Questi testi sono una testimonianza unica del suo itinerario di sequela di Cristo. Serenamente egli va incontro alla ghigliottina, che lo uccide all’alba del 1 ottobre 1957. È in corso il processo di beatificazione.

Lo spettacolo è ambientato in carcere, nella cella di Jacques, negli ultimi mesi della sua vita. In scena si alternano alcune persone centrali per la vita del giovane: la moglie, il cappellano, una guardia del carcere. Attraverso il dialogo, talvolta duro e drammatico, con questi personaggi e attraverso le lettere che Jacques invia dalla cella, verrà tratteggiata la sua parabola umana, passata attraverso l’omicidio, fino alla conversione e al raggiungimento delle vette della fede cristiana. Ne emerge una figura potentemente affascinante, di grande attualità per diversi motivi.

In primo luogo affrontare la figura di questo giovane inevitabilmente porta ad affrontare la questione educativa odierna: egli stesso attribuisce lucidamente all’educazione ricevuta, atea e priva di ideali, la causa dei suoi comportamenti criminali, dando giudizi molto netti sulla sua adolescenza e giovinezza vissute senza regole e modelli. In secondo luogo una riflessione su Jacques Fesch implica un discorso sui temi della giustizia e del perdono, che inevitabilmente coinvolgono la sua vicenda, palesando le sue proprie responsabilità, ma anche il suo rapporto con Cristo misericordioso, che attende senza stancarsi l’uomo peccatore.

Lo spettacolo “Jacques Fesch. Transfiguratio malis” è stato scritto da Sergio Di Benedetto, con Camillo Rossi Barattini, Ettore Cibelli, Luisa Oneto, Angelo Zilio. La regia è di Antonio Zanoletti.

A mettere in scena l’opera è la Compagnia dell’Eremo, un’associazione teatrale e culturale. Nasce con l’intento di scandagliare e proporre materiali del sacro e del profano con forte caratura civile: per 12 anni all’Eremo di Santa Caterina, sul Lago Maggiore, ha presentato, con valenti attori e registi, autori come Bernanos (Diario di un curato di campagna), Milosz (Miguel Manara), Mario Luzi (Pietra oscura), Claudel (L’annuncio a Maria).

In altri luoghi di grande significato religioso e artistico, come il Sacro Monte sopra Varese o il Chiostro di Voltorre, la Compagnia ha trattato testi su Massimiliano Kolbe, Charles de Foucauld, David Maria Turoldo, Sant’Ambrogio, nonché letture di poeti e scrittori come Testori, Péguy, Clemente Rebora.

Tra il teatro profano si ricorda Il sole negli occhi. Lettere al fratello sul carteggio tra Van Gogh e il fratello Theo, un successo che ha visto più di cento repliche.

La Compagnia dell’Eremo, in collaborazione con Fabio Battistini, ha messo in scena diversi spettacoli per i Vesperali nella cattedrale di Lugano, tra cui È mezzanotte dottor Schweitzer di Gilbert Cesbron e Omaggio a Testori.

Sempre in Canton Ticino la Compagnia ha collaborato con la RSI, realizzando La sinfonia pastorale di André Gide con la drammaturgia di Fabio Battistini e Tienmi le mani sul carteggio tra Dino Campana e Sibilla Aleramo.

Negli ultimi anni la Compagnia si è dedicata a Dialoghi su Paolo VI. Ciò che conta è amare, realizzato in collaborazione con la Fondazione ambrosiana Paolo VI, messo in scena più volte in importanti contesti culturali del Nord Italia. Lo spettacolo è stato anche rappresentato nel Duomo vecchio di Brescia, in preparazione nella visita di Papa Benedetto XVI in città.

Ultimamente sono stati messi in scena Teresa di Calcutta. Il più bel commento al Vangelo e Juan de la Cruz. Un cuore per Dio: quest’ultima rappresentazione è stata realizzata nel Duomo di Milano. La direzione artistica della Compagnia dell’Eremo è cura dell’attore e regista Antonio Zanoletti: i membri della compagnia sono tutti esperti di letteratura teatrale e valenti attori delle migliore scuole teatrali.

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16 aprile 2013
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2 commenti a “Il rapinatore Fesch al Politeama, sul palco la Compagnia dell’Eremo

  1. Valeria il 17 aprile 2013, ore 18:14

    Bravo Antonio! E finalmente di nuovo a Varese!

  2. Vezio il 18 aprile 2013, ore 18:55

    Ho già visto lo spettacolo su Fesch quando è stato portato in scena a Milano:devo dire ottimo testo teatrale e bravi regista e attori nello sviluppare sulla scena la vicenda.

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