Varese

Varese e Gaza gemellati. In nome dello sport e del valore della pace

Il gruppo di ragazzi palestinesi in piazza Monte Grappa

Il gruppo di ragazzi palestinesi in piazza Monte Grappa

Un piccolo gruppo di ragazzi di Gaza, ragazzi che si dedicano alle arti più diverse come canale per diffondere valori di pace e di tolleranza e per questo girano per il mondo, è giunto a Varese. Tre ragazzi di Gaza in città hanno dato vita a performance nei pressi del Masso sacro di via XXV Aprile, in piazza Repubblica e, quella finale, in piazza Monte Grappa. A Varese si è scelto di puntare sul parkour, uno sport, praticato nelle metropoli, che si traduce in salti acrobatici ed esercizi ginnici che poggiano su arredi cittadini, dai muri ai gradini. E questo perchè a Varese anche la Uisp, l’associazione che ospita i ragazzi palestinesi, ha un suo gruppo di parkour.

In piazza Monte Grappa, palcoscenico naturale nel cuore della città, si sono esibiti atleti di parkour e giocolieri, che si sono mescolati agli atleti e ai giocolieri della Uisp di Varese. Ad introdurre i ragazzi di Gaza, Majed Kalloub, Muhammed Aljkhbeer, Abedalh Inshasi, ci ha pensato Alessandra Pessina, responsabile dei progetti Uisp. Prima di lanciarsi in salti e acrobazie, i ragazzi hanno spiegato, per bocca di uno di loro, il significato della loro presenza a Varese.

25 ragazzi, e tanti gruppi. “Ogni gruppo – spiega uno dei ragazzi in piazza Monte Grappa -presenta un’arte, dalla danza al parkour, fino alla musica, strumenti diversi per raccontare vita quotidiana e sofferenze che si provano nella Striscia di Gaza”. “Siamo stati felici – riprende il ragazzo palestinese – quando siamo arrivati in questa piazza, perchè abbiamo ritrovato gli striscioni visti su You Tube e relativi ai bombardamenti del 2012″. Un modo, insomma, per esprimere gratitudine nei confronti di quei varesini che sono stati vicini al loro dramma.

Poi, dopo le parole, i giocolieri e gli atleti hanno dato vita alla loro performance, molto applauditi dai partecipanti all’iniziativa, ma anche da coloro che per caso si trovavano nella piazza. Un pubblico attento alle giravolte dei ragazzi palestinesi, ai loro movimenti, al ritmo dei salti. E magari anche incuriositi nei confronti di un dramma che i ragazzi ricordano a tutti nel corso della loro turné.  

 

 

 

15 aprile 2013
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