Varese

All’Apollonio la Giulietta di Deniz Ozdogan, folle d’amore e senza treccia

La famosa scena del balcone con Giulietta e Romeo

La famosa scena del balcone con Giulietta e Romeo

Non è facile assistere ad un “Romeo e Giulietta” come quello che si è visto al Teatro Apollonio di Varese. Certo, l’attesa era tanta, perchè del capolavoro di Shakespeare tradotto (e parecchio rimaneggiato) da Fausto Paravidino e diretto dal regista Valerio Binasco, la Rete (e non solo) trabocca di notizie. A partire dai due protagonisti: il Romeo di Francesco Montanari e la Giulietta di Deniz Ozdogan. Questa messa in scena è valsa a Binasco l’Ubu per la migliore regia nel 2011.  Un riconoscimento, questo, che ci ha fatto immaginare più gente di teatro varesina all’Apollonio, un’aspettativa andata delusa.

Eppure questa edizione del “Romeo e Giulietta” è davvero sorprendente, e nonostante le tre ore e mezza di durata, corre veloce veloce. Come tanti critici avevano notato, è vero, la Giulietta della turca Deniz Ozdogan è da brividi. Giovane (come immaginava Shakespeare, al punto che certe attrici mature sono imbarazzanti nella parte), una gestualità e un dinamismo fisico in scena controllati ed efficaci, una recitazione con ritmi da infarto, velocissimi e spesso sopra le righe, uno sguardo  -messo in risalto da una zazzeretta scura -  in grado di evocare la follia d’amore di Giulietta.  Nella tappa varesina (e non sempre accade nel corso di una turné) la Ozdogan, attrice amata da Giorgio Strehler e da Ozpetek, si è donata al pubblico varesino senza risparmiarsi affatto. A chi ha passato ormai qualche decennio di vita a teatro, il ricordo andava alla primissima Guerritore, quella del Giardino – la stessa freschezza e, nello stesso tempo, una vocazione teatrale rara.

Più introverso e intimistico – forse anche troppo – il carattere che a Romeo dà Francesco Montanari, il “Libanese” nella serie tv “Romanzo criminale”, che si è dovuto confrontare con il fantasma aleggiante di Riccardo Scamarcio che nella prima edizione ricoprì il ruolo di Romeo. Montanari è in grado di offrire un Romeo credibile, ma soprattutto riesce a stare al passo della Ozdogan, della sua incontenibile energia. Appare comunque a suo agio in una Verona dei Capuleti e Montecchi che Paravidino ha ricreato come fosse il quartiere di West Side Story con famiglie nemiche come ai tempi di Buscetta e Provenzano.

Un’edizione di grande pregio, con soluzioni innovative, che hanno fatto registrare qualche defezione del pubblico nel corso della rappresentazione. E’ il caso del famoso dialogo dal balcone: lui che si segnala nella notte con un accendino, lei che dal balcone si strugge, con una leggera vestaglietta, per lui. Senza calare la treccia, perchè non ce l’ha. Sono affiancati sul palco il balcone con sopra Giulietta e Romeo, entrambi che parlano alla platea, e si confessano eterno amore senza guardarsi negli occhi. Insomma, ecco a voi l’amore 2.0.

13 aprile 2013
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