Busto Arsizio

Busto Arsizio, Sel: in carcere mai attivato il reparto per i disabili

imagesCA7JDIXBRiceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera ai parlamentari eletti nella nostra provincia da parte di Fabio Pariani, coordinatore circolo Sel Busto Arsizio, in relazione al carcere di Busto Arsizio:

Cari Parlamentari Varesini,

anche se molti di voi non appartengono alla mia formazione Politica, rappresentate comunque questo territorio ed alcuni di Voi sono anche cittadini Bustesi. Mi permetto di sottoporvi un piccolo problema, ma che comunque evidenzia un modo di programmare o meglio di non programmare, opere pubbliche che in questo momento non può più essere tollerato.

 

Il carcere di Via per Cassano è stato ultimamente al centro della cronaca nazionale ma anche europea per problemi di sovraffollamento. Ora nel carcere vi è un reparto, destinato alle persone con disabilità motorie, completamente arredato e pronto all’impiego da circa 6 anni. Tuttavia tale reparto non è mai stato attivato per mancanza di personale medico, infermieristico e molto probabilmente per intoppi burocratici in quanto non si capisce quale ente amministrativo si debba accollare i costi relativi a suddetto personale.

 

Ora anziché cercare di sbloccare la situazione e mettere in funzione il reparto, risolvendo e rendendo più umana, la pena che i detenuti con disabilità devono sopportare nelle fatiscenti strutture carcerarie italiane, gli esponenti politici locali del Centro Destra, dimostrando sia una scarsa sensibilità nei confronti dei detenuti disabili, sia anche una certa superficialità nella gestione dei soldi pubblici, propongono di cambiare la destinazione d’uso di tale reparto trasformandolo in luogo di detenzione di carcerati normodotati.

 

Ovviamente tale cambio di destinazione d’uso comporta: lo smantellamento dell’intero reparto; un’opera di ristrutturazione per renderlo conforme agli standard dei reparti comuni; ulteriore esborso di denaro per la ristrutturazione e il nuovo ‘arredamento del reparto.

 

Infatti se le dotazioni rimanessero quelle del reparto attuale, con spazi e servizi superiori a quelli delle celle standard, si creerebbero situazioni di conflittualità tra i carcerati, difficilmente gestibili dal personale penitenziario (i carcerati di tale reparto sarebbero considerati dei privilegiati rispetto al resto della popolazione).

 

Ora per rispetto sia della condizione umana dei carcerati disabili, sia delle tasche degli italiani vi chiedo gentilmente di: attivarvi affinché tale reparto possa essere reso operativo risolvendo le criticità attuali. Nel caso in cui invece per qualsiasi ragione, in questo momento a me sconosciuta, si decidesse di procedere sulla strada del cambiamento della destinazione d’uso del reparto, vogliate gentilmente spiegarmi:

 

1. Come mai è stato speso probabilmente qualche milione di euro di soldi pubblici per un opera che non era necessaria.

 

2. Se coloro che hanno programmato tale opera (inutile) ne risponderanno in qualche maniera.

 

3. Quali azioni pensate siano necessarie per evitare il ripetersi di tale sperpero di risorse che altrimenti potrebbero essere meglio utilizzate.

 

Rammento soltanto che a causa della crisi economica e dell’eccessivo debito milioni di italiani hanno visto peggiorare le proprie prospettive pensionistiche con gli interventi della Sig.ra Fornero.

 

Non penso che i cittadini bustesi siano felici di sapere che i sacrifici che stanno facendo, sopportando anche un carico fiscale ormai inaccettabile, vengono di fatto vanificati dalla superficialità con cui sono o meglio non sono programmati tutti gli interventi per portare a termine un opera pubblica.

La città è piena di tali situazioni es. Calzaturificio Borri, Palaghiaccio, Caserma dei Carabinieri, Commissariato di polizia, ecc…

 

Confido di ricevere presto Vostre gradite considerazioni in merito.

 

Cordiali saluti,

 

Fabio Pariani

 

Coordinatore circolo Sel Busto Arsizio

 

12 aprile 2013
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