Varese

Università dell’Insubria e Fai: stop al degrado, amiamo il paesaggio

Gli organizzatori dell'interessante convegno "Per un'ermeneutica del paesaggio"

Gli organizzatori dell’interessante convegno “Per un’ermeneutica del paesaggio”

Un dialogo che è partito e che certamente porterà molti frutti: è quello che si  è inaugurato tra il Centro internazionale insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’Università dell’Insubria, diretto dal filosofo Fabio Minazzi, e la delegazione Fai di Varese, presieduta da Paola Piatti. Il frutto più vicino e immediato il convegno di giovedì 18 aprile, dalle 9 alle 17, presso l’Aula Magna dell’ateneo in via Ravasi a Varese, su “Per un’ermeneutica del paesaggio”, che si inserisce anche in un altra prestigiosa manifestazione, quella dei Giovani Pensatori, sempre diretta da Minazzi.

Si respira aria di cultura vera, da queste parti. Dove competenza e passione, ma soprattutto attenzione ai più giovani, sono all’ordine del giorno. Ecco cosa unisce Insubria e Fai. Anni luce lontano dalla politica di oggi. Il filosofo teoretico Minazzi è molto chiaro nello spiegare il senso del convegno. E lo fa, come gli è consueto, con parole chiare: la cultura e il paesaggio, soprattutto in Italia, ma anche nell’area del Mediterraneo (cita anche la Grecia), sono un tutt’uno. Il paesaggio è la nostra cultura, la bellezza che dobbiamo difendere ad ogni costo. Non un’idea nuova, tanto che Minazzi, studioso di Cattaneo tra i più agguerriti e meno ideologici, cita il gran lombardo che diceva che ”i contadini sono gli architetti del paesaggio”. E, ciliegina sulla torta, il filosofo annuncia anche l’uscita di un interessante volume, che sarà lanciato al convegno, dal titolo “Insubria rurale” (Mimesis), curato ancora da Minazzi, con “scatti” del fotografo varesino Carlo Meazza, che ha già collaborato con Minazzi per volumi sui poeti Antonia Pozzi e Vittorio Sereni.

Un intervento, quello di Minazzi, che trova eco nelle parole di Paola Piatti, responsabile della Delegazione Fai di Varese, che sostiene che “bellezza, patrimonio culturale, beni paesaggistici sono il nostro credo”. Non solo: tutto questo, continua la Piatti, “fa parte della nostra mission farlo conoscere ed amare ai giovani, alle scuole”. Come dimostra la bella esperienza degli apprendisti Ciceroni – ragazzi delle scuole varesine – che guidano le visite ai beni aperti per la Giornata Fai di primavera.  A dare manforte a Paola, anche Eileen Ghiggini, ottima curatrice di mostre, che al convegno spiegherà le iniziative del Gruppo giovani del Fai.

Alla professoressa Marina Lazzari, anche lei filosofa, il compito di delineare l’iniziativa dei Giovani Pensatori, giunta al suo quarto anno e che si rivolge ai ragazzi delle scuole, non solo ai licei classici, ma anche alle scuole primarie, ma anche ai licei con indirizzi tecnico-scientifici.

Il Fai, dunque, accanto all’Insubria. Condivisibile il giudizio di Minazzi, che ha detto: “Consideriamo il Fai più importante di un ministero, perchè incarna la coscienza civile”. Insomma, un baluardo con il degrado e quelle “ferite al paesaggio” denunciate dalla Piatti. Che ricorda anche che il giorno del convegno ci sarà anche una visita al “Partenone di Varese”, Villa Panza, dove si svolgerà una imperdibile performance dal titolo “Frutti e fiori”, con coreografie di camilla Lombardo e melodie di Elliot Kaye Kingsley. Perchè, come  ripete allo sfinimento (e con ragione) Minazzi, la cultura non ha compartimenti stagni e deve fuire liberamente, dalla filosofia alla poesia, dalla danza al teatro.

 

 

11 aprile 2013
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