Cazzago Brabbia

Estinto in Italia, il falco pescatore avvistato alla Palude Brabbia

 

Il falco pescatore alla Palude Brebbia

Il falco pescatore alla Palude Brabbia

Nato in Corsica, reintrodotto nel 2009 nel Parco della Maremma, infine avvistato nei giorni scorsi, a 500 chilometri di distanza, nella Riserva naturale Palude Brabbia, sul lago di Varese. Sono le tappe percorse da un esemplare di falco pescatore, specie estinta come nidificante per 34 anni in Italia fino a quando, nel 2011, una coppia di questo raro e splendido rapace iniziò a riprodursi nel Parco della Maremma, in provincia di Grosseto, dove è in atto un progetto di reintroduzione della specie.

L’avvistamento, realizzato dallo staff della LIPU, Associazione che gestisce la Riserva naturale Palude Brabbia grazie a una convenzione con la Provincia di Varese, è proseguito per alcuni giorni consecutivi durante i quali il rapace si è alimentato e riposato nell’area umida, prima di riprendere il viaggio migratorio e far perdere di nuovo le proprie tracce. L’animale è stato poi riavvistato in zona nei giorni seguenti.

Osservato con attenzione a distanza, all’animale è stato letto l’anello in Pvc che portava alla zampa. Si è così risalito facilmente alle sue origini: ossia il Parco della Maremma e il progetto di reintroduzione della specie, avviato dieci anni fa e divenuto noto nel 2011, quando da una coppia nacquero i primi due pulcini. L’esemplare avvistato nei giorni scorsi, nato in Corsica, fu liberato dal parco toscano nel 2009 nell’ambito del progetto.

L’avvistamento del falco pescatore conferma ancora una volta il grande valore naturalistico della Riserva naturale Palude Brabbia, area umida fondamentale per il transito dei migratori tra il nord e il sud Europa. La riserva è il fulcro del progetto “Life TIB” (www.lifetib.it) il cui scopo principale è il ripristino della connessione ecologica che collega le Alpi, in particolare il Parco Campo dei Fiori (a nord di Varese), con i territori del Parco del Ticino, nella Pianura padana.

Al progetto, che vede come capofila la Provincia di Varese, affiancata da Regione Lombardia, LIPU–Birdlife Italia e Fondazione Cariplo, partecipano anche i due Parchi e i trentacinque Comuni varesini il cui territorio è interessato dai corridoi ecologici. Partito nel 2011, durerà fino al 2015: grazie al progetto saranno realizzati sottopassi per la fauna selvatica e avviati importanti interventi di riqualificazione delle zone umide. In previsione vi sono importanti interventi di rinaturalizzazione e di “deframmentazione”, finalizzati a eliminare quegli impedimenti (ponti, ferrovie, strade, autostrade) che costituiscono una barriera artificiale al naturale spostamento sul territorio delle specie animali. Inoltre, proprio nell’area frequentata in questi giorni dal falco pescatore, verranno sperimentate differenti tecniche di rimozione del fior di loto, pianta esotica di origine asiatica, la cui presenza è di ostacolo alla fauna acquatica, così da creare nei prossimi anni un ambiente ancora più ospitale per le specie che sceglieranno di fermarsi nelle acque della Riserva.

“L’avvistamento del falco pescatore – dichiara Massimo Soldarini, del team del progetto – ha un duplice valore: riconosce la palude Brabbia come un’area fondamentale di ristoro per gli uccelli migratori, e conferma l’importanza del progetto Life TIB, che proprio nella Brabbia trova un’area di connessione ecologica importante che collega le Alpi con la pianura e gli Appennini. Un approccio vincente – conclude Soldarini – nel tentativo di ridare spazio alla natura e favorire lo spostamento delle specie sul territorio”

Il falco pescatore (Pandion haliaetus) si è estinto nel nostro Paese a causa dell’urbanizzazione delle aree costiere, della caccia illegale, del saccheggio dei nidi e dell’inquinamento. Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso fu segnalato come nidificante in numerose zone della Sardegna e della Corsica, nonché alle isole Egadi. L’ultima riproduzione prima dell’estinzione avvenne nel 1977 nel Golfo di Orosei (Sardegna). Dopo il 1980 è stato osservato come svernante in numerose aree del nord e del sud della penisola, oltre che in Sicilia e in Sardegna, dove è presente un’importante popolazione svernante. Nel Mediterraneo la specie si ridusse tra gli anni Settanta e Ottanta a sole 57-75 coppie.

La popolazione europea è pari a 8/10mila coppie (dati 2003), di cui oltre il 50% nidifica nella penisola scandinava. La sua apertura alare può arrivare a un metro e settanta centimetri. Sverna in Africa a sud del Sahara, localmente in Nord Africa, Medio Oriente e nel Mediterraneo.

11 aprile 2013
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Un commento a “Estinto in Italia, il falco pescatore avvistato alla Palude Brabbia

  1. Maria Luisa Grandinetti il 11 aprile 2013, ore 14:52

    speriamo…

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