Varese

Clerici: abbattiamo gli alberi per far tornare i Giardini all’ordine perduto

L'assessore comunale Stefano Clerici

L’assessore comunale Stefano Clerici

Non ha alcuna intenzione di fare passi indietro l’assessore al Verde Pubblico del Comune, Stefano Clerici, sulla questione dei Giardini Estensi riportati al passato. Nel mirino dell’assessore pidiellino ci sono 13 alberi, quelli che costituiscono la cintura attorno alla fontana, che finiranno sotto la scure del Comune. Si tratta di 13 cipressi californiani che subiranno quello che viene definito intervento “filologico”.

Ma quale la ragione vera di questo “sfalcio” nel cuore della città? “E’ un modo per dare maggiore visibilità ai tassi che  i cipressi non consentono di valorizzare a pieno – dice l’assessore -. Vogliamo insomma dare risalto alle essenze di pregio piantate ai Giardini”. Un intervento, quello ipotizzato dal Comune, che farà giustizia di 13 alberi e che riporterà lo skyline dei Giardini a 40 anni addietro. “Riportiamo i Giardini all’ordine perduto”, dice ancora l’assessore, che programma l’intervento del taglio fra qualche mese.

Nessun ripensamento, dunque, dopo le proteste degli ambientalisti? No, nessuno. “Sono le solite polemiche strumentali, che non entrano mai nel merito dei problemi, del tutto autoreferenziali”.

10 aprile 2013
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12 commenti a “Clerici: abbattiamo gli alberi per far tornare i Giardini all’ordine perduto

  1. Daniele Zanzi il 10 aprile 2013, ore 15:06

    ” La certezza è ridicola,il dubbio è scomodo ” Voltaire.
    Beato il nostro Assessore con le sue certezze botaniche!

  2. ombretta diaferia il 10 aprile 2013, ore 16:11

    Gentile Assessore Clerici è veramente convinto di ciò che sostiene?

    Ha trovato un altro modo per respirare visto che riempie un parco pubblico di auto da corsa ed abbatte decine di cipressi per una valorizzazione?

    L’unico problema che deve affrontare un Assessore all’Ambiente, verde pubblico e quant’altro includa l’etichetta, è il suo dovere di promuovere la vita del suo territorio: che sia fauna o flora, essere vivente senziente e non.

    E gli alberi, soprattutto in città, dove avete consentito la cementificazione in ogni angolo, servono anche per “mutuare” i danni urbani come il PM10 (oggi a 44 µg/m3), il monossido di carbonio (oggi 0.7 mg/m3).

    Forse è giovane e non se ne rende conto ancora, ma abbiamo un solo modo di vivere: respirare. E a Varese i morti per malattie respiratorie e cardiovascolari cominciano a divenire imbarazzanti, come quelle tumorali.

    Il cipresso californiano mi sembra un sempreverde che viva bene in questa zona. Oppure vuol far passare la linea che chi non è del territorio, piante incluse, viene abbattuto?
    Agire su 13 serve solo a creare un caso, che consenta in futuro di fare ciò che si vuole, magari con la scusa del decoro.

    La valutazione e l’autorizzazione a procedere in tal senso da dove è arrivata?
    Perché non si è chiesto, come per istallare statue, cosa ne pensassero i cittadini?

  3. Gianni il 11 aprile 2013, ore 02:00

    mamma mia quante critiche ideologiche e quanta ignoranza.
    per cominciare:
    1) le auto del rally non sono state fatte sostare nel parterre dei giardini estensi ma solo nel parcheggio di via verdi (come ogni altra auto di ogni comune cittadino che parcheggia ogni giorno nel parcheggio di via verdi). Nel momento in cui dovevano spostarsi dal parcheggio all’uscita di via Sacco sono state fatte incolonnare sulla ghiaia e hanno subito spento il motore, la maggior parte sono addirittura state fatte spostare a spinta.

    2)i cipressi californiani non c’entrano nulla con le essenze presenti ai giardini, sono stati infatti piantati successivamente e ostruiscono la visuale alle essenze di pregio; per ogni albero tagliato il Verde Pubblico provvede subito alla ripiantumazione quindisi può continuare a respirare a pieni polmoni.

    3) il nuovo pgt, in fase conclusiva, è finalizzato alla tutela del territorio e non favorisce di certo la cementificazione, se in passato sono stati fatti degli errori la responsabilità è di altri.

    e per concludere: beato il dottor Zanzi (paesaggista) che nei suoi progetti paesaggistici ha sicuramente sempre tutelato le piante e il verde per non favorire mai e poi mai la visuale di edifici pubblici e privati.

    che tristezza la strumentalizzazione di tutto, l’ideologia più becera e soprattutto l’ignoranza.
    meno male che i varesini sanno a chi dare fiducia.

  4. giovanni dotti il 11 aprile 2013, ore 10:03

    Con tutti i problemi che ci sono a VA, a cominciare dalle strade e marciapiedi, un Assessore va a pensare di abbattere delle piante cheon danno fastidio a nessuno, anzi ! Arricchiscono il verde e migliorano la salubrita’ dell’aria che respiriamo. Chi glielo ha chiesto ? Credo proprio nessuno. Pensate a fare le cose utili e risparmiateci, per favore, quelle inutili ! Forse sara’ meglio che pensiate un po’ meno se quello che esce dalla vostra testa sono queste belle pensate!

  5. a.g. il 11 aprile 2013, ore 14:36

    Ma è mai possibile che non si possa tollerare il diritto di critica e il pluralismo delle idee? Più tolleranza, suvvia, più tolleranza…

  6. Beppe il 11 aprile 2013, ore 14:41

    Anche le autorizzazioni di abbattimento o taglio in ordine : villa Mylius. Via 25 Aprile (per fare posto a una gru) e Via Romans sur Isere sono ponderate???? Anche queste tengono conto dell’importanza delle piante come lieve soluzione a inquinamento atmosferico e acustico?

  7. carlotta il 12 aprile 2013, ore 20:25

    Quando hanno costruito Palazzo Estense e il suo giardino, probabilmente hanno “sradicato” una collina. I cipressi californiani sicuramente non c’erano. Sarebbe carino poter vedere come era 40 anni fa,.. (ma anche 300) e anche qualche simulazione del progetto attuale. Non sono una botanica ma nel mio giardino sotto il grosso albero di natale, cresciuto troppo dalla mia lontana infanzia, non cresceva niente e invece dopo un po di neve… i vicini si lamentavano del rischio che intravedevano nei rami incurvati sui loro tetti. Anche le piante hanno un ciclo di vita: nelle foreste questo è regolato dalla natura. Nelle zone urbane…. credo si debba valutare caso per caso, pro e contro. Ma se non ci sono particolari ragioni perché spendere soldi in momenti come questi? Anche così i giardini sono bellissimi!

  8. davide tenaglia il 12 aprile 2013, ore 21:08

    In merito alla questione del taglio improprio delle conifere dei Giardini Estensi e di quelli di via XXV aprile, vorrei suggerire quanto segue: innanzitutto è necessario partire dal semplice presupposto che questa giunta di centro destra e quelle che l’hanno preceduta, del medesimo colore politico (che Varese forse non abbia fatto abbastanza per meritare qualcosa di meglio?!), non ci risparmia nemmeno quest’ultima bestialità, ammantandola di una presunta legittimità filologica con cui provare a spiegare, a convincere i cittadini (per fortuna scettici), della bontà di un nuovo sacrificio del verde pubblico, verde cittadino, prezioso patrimonio di tutti come giustamente ci ricorda Maud Ceriotti nel suo intervento.
    Assessore (ahimè lo conosciamo anche troppo!) e botanico di palazzo vorrebbero dunque farci credere che esiste una flora superflua, non autoctona, non conforme ai disegni originali del nobile giardino o, nel caso della palestra littoria, inutile quinta arborea, quindi “infestante” rispetto alla maestosità della facciata (a cui volentieri faremmo a meno!). E’ sin troppo evidente che autoctonia fa rima con autarchia e che la pretesa filologica del politico e del tecnico di turno, (che peraltro confondono, come da copione, stile liberty con eclettismo, parlando della villa privata di via XXV aprile, come se tutto ciò che in città non è littorio è semplicemente liberty…), non è che una foglia di fico che nasconde una precisa volontà politica, ossia la riproposizione sottoforma di intervento botanico del principio di autarchia, dell’assenza dell’elemento “straniero”, della sana e protettiva architettura monumentale, di quella purezza di razza e di linea che ci fa rimpiangere l’intelligenza e la razionalità egualitaria del moderno.

    Giudichino, infine, i cittadini, se non sia davvero giunto il momento di fermare una volta per tutte questi barbari che hanno capito quanto più facile sia distruggere il patrimonio pubblico che contribuire al suo ampliamento e alla sua valorizzazione. Ma per fare questo sono necessari non solo gusto, sensibilità e competenza ma soprattutto una visione della politica, della storia e della cultura che una simile giunta potrà mai possedere. Il semplice fatto di esistere, dovrebbe dunque renderci più battaglieri, più forti nelle nostre convinzioni. Oppure no!!…

    Davide Tenaglia

  9. Daniele Zanzi il 12 aprile 2013, ore 23:14
  10. ombretta diaferia il 13 aprile 2013, ore 12:58

    Gentile signor Gianni, mi inchino alla sua dotta scienza.

    Personalmente so di non sapere, giunta fino a questo punto del mio viaggio terreno.
    E la ringrazio perché lei, che mi conosce bene, usi la mia vasta “non conoscenza” per difendere l’abbattimento di 13 essenze non autoctone, quindi, non desiderate: quando leggo “critiche ideologiche” ed “ignoranza” riconosco lo spessore di chi le propugna a discredito di chi difende solo il suo diritto alla vita senza aver mai perso tempo in propagande partitiche.

    Quindi rispondo ai punti della sua saggia puntualizzazione:

    1) le auto del rally giravano a motore acceso nei giardini (e se vuole le mostro il video che ne ho fatto, allibita nel passeggiare tra auto roboanti nel parco tanto a cuore all’Amministrazione pubblica).
    E se vogliamo aprire discorsi filologici, lei che sa così tanto riesce a spiegarmi perché nel suo prezioso parco esistano ben due parcheggi? Sa, io resto bloccata nella mia ignoranza ed ideologia ed ho bisogno della sua conoscenza vasta e puntuale.

    2) i cipressi californiani che non c’entrano nulla con le essenze presenti nei giardini quando sono stati infatti piantati e perché?
    Sulle “essenze di pregio”. sorvolo perché la definizione dichiara apertamente un pensiero da voyeurista, che percorre tutto il suo sfogo a difsa dell’abbattimento di questi ospiti indesiderati, che non riescono ad essere utili ai suoi polmoni.
    Io sono solo un umile essere umano che rispetta la natura, l’unica che mi “regala” ancora strumenti di vita: è ideologico? è ignorante? personalmente non osservo né pratico alcuna ideologia, ma, ribadisco, la mia ignoranza ancora non mi consente tale scollamento dalla realtà: la famosa compensazione delle ripiantumazioni è un invenzione “politica”, perché un albero è altro da ciò che vede. ma continuiamo a guardare, senza vivere…
    I polmoni suoi sicuramente provvederanno a dargliene atto…
    I miei non sono stati rispettati dall’Amministrazione, che continua a procedere sorda davanti alle richieste di “indagini epidemiologiche”.
    Pensi che ho difeso addirittura 23 tigli ottuagenari che Mussolini piantò a forma di punto di domanda (forse lui stesso prevedeva che 80 anni dopo un’ignorante ideologica si sarebbe indignata nel vederli abbatterli a favore di un parcheggio rutilante, ma mai usato dai cittadini!).

    3) son contenta per lei che conosce a menadito il nuovo pgt. magari ce lo può illustrare.
    Non a me che son ignorante ed ideologica e quindi non potrei comprendere le sue dotte spiegazioni, ma ai cittadini tutti, che ancora si chiedono come mai Varese sia divenuta la città dalle mille gru.
    Ma la tutela del territorio impone di favorire ogni essenza ed essere umano vivente sul territorio. Mentre la cementificazione è davanti agli occhi di tutti (visto che lei ama limitarsi a guardare e non a vivere) e sicuramente favorisce solo gli “affari” di cui noi ignoranti non possiamo conoscere assunti, sì poco ideologici e dotti.
    Ma, ribadisco, non favorisce i polmoni di ogni cittadino. Ed il dovere di un’Amministrazione è tutelare ogni cittadino e la vita comune. (Pensi che il responsabile di esseri abietti come i Rom è il Sindaco… ma sicuramente queste indicazioni vengono da politici ignoranti e ideologici)

    Lei è libero di guardarsi edifici pubblici e privati, quanto io ssia libera di vivere pretendendo qualità dell’aria,del suolo e del “suono” universalmente riconosciuti come bisogni primari di ogni essere umano.
    Se questa è ideologia, il suo dotto “ammirare edifici pubblici e privati” lo definirei culturale.

    Signor Gianni, ha proprio ragione: che tristezza vivere in questa Lombardia, l’area più inquinata d’Europa, dove per difendere scelte insensate ancora nel 2013 non si riesce a tirar fuori altri argomenti oltre “l’ideologia più becera” e “l’ignoranza” della sottoscritta…

    E per fortuna che lei sa bene a chi dar fiducia: l’aver prospettive a lungo termine, guardare al bene comune e non solo al proprio interesse è cosa da mondi ideali. Proprio dove regna l’oscuro e la trascuratezza, aspetti che lei non contempla guardando l’apparenza e non la sostanza.

  11. carlotta il 14 aprile 2013, ore 01:13

    Insomma, senza farne crociate ideologiche o studi di alta botanica. Il tasso è una pianta autoctona sempre più rara. E’ classificabile come in via di estinzione?.
    Nel caso, si possono fare dei vivai e/o sfruttare altre aree verdi per la sua sopravvivenza ( le aree verdi a Varese non mancano)?
    I cipressi danneggiano davvero così tanto gli esemplari presenti nei giardini Estensi?
    E’ possibile ma non è detto che il pericolo sia immediato.
    Insomma “filologica” non significa granché: per tagliare delle piante “sane” che sono anche belle ci vogliono buone ragioni (e soldi).

  12. Nino 39 il 17 aprile 2013, ore 15:29

    Dopo tutte queste lavate di testa spero che l’Ass. Clerici l’abbia capita: le piante non si toccano. Prima di pensare di eliminare delle belle piante rigogliose quanti Cittadini ha interpellato ? Credo nessuno, come dice Giovanni Dotti. E poi a proposito di cose utili e necessarie da fare perché lui e gli altri assessori non guardano in giro per Varese e vedere quanti luoghi indecenti e indecorosi ci sono ? Incrocio Via Gasparotti con Viale Borri ! Via Jamoretti confine con Induno Olona ! Villa abbandonata da oltre mezzo secolo in Via Medaglie d’Oro ! Area industriale dismessa da decenni in Via Carcano ! Il carcere (vergognoso) dei Miogni ! ecc. ecc.. Senza contare in quale disastrata situazione si trovano molte strade e marciapiedi. Altro che pensare di far abbattere 13 piante che nessuno gli ha chiesto. Un solo sostenitore (Gianni) di Clerici non è abbastanza !!! “Una rondine non fa primavera”!

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