Varese

Dopo una pausa, Arci Varese rilancia la Festa provinciale a settembre

Un momento della Conferenza provinciale, con il segretario Michela Barzi e il presidente Giulio Rossini

Un momento della Conferenza provinciale, con il segretario Michela Barzi e il presidente Giulio Rossini

Un’associazione che guarda avanti e che punta a superare vecchi schemi. E’ l’impressione che si poteva ricavare dal dibattito che si è svolto alla Conferenza di organizzazione provinciale dell’Arci, aperta da una relazione del presidente Giulio Rossini, che è anche patron di Filmstudio 90, il cineclub più amato dai varesini, oltre che promotore di iniziative entrate ormai nella tradizione culturale varesina, come “Un posto nel mondo” e “Esterno Notte”, oltre al più recente “Note di scena”.  L’Arci a livello provinciale conta 19 circoli e 3622 iscritti (dati del 2012). Tra gli ultimi circoli nati nel Varesotto, “Ragtime”, impegnato nella programmazione culturale e teatrale, “Il Farina” nato a Cassano Valcuvia, l’Associazione reiki.

Rossini ha sottolineato l’importanza di un appuntamento a due anni dal congresso, come ha detto Rossini, “che ha dato una scossa – che io penso positiva – alla nostra organizzazione”. Il presidente  ha sottolineato il valore della partecipazione democratica e ha rimarcato come “il problema culturale  sia l’emergenza più grave del Paese”, a partire dai tagli subìti dalla scuola pubblica. Una deriva, ha continuato Rossini nella sua relazione, a cui hanno risposto “molti giovani che hanno trovato nuovi ambiti di resistenza attiva nell’associazionismo, nel campo della cultura, nel volontariato”.

Tra gli ambiti di maggiore impegno, il presidente dell’Arci di Varese ha sottolineato la lotta per la pace, la lotta alla criminalità organizzata con la carovana antimafia e i campi di lavoro, il problema dei migranti e la battaglia per lo “ius soli”, l’attenzione alle produzioni giovanili e indipendenti.

Lungo il dibattito che si è svolto nel corso della giornata di ieri. Tra i temi emersi, anche la crescente consapevolezza che la produzione culturale dell’Arci si rivolge ad un pubblico dai molteplici riferimenti politici e culturali, spesso al di là e oltre i tradizionali riferimenti di sinistra. Come sottolineato da Jane Bowie, “spesso si possono avere sorprese da amministrazioni locali che apparentemente non sono vicine a noi”.

Alla Conferenza Arci si è poi approvato il bilancio dell’associazione a livello provinciale (escluse le risorse prodotte dai vari Circoli): circa 37 mila le entrate, circa 33 mila le uscite, e dunque un saldo attivo di 4700 euro. E tra le novità annunciate per i prossimi mesi, una Festa provinciale dell’Arci che si terrà a settembre, dopo una lunga assenza.

 

7 aprile 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi