Varese

Pasqua al Del Ponte, un coniglietto fa visita ai piccoli pazienti

Un momento della Pasqua in Pediatria

Un momento della Pasqua in Pediatria

Un simpatico coniglietto, beh viste le dimensioni non tanto .. etto, si è timidamente affacciato la domenica di Pasqua in Pediatria all’Ospedale Del Ponte. I bambini, in un primo momento sorpresi, poi via via sempre più rassicurati, si sono avvicinati chiedendosi cosa ci facesse lì e perché non stesse trascorrendo la festa con i suoi famigliari, invece di passarla con i piccoli ricoverati. Ed ecco che, tra la gioia di tutti, spunta fuori un ovone gigante, pieno a sua volta di tanti orsetti di cioccolato, uno per ogni bambino. Ecco perché è arrivato il coniglio! Per portare un po’ di serenità ai bambini che, essendo in una fase acuta di qualche malattia, non hanno potuto andare a casa.

Tutti insieme hanno poi rotto l’uovo e hanno così potuto trascorrere qualche ora giocando con i volontari del Comitato Tutela Bambino in Ospedale. Sono momenti indispensabili per questi bambini, affinchè possano affrontare e superare una simile evenienza, come un ricovero in ospedale. Occorre garantire loro esperienze positive, attraverso attività di gioco che, stimolando sensazioni piacevoli, possano sostituire e far dimenticare tutto quanto vi può essere di negativo nella malattia. Il gioco, che nel bambino ha una funzione fondamentale per la sua crescita ed è lo strumento con il quale sviluppa le sue capacità cognitive e di apprendimento, in ospedale permette al piccolo di elaborare ciò che gli sta capitando, di contenere la sua paura e di accettare una realtà che, altrimenti, sarebbe per lui insopportabile, con possibili conseguenze, anche gravi, sul suo benessere psicologico.

L’iniziativa è stata organizzata della fondazione Il Ponte del Sorriso Onlus, fondata tre anni fa dal CTBO, per sostenere, all’Ospedale del Ponte, la realizzazione di un ospedale materno infantile unico, che accanto alle terapie, somministri anche una medicina magica, la fantasia, per aiutare i bambini a guarire giocando. Perché un bambino in ospedale è prima di tutto un bambino.

1 aprile 2013
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