Lettere

Dove è finito il senso di umanità?

Nelle ultime settimane sono stati numerosi gli incidenti mortali che hanno coinvolto le ferrovie nella tratta Milano Varese. Alcuni sono stati eventi accidentali altri, forse, suicidio. Quello di cui voglio scrivere è ciò che si è sentito tra chi è rimasto bloccato sui treni e di quelli che sono stati i commenti sui social network.

La gente ha rasentato il cinismo. Gli insulti volgari e insensibili verso i morti sono stati numerosi, profondi e quasi urlati.

Forse occorrerebbe alzare lo sguardo sulla quotidianità e scoprire quanto questo Paese abbia ormai perso il senso di pietà. Se di fronte ad una umanità dolente che cessa la sua esistenza l’unica nota a commento è l’insulto per il fastidio subito per il ritardo a recarsi al lavoro, all’università, a casa, allora, questo è un Paese che non ha più futuro. Se i social network che sono l’espressione della parte più giovane dell’Italia e che dovrebbe essere quella più idealista per definizione, si riempiono di banali e feroci giudizi, di freddi commenti o di volgarità verso chi è morto tragicamente allora c’è da chiedersi se mai queste generazioni sapranno compiere gesti di generosità verso gli altri o prendersi cura dei propri vecchi.

Mi si passi la battuta. Da decenni si assiste allo “sputtanamento” della politica e dei politici ( e, talvolta, non senza ragione ), ma da forse più tempo si è perso il senso del rispetto della persona qualunque essa sia. Tutto è stato ridotto a battuta da bar. I giornali rincorrono la banalizzazione, la TV getta tutto in rissa e il GF o Amici sono divenuti il cult educativo di chi vuole farcela nella vita. Ma dove è finita la responsabilità educativa? Dove è finito il valore morale dell’impegno civile anche nel dire e nel richiamare all’attenzione e al rispetto nei confronti degli altri? C’è una frase del poeta John Donne che mi ha sempre colpito e che dice pressappoco così “Quando senti suonare la campana, non chiedere mai per chi suona. Essa suona per te”.

Abbiamo smarrito il nostro senso di umanità, non ci chiediamo più per chi suona la campana, anzi pensiamo sempre che suoni per altri di cui non abbiamo conoscenza e di cui non ci importa nulla. Così non c’è più pietà per chi è travolto da un treno in corsa, né per chi giace in fondo al Mediterraneo, dopo una fuga dalla violenza e dalla povertà. Siamo presi dalle nostre mille cose. Abbiamo costruito muri e ci sentiamo felicemente “uomini e donne isola” in mezzo all’oceano.

Forse bisognerebbe ripartire da qui, bisognerebbe rieducare al senso di umanità per pretendere di più anche dalla politica anziché continuare a girare lo sguardo e pensare che il peggio siano sempre quelli che stanno a fianco a noi e che noi si sia altro.

Roberto Molinari

30 marzo 2013
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2 commenti a “Dove è finito il senso di umanità?

  1. emanuela il 30 marzo 2013, ore 17:48

    Giuste, sante parole che spero arrivino al cuore a alla mente……….

  2. Giovanni Dotti il 31 marzo 2013, ore 14:13

    Ha ragione Roberto Molinari, ormai oggi ognuno pensa solo per se’, individualismo e cinismo regnano sovrani. Ma non pensa che di tutto cio’ qualche responsabilita’ ce l’abbiano anche certi partiti di sinistra, che non hanno fatto una vera opposizione al berlusconismo ed a quanti di questi disvalori sono stati paladini convinti, e che troppo spesso si sono accodati ai vincitori per continuare a fruire dei vantaggi e dei privilegi che lo “status quo” ha loro assicurato finora e continua a garantirre?? Ora che la situazione sta volgendo al peggio non sarebbe il caso di fare un po’ di autocritica e andare incontro alle proposte di quanti vogliono VERAMENTE favorire il RINNOVAMENTO nella politica e nella societa’, anche se dovranno rinunciare a parte delle loro prebende e del loro potere?? Sarebbe auspicabile che finalmente la Sinistra italiana pensasse piu’ al BENE COMUNE anziche’ai suoi meschini interessi, ma forse ormai e’ troppo tardi per cambiare davvero. E’ con la buona Politica che si cambiano e cose, non con le belle parole di noi che abbiamo la panncia piena

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