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Elisa Longo Borghini, dalle aule dell’Insubria al Giro delle Fiandre

 

La vittoria a Cittiglio

La vittoria a Cittiglio

L’Università dell’Insubria fa il tifo per Elisa Longo Borghini, campionessa di ciclismo, impegnata in questi giorni nel Giro delle Fiandre, terza tappa di Coppa del Mondo di ciclismo. Elisa studia Scienze della Comunicazione all’Università dell’Insubria a Varese e domenica scorsa, a Cittiglio, ha vinto il Trofeo Binda, seconda tappa di Coppa del Mondo.

Dice la campionessa, che “da grande” vuole dedicarsi alla comunicazione sportiva: “Il giro delle Fiandre è una gara molto impegnativa: il percorso mi piace particolarmente, tanto pavè, strappi corti, strade piccole, ottenere una top ten sarebbe il massimo”. Non manca di evocare la sua gara a Cittiglio: “Vincere in casa è stato emozionante: sulla strada, sotto la pioggia c’erano tutti, la mia famiglia, i miei amici, è stato bello”,  ha detto la neo-medaglia d’oro, Elisa.

Elisa, classe 1991, di Ornavasso (Verbania), fa parte del team norvegese della Hitec Products, è già salita sul podio molte volte e, nonostante la giovane età, è una promessa del ciclismo internazionale: sono in tanti a puntare su di lei. Elisa è già a Ninove (Belgio) dove si sta allenando in vista della gara di domenica, la terza prova di Coppa del Mondo, il Trofeo delle Fiandre, appunto. Ma Elisa non è soltanto una sportiva, è anche una persona con le idee chiare. Iscritta al terzo anno del corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione dell’Università dell’Insubria, a Varese, punta alla laurea entro due anni.

Come si fa a conciliare sport e studio ai tuoi livelli?

“Non è semplice, ma è la passione che mi spinge. Del ciclismo sono innamorata fin da piccola e lo studio mi piace molto, fino all’anno scorso frequentavo abitualmente le lezioni, all’Insubria a Varese, in particolare mi piacciono Storia dell’arte e Storia contemporanea. Mi alleno dalle 2 alle 5 ore al giorno, ma studio volentieri: l’aspetto problematico è che gareggiando per un team norvegese sono spesso all’estero”.

In una famiglia come la tua, con due genitori sportivi e in particolare una mamma campionessa di Sci (Guidina Dal Sasso, campionessa Sci di fondo) come è nata la passione per il ciclismo? E quando hai capito di avere talento?

“Il ciclismo è nato un po’ per gioco, un po’ per spirito di emulazione, infatti la domenica spesso i miei erano in giro per le gare di sci e io andavo sempre in bici con mio fratello: poi lui è diventato un professionista e per me è un esempio come sportivo e come uomo (ndr Il fratello Di Elisa è Paolo Longhi Borghini, corre con il team Cannondale). Anzi è proprio mio fratello a darmi suggerimenti e qualche trucco prima di ogni gara. Ho deciso di diventare ciclista professionista due anni fa quando ho capito che potevo farcela: con tanto allenamento e grande tenacia riuscivo a tenere il passo delle migliori”.

All’Università dell’Insubria si è laureata un’altra grande campionessa del ciclismo, Noemi Cantele, con un 110 e lode in Economia e Commercio.

“Si, stimo moltissimo Noemi: è una persona preparata, intelligente e con un grande spirito di sacrificio”.

E proprio di Noemi hai raccolto l’eredità come rappresentante femminile all’interno dell’Associazione corridori ciclisti professionisti italiani, Accpi.

“Sì, dal 2012 è stata ammessa una rappresentanza sindacale anche delle atlete, la prima a essere nominata è stata proprio Noemi, sabato scorso sono stata scelta io. Mi fa piacere, ringrazio il sindacato per aver dato voce anche alle donne”.

Obiettivi per il futuro?

“Nell’immediato, gareggiare al meglio nel Trofeo delle Fiandre di domenica e poi proseguire bene con la Coppa del Mondo, a settembre sarà la volta dei Campionati mondiali di Firenze: voglio fare bene anche lì. Entro due o tre anni voglio laurearmi: mi piacerebbe lavorare nel campo della comunicazione sportiva”.

 

29 marzo 2013
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