Lettere

Sanità e programmazione

Leggendo le varie lettere ai giornali a proposito degli ospedali varesini, in particolare quello di Cuasso al Monte e l’Ospedale Del Ponte di Varese, una cosa risulta evidente: è assolutamente mancata una buona programmazione regionale. Più che da saggi amministratori i politici e i managers regionali delle passate amministrazioni si sono comportati da “improvvisatori”, come apprendisti stregoni.

Tant’è che ora tutti si lamentano, chi vuol mantenere e chi eliminare il presidio di Cuasso, e chi vuol proseguire e chi invece bloccare il megaprogetto Del Ponte e trasferire al Circolo il Polo materno infantile.

Invece di accorpare (nell’ottica della spending review) due ospedali che distano tra loro circa di 1 Km., si è pensato di ingrandire con enorme spesa quello più piccolo, con che vantaggio per l’utenza non è chiaro. Mentre a Varese manca un presidio dedicato alla riabilitazione, ed i Varesini devono recarsi fino a Cuasso oppure in strutture private convenzionate (l’accreditamento a chi giova?) lontane da Varese.

Intanto a Cuasso, unica struttura pubblica per la riabilitazione, si sono sprecati un sacco di soldi in opere di ristrutturazione di dubbia utilità, peraltro mai completate, quando già la Regione aveva in mente di chiuderlo e riduceva i posti letto. Convogliando i pazienti bisognosi di cure riabilitative verso strutture private.

Non hanno tutti i torti quelli di Cuasso e dintorni a lamentarsi di tali storture. Quale imprenditore privato infatti si comporterebbe in tal modo? Giunti al momento attuale e valutando le spese che si dovrebbero ancora sostenere è lecito chiedersi se sia più opportuno mantenerlo e potenziarlo, evitando la spesa dei ricoveri in strutture private, oppure chiuderlo. Certo che anche a Varese sarebbe necessaria una struttura pubblica per la riabilitazione: e dove una migliore collocazione se non all’Ospedale Del Ponte (ovviamente liberato dal Polo materno-infantile)?

Noi siamo contenti di aver lanciato il sasso nello stagno e di aver provocato un dibattito che ha visto coinvolte tante persone, anche molto qualificate; non siamo pregiudizialmente contro nessuna delle possibili soluzioni, ma è chiaro che siamo a favore più degli utenti e degli operatori sanitari, e più del pubblico che del privato.

Confidiamo che la nuova Giunta Regionale non commetta gli errori del passato, valuti con intelligenza e obiettività il piano degli ospedali varesini nella sua globalità prima di affrontare altre consistenti spese, per razionalizzare tutto il sistema ed evitare di buttare ancora dalla finestra tanto denaro pubblico.

Giovanni Dotti e Martino Pirone

28 marzo 2013
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