Varese

Iscrizioni alle superiori, operai cercansi. Ma i ragazzi vogliono fare lo chef

Da destra l'assessore Bonfanti e il dirigente Millefanti

Da destra l’assessore Bonfanti e il dirigente Millefanti

Bilancio delle iscrizioni in provincia di Varese per l’anno scolastico 2013-2014, con numeri che risultano dalle iscrizioni on line con le quali le famiglie si sono dovute misurare. Ad analizzare numeri e orientamenti è l’assessore a Istruzione e Formazione professionale di Villa Recalcati, Alessandro Bonfanti, il quale parte proprio dal cambiamento relativo alle iscrizioni on line: “Non sono mancati problemi, come nel caso di quei 350 ragazzi che sono rimasti nel limbo, quelli che ho definito ‘esodati’: non hanno vista soddisfatta la loro prima scelta di iscrizione, e alcuni di loro non avevano effettuato la seconda scelta”.

Ma al di là di questo, i risultati sono stati positivi: in totale le iscrizioni a scuole statali e Centri di formazione professionale sono state 9266, 600 in più rispetto allo scorso anno. A questa fotografia complessiva manca il dato delle iscrizioni alle superiori delle paritarie: l’assessore ipotizza che si possano aggirare sulle 400, una cinquantina in meno rispetto all’anno scorso. Comunque, Bonfanti rimarca una “sostanziale stabilità” nelle iscrizioni, sia pure con signifativi cambiamenti all’interno di ogni tipologia, cioè all’interno dei licei, istruzione tecnica, istruzione professionale e CFP.

In realtà i cambiamenti ci sono e indicano linee di tendenza che non sempre sono quelle auspicate dal mondo del lavoro. Cresce il turismo (più 1%) sul fronte dell’istruzione tecnica, un dato che, nell”ambito dell’istruzione professionale, si rispecchia in un aumento, rispetto all’anno scorso, del settore enogastronomico, mentre in questo stesso settore si è registrato un modesto 2,5% di iscrizioni al settore “industria e artigianato”. Un vero cambiamento, insomma, che non sembra rispondere alle iniziative e agli auspici delle imprese e delle associazioni d’impresa che puntano sul manifatturiero. Il nuovo trend viene confermato anche da un dato relativo ai Centri di Formazione Professionale: il settore della ristorazione, con i suoi 291 iscritti, registra un incremento di 90 iscritti in più  rispetto all’anno scorso, e un dato di tutto rispetto.

Come leggere questa divaricazione tra aspettative del mondo delle imprese e scelte dei ragazzi e delle famiglie? Un problema che non sfugge a Bonfanti. “Può essere uno degli effetti di certi reality sugli chef…”. “Ma questo questo flusso verso la ristorazione è un trend che non può proseguire negli anni futuri – dichiara l’assessossere provinciale -, da parte nostra dobbiamo incentivare scelte diverse, più rispondenti alle esigenze del mercato, del territorio del mondo del lavoro. E lo possiamo fare con un orientamento più mirato ed efficace”. D’altra parte, continua Bonfanti, è anche una questione culturale: “Dobbiamo puntare a trasmettere l’idea che il mercato ricerca operai specializzat. Così come accade nel settore agricolo, dove le cose sono cambiate e gli addetti devono possedere nuove specializzaioni”.

28 marzo 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi