Varese

L’allarme della Bacchetta: l’Olona ci minaccia, bisogna intervenire subito

Alexandra Bacchetta

Alexandra Bacchetta

Continua la civile e coraggiosa battaglia di Alexandra Bacchetta, madre coraggio che, per sollevare il problema dei mancati risarcimenti per l’alluvione del luglio 2009, esattamente un anno fa aveva scelto di fare lo sciopero della fame. Ora Alexandra, con il suo stile sobrio e ostinato, lancia ancora una volta l’allarme: “il fiume Olona continua a minacciare me, la mia famiglia, la mia impresa”. La Bacchetta è infatti proprietaria del Relais Ca’ de Santi, che il fango e la pioggia, in quel terribile luglio, danneggiarono in maniera pesantissima.

Eppure Alexandra non ha mollato. Nonostante le difficoltà, nonostante gli ingenti danni, nonostante abbia dovuto vendere la propria casa per fronteggiare la situazione, Alexandra non ha gettato la spugna. E ora chiama i giornalisti per rilanciare l’allarme. “Dal luglio dell’anno scorso – dice l’imprenditrice varesina -, nella parte prossima al fiume,  il Relais è protetto solo da sacchi di sabbia, molti dei quali sono aperti e marciti”. Alexandra porta i giornalisti sull’argine del fiume e in effetti ci sono punti dove l’acqua dell’Olona è quasi all’altezza del terreno. Un pericolo continuo, che desta l’allarme di Alexandra e della sua famiglia ogni volta che piove forte.

Un’emergenza continua, che porta la Bacchetta a lanciare l’ennesima protesta. “Per me non si tratta di una questione individuale, ma un problema che riguarda tutti i cittadini, una battaglia di legalità”. Dopo il rischioso sciopero della fame, che Alexandra ha interrotto di fronte a garanzie dei politici locali, i risarcimenti promessi non sono arrivati se non in minima parte (dei 300 mila euro promessi, ne sono arrivati meno di un terzo). Ma ora il problema fondamentale è di mettere in sicurezza l’Olona, che continua a minacciare Alexandra e la sua azienda difesa con le unghie e con i denti. Un intervento più volte annunciato dal Comune, ma che è ben lungi dal concretizzarsi. Tutto sarebbe bloccato da un ricorso al Tar per un contenzioso – a quanto  dichiara la Bacchetta – relativo al bando di gara.

Un’impasse che allarma Alexandra. “Quanto dovremo aspettare che venga messo in sicurezza questo luogo? Quanto tempo occorrerà perchè si comprenda il rischio che corriamo ogni giorno? Non si sono fatti i lavori sugli argini, sono stati messi solo sacchi: cosa sarà di noi?”.

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26 marzo 2013
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