Milano

Maroni inaugura Cripta delle Cinque Giornate. Ma dimentica l’unità nazionale

Maroni alla Cripta delle Cinque Giornate

Maroni alla Cripta delle Cinque Giornate

È dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione della storia la prima uscita pubblica del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni: al fianco del presidente della Fondazione Irccs Ca’ Granda Giancarlo Cesana e dell’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini, Maroni ha presentato la conclusione dei lavori di restauro conservativo della cripta della chiesa dell’Annunciata a Milano, luogo di sepoltura di 141 caduti nei combattimenti del 1848.

A 165 anni esatti dalla fine delle Cinque Giornate di Milano e nell’attuale sede dell’Università statale il presidente della Lombardia ha
riaperto così al pubblico la cripta che – grazie al lavoro di restauro finanziato dalla Regione Lombardia con 148.000 euro e dalla Fondazione Cariplo – sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al giovedì, dalle ore 9 alle 17, dopo Pasqua.

“Sono stato insediato il 18 marzo 2013, nella ricorrenza dell’inizio delle Cinque Giornate di Milano – ha ricordato Maroni nella cripta,
portando appuntata sul bavero della giacca la spilletta della Regione Lombardia con la Rosa Camuna -. Tutti sappiamo il valore
storico e politico che ha avuto questo periodo nell’affermazione dei valori della libertà e dell’autogoverno”. Un tema importante, quella dell’autogoverno e dell’autonomia, ma certamente non si può dimenticare che le Cinque Giornate sono state un passaggio fondamentale nel cammino per costruire la nostra unità nazionale. Sarebbe stato il caso anche di rimarcare quest’ultimo grandissimo valore per tutti gli italiani.

Al ricordo dei feriti e dei morti degli scontri nelle Cinque Giornate è seguita la riflessione sull’attualità dell’impegno del Governo lombardo: “Prendo questa coincidenza storica come un buon auspicio: il Governo che voglio interpretare vuole essere la riscoperta dei valori autentici e dei luoghi anche considerati minori dalla storiografia nazionale, ma che per noi Lombardi hanno un
significato molto importante”.

Alle pareti della cripta, con volte a crociera affrescate d’azzurro, sono riportati i nomi dei 141 sepolti durante le Cinque Giornate:
sono solo una piccola parte dei 500.000 pazienti sepolti nel sepolcreto della Ca’ Granda tra il 1473 e il 1695, riaperto
appunto nel 1848, perché lo stato di assedio in corso XXII Marzo impedì di raggiungere il cimitero urbano. “Cittadini inermi invidiavano il conforto del morir combattendo” recita un’iscrizione alle spalle di Maroni. E proprio il presidente ha
rimarcato il significato politico dell’azione regionale: “La manifestazione di oggi voglio che sia di buon auspicio nell’affermazione dei valori dell’autonomia nei confronti del Governo di Roma e dell’Europa. Abbiamo un compito importante che
voglio realizzare in questa legislatura: la riscoperta e la valorizzazione. Interventi come quello odierno saranno al centro
del mio Governo e dell’Assessorato alle Culture: abbiamo voluto usare questo nome per rappresentare la pluralità delle realtà
culturali che ci sono nella nostra magnifica regione”.

23 marzo 2013
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