Varese

Comune di Varese, sì alla centrale biomasse. Con qualche paletto

La tavola rotonda al Salone Estense di Varese

La tavola rotonda al Salone Estense di Varese

Si riparla della centrale biomasse per produrre energia a Varese. Un tema scottante, che desta perplessità e allarme tra i cittadini, ma che è tornato ieri mattina all’attenzione nel corso della giornata di studio “Quale energia per la Varese del futuro”, organizzata ieri dal Comune di Varese in collaborazione con Provincia, Aspem, Varese Risorse, Ordine degli Ingegneri. Un confronto ricco di interventi e di spunti per fare il punto sulla situazione varesina.

In una tavola rotonda, che si è svolta alla chiusura della mattina, erano presenti due assessori in rappresentanza del Comune di Varese.

Il primo ad intervenire è stato l’assessore all’Urbanistica, il leghista Fabio Binelli, che ha offerto un quadro della situazione varesina davvero non incoraggiante. Binelli ha sottolineato come “nel Pgt è compreso un Piano delle energie rinnovabili che verrà completato nelle prossime settimane”, ma resta chiaro che Varese “sotto il profilo delle energie rinnovabili, resta fanalino di coda”. Resta invece prevalente l’utilizzo di combustibili fossili. Non solo: ma i consumi sono molto elevati, ha detto ancora l’assessore leghista, perchè “abbioamo un patrimonio edilizio vecchio e dispersivo, il consumo termico degli edifici è destinato a crescere”.  E per le energie rinnovabili? Binelli ha concluso il suo intervento dicendo “il Comune deve fare qualcosa di nuovo”.

Ancora più interessante l’intervento dell’assessore alla Tutela Ambientale, il pidiellino Stefano Clerici, che ha messo i piedi nel piatto del progetto della centrale biomasse. L’assessore, prima del suo intervento, aveva confessato di pensare in realtà a due centrali biomasse a Varese: una potrebbe sorgere, come più volte si è detto, all’ex Macello civico, e un’altra – ha ammesso Clerici – potrebbe sorgere nella zona di Masnago. “L’operazione biomasse – ha detto Clerici nel corso della tavola rotonda – va affrontata senza timori, ma occorre non sottovalutare alcuni aspetti”. Tra questi, ha continuato Clerici, il principio del km zero per quanto riguarda il materiale da portare nella centrale, perchè altrimenti si registrerebbe traffico e inquinamento. E poi, ha proseguito Clerici, l’impianto non deve essere sovradimensionato “rispetto ai fabbisogni del territorio”, un modo per dire che all’impianto non deve essere conferito materiale esterno. Infine non si può rimunciare, secondo l’assessore alla Tutela ambientale, “ad un bilancio ecologico dell’operazione”.

Insomma, a quanto si è capito al convegno di oggi, sia pure con alcuni paletti, il Comune continua a pensare ad un impianto biomasse (o forse due). Un progetto che non mancherà di sollevare proteste dei cittadini che se lo troveranno vicino di casa.  

 

 

23 marzo 2013
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