Varese

Pd e ospedale, il capogruppo Mirabelli replica al consigliere Civati

Il capogruppo Pd Fabrizio Mirabelli

Il capogruppo Pd Fabrizio Mirabelli

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del capogruppo Pd in Comune, Fabrizio Mirabelli, che propone alcune precisazione in merito ad una lettera del consigliere comunale del Pd, Andrea Civati, intervenuto su Varesereport in merito all’ospedale di Varese:

Leggiamo, con stupore, la precisazione del consigliere Andrea Civati in merito alla sua posizione personale sul polo materno infantile.

In data 4 marzo, infatti, nella riunione del nostro gruppo consiliare in preparazione della seduta del Consiglio comunale che si sarebbe tenuto la sera seguente abbiamo elaborato, insieme, tenendo conto dei suggerimenti di tutti, un ordine del giorno da sottoporre alle altre forze politiche che “fermo restando che ogni parziale, minore, incompleta realizzazione di tutto quanto previsto nel progetto originario sarebbe da considerarsi un inaccettabile snaturamento e ridimensionamento del medesimo nonché del servizio offerto e prospettato, impegna il sindaco e la Giunta ad operare affinché la Giunta regionale dia la garanzia di completare la realizzazione di un polo materno-infantile di eccellenza presso l’Ospedale del Ponte tramite investimenti adeguati a farne una struttura autonoma dall’Ospedale di Circolo sia per quanto riguarda le specialità, la quantità e la qualità delle attrezzature e delle risorse umane e professionali necessarie, riferendo in merito in Consiglio comunale entro i prossimi sei mesi.”

Un ordine del giorno chiaro su cui il consigliere Civati, pur sollevando qualche dubbio, non ci risulta avere espresso alcuna contrarietà. Il giorno seguente, come concordato, abbiamo cercato e trovato la condivisione, praticamente senza modifiche, da parte della maggioranza delle forze politiche presenti in Consiglio comunale.

A quel punto, tuttavia, il consigliere Civati, non ha esitato a votare a favore di un ordine del giorno del consigliere Nicoletti dal contenuto esattamente opposto a quello del PD, astenendosi sul nostro.

Se abbia cambiato o meno idea lo lasciamo giudicare ai lettori.

Quello che ci interessa qui ribadire è che il PD, anche quando sarebbe stato giustificabile farlo, non ha mai chiesto ai propri consiglieri comunali, di votare secondo la disciplina di partito.

Su argomenti eticamente non sensibili come quello in questione ma, comunque, delicati e complessi, ciascuno dei nostri consiglieri ha sempre avuto, ha e avrà diritto di esprimere liberamente la propria opinione anche se in dissenso con quella del resto del gruppo consiliare, come, del resto, permette il Regolamento del Consiglio comunale.

E’ lecito attendersi, pertanto, un comportamento corretto da parte di tutti i consiglieri affinché siano rispettati l’intelligenza e il lavoro di tutti.

Cordiali saluti

Fabrizio Mirabelli

Capogruppo PD Varese

19 marzo 2013
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30 commenti a “Pd e ospedale, il capogruppo Mirabelli replica al consigliere Civati

  1. giovanni dotti il 19 marzo 2013, ore 14:00

    Meno male che c’e’ un regolamento del Consiglio Comunale che consente liberta’ individuale di esprimere la propria opinione e di votare di conseguenza. Se no dove andrebbe a finire la democrazia? Onore a Civati che ha espresso liberamente, in solitudine, il suo pensiero. Altri non hanno trovato il coraggio di farlo.

  2. Luisa Oprandi il 19 marzo 2013, ore 14:11

    La posizione di Civati fortemente critica nei confronti del Polo materno-infantile al Del Ponte era evidente già nella riunione preconsiliare del PD. La sottoscritta, a sua volta, ha chiesto che ci fosse un limite temporale di massimo SEI MESI entro i quali la Regione esplicitasse tempi, costi e certezze in merito all’Ospedale del bambino, perchè ci fosse chiarezza in merito anche per i cittadini. Così è stato deciso da tutti i rpesenti di scrivere nel documento da presentare in Consiglio, In sede consigliare la richiesta del capogruppo modificava la richiesta di ampliare il tempo da sei mesi ad un anno di attesa prima che la Regione potesse dare certezze, cambiando in parte quando deciso in preconsiglio. Il consigliere Civati a sua volta ha rafforzato la propria posizione di dubbio rispetto alla validità del polo infantile al Del Ponte.

  3. Giovanni S. il 19 marzo 2013, ore 14:14

    azzerare il PD varesino. ripeto: azzerare il PD varesino. questi scambi sono veramente litigio da oratorio… una bella levata di capo pubblica al giovane esponente che ha avuto il coraggio di esprimere un dissenso rispetto alla linea tracciata dal politburo. ma perché non consegnate direttamente i vostri voti al movimento 5 stelle risparmiandoci questa triste agonia?

  4. mario il 19 marzo 2013, ore 15:20

    Non concordo con Giovanni S. Altro che azzerare il PD varesino! Altro che triste agonia! Forse Giovanni S. non se ne è accorto ma il Pd varesino, alle ultime elezioni politiche, è risultato essere, e di gran lunga, il primo partito di Varese, per numero di voti, davanti a PDL e Lega Nord. Quanto al presunto “politburo”, a chi si riferisce? Al segretario cittadino Roberto Molinari, cattolico praticante, proveniente dalla Margherita? Per quanto mi riguarda, la “lavata di capo”, nel caso specifico, è ampiamente meritata. Non ci si può comportare sempre da “furbetto”, fregandosene delle altre persone cui si lavora a fianco.

  5. marcello il 19 marzo 2013, ore 17:38

    Totale sostegno al gruppo consiliare del PD. Il protagonismo di certi giovani consiglieri che badano più alla propria immagine personale che all’interesse della città è un pessimo esempio di vecchia politica che credevo fosse appannaggio di politicanti abituati a non guardare più lontano del proprio naso. A volte, è più facile distinguersi che sforzarsi di lavorare per il bene comune.

  6. daniela il 19 marzo 2013, ore 18:29

    Al consigliere Civati sembra che, giustamente, sia stata riconosciutà la libertà di esprimere la propria opinione diversa rispetto a quella del proprio gruppo consiliare. Perché allora insiste nel precisare? Mania di protagonismo? Mania di visibilità? Autolesionismo? Papa Francesco, in questi giorni, ha chiamato tutti, anche i politici, a riscoprire l’umiltà dello spirito di servizio. In questo caso, invece, mi pare che la logica del consigliere Civati sia quella di fare prevalere, a tutti i costi, la propria opinione personale che non è condivisa nemmeno all’interno del suo gruppo consiliare.

  7. giovanni dotti il 19 marzo 2013, ore 18:43

    Egregio Signor Marcello, dal suo commento traspare solo astiosita’e prevenzione. Oltre che disinformazione. Dovrebbe prima di esprimere giudizi cosi’ taglienti e malevoli entrare NEL MERITO della questione ( basta scriverci che le invieremo molto materiale in proposito), cosi’ capirebbe dove sta veramente IL BENE DELLA CITTA’ e capirebbe perche’ tanti varesini si oppongono a questo megaprogetto fantasioso e assurdo. Il giovane Consigliere Civati ha approfondito i vari aspetti del problema prima di decidere. Non credo che il suo comportamento sia scorretto, tutti quelli che occupano cariche istituzionali dovrebbero fare altrettanto e votare secondo scienza e coscienza. Questo si spera sia l’inizio di una nuova politica, non quella cui Lei allude e che ci ha mandato allo sfascio.
    Il COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE A VARESE

  8. cittadinosuperpartes il 19 marzo 2013, ore 19:46

    Quando c’era la disciplina di partito, cioe’ il Partito Comunista era una cosa seria, e i suoi militanti e rappresentanti nelle istituzioni, erano granitici nella difesa dell interesse dei cittadini. Qui non si tratta di liberta’ di voto si tratta di organizzazione e difesa di una idea comune che il Pd formato da una accozzaglia di sbandati di partiti di centro sinistra del passato non sa piu’ scegliere gli obiettivi giusti.La conseguenza e’ che i grillini imperversano!!!

  9. Giovanni S. il 20 marzo 2013, ore 09:05

    @mario … il politburo? ma è un gruppo di dirigente che non ammette dissensi su una questione così vitale per la città ed esce con una nota che manco in uno stile da prima repubblica che francamente ha stancato. sono sempre gli stessi, gli stessi amministratori del PD, quelli che s’incartano sulle primarie del sindaco, quelli che tarpano le ali ai giovani che giustamente cercano di svecchiare un partito nato vecchio… PD primo partito a varese? bravi, avete vinto una medaglia, ora lasciate amministrare gli altri. come sempre.

  10. bruno il 20 marzo 2013, ore 10:26

    @mario: anch’io non sono d’accordo con lei. “Quelli che s’incartano sulle primarie del sindaco” sono gli stessi che hanno votato la candidatura di Luisa Oprandi a sindaco mentre i giovani “dissenzienti” votavano contro; “quelli che tarpano le ali ai giovani che giustamente cercano di svecchiare un partito nato vecchio” sono gli stessi che quei giovani hanno messo in lista favorendo l’elezione di tre di loro in Consiglio comunale; “PD primo partito a Varese? bravi, avete vinto una medaglia”. Secondo me l’hanno vinta certamente dato che solo fino a qualche anno fa un risultato del genere, dove la Lega da sola prendeva il 30% e insieme al PDL il 60%, era inimmaginabile. “Ora lasciate amministrare gli altri. come sempre”. Beh, per questo giro sicuramente: al prossimo si vedrà. Dubito, però, che si possa fare meglio di quanto è stato fatto fin qui, grazie al sacrificio di tante persone, assecondando i giovani nel perseguimento di posizioni demagogiche e distanti da quella politica di servizio che dovrebbe sempre ispirare chi ha a cuore non il proprio interesse personale ma quello collettivo.

  11. mauro cervini il 20 marzo 2013, ore 10:41

    per Giovanni: “gruppo dirigente che non ammette dissensi”? da semplice cittadino, che non segue molto la politica, non mi pare questo il caso. Mi sembra, invece, che al consigliere Civati sia stata garantita la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione. Neanche in una bocciofila, tuttavia, potere esprimere liberamente la propria opinione può trasformarsi nella pretesa di fare prevalere la propria opinione, assolutamente minoritaria, su quella degli altri sei componenti del gruppo del PD. Ciò, per quanto mi riguarda, nulla ha a che vedere con la libertà di opinione che è sacrosanta ma con l’incapacità, purtroppo, di lavorare insieme ad altre persone.

  12. LD il 20 marzo 2013, ore 11:26

    Letto l’intervento di Civati ho subito pensato che Mirabelli non potesse resistere alla tentazione di rispondere. Peccato, a volte è meglio tacere

  13. Francesco Calmi il 21 marzo 2013, ore 15:03

    Una parte del PD è chiusa ed impermeabile: questo episodio di “stalinismo in salsa varesina” con tanto di pubblica reprimenda lo dimostra. Mirabelli sembra una mestrina offesa. Quando questa gente capirà che siamo stufi di questi modi?!?

  14. giovanni il 21 marzo 2013, ore 17:00

    @francesco calmi: “stalinismo in salsa varesina”? La “parte del PD chiusa e impermeabile” sarebbe composta da sei consiglieri su sette? Solo uno sarebbe l’intelligentone? Definire “stalinista” la professeressa Oprandi, che ha votato come Mirabelli, mi pare veramente il massimo della stupidità. Quando gente come Lei capirà che, prima di sparare stupidaggini, occorrerebbe documentarsi?

  15. giorgio il 21 marzo 2013, ore 19:16

    ah!ah!ah!ah! questa discussione è davvero esilarante. Gli “stalinisti in salsa varesina” sarebbero Alfieri, Oprandi e Mirabelli? Ma fatemi il piacere! La questione è molto semplice: c’è qualcuno che ha interesse a fare credere che la decisione sul polo materno-infantile sia stata presa solo da una parte del PD (quella da rottamare”. C’è, però, un piccolo problema: il documento del PD approvato in Consiglio comunale è stato condiviso anche da Alfieri e votato dalla Oprandi che sono, notoriamente, renziani. Non può essere, allora, che le cose stiano un po’ diversamente da quello che alcuni vorrebbero fare credere? Io, per esempio, sono fra quelli che pensano che il PD abbia fatto benissimo a fare votare un documento che chiede alla Regione Lombardia di dare le garanzie necessarie affinché il polo materno infantile possa essere completato.

  16. Francesco Calmi il 22 marzo 2013, ore 08:33

    @giovanni e giorgio: mi riferiva ai modi della lettera di Mirabelli, non certamente al fatto che la posizione del giovanotto fosse isolata. Di questo non mi importa.
    Mirabelli gli ha voluto fare una bella tirata di orecchi perché si è permesso di contestare la linea della maggioranza. Ma non si chiamava partito “democratico”?

  17. Santino Di Pietro il 22 marzo 2013, ore 09:58

    @francesco calmi: personalmente credo che, quando occorre, sia sacrosanto “tirare gli orecchi” a chi, facendo parte di una comunità, dimostra, con le sue azioni, di avere a cuore soltanto la propria immagine. Il tema non è che “il giovanotto” si è permesso di contestare la linea della maggioranza ma che pretenderebbe di fare passare la sua opinione personale, pienamente legittima come riconosciuto dallo stesso capogruppo, ma assolutamente minoritaria, come la posizione ufficiale del PD. Il PD, nel caso del polo materno-infantile, ha fatto un percorso molto “democratico”: ha valutato, senza pregiudizi, le cose dette dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera, dal Comitato per un solo ospedale, dalla Fondazione Ponte del sorriso; ha sentito il parere dei propri iscritti; ha prodotto un ordine del giorno, costruito insieme da tutti i consiglieri comunali. Cosa avrebbe dovuto fare di più? La posizione del PD può piacere o non piacere (a me, ad esempio, piace) ma deve essere rispettata.

  18. giovanni dotti il 22 marzo 2013, ore 15:47

    Dai vari commenti degli “allineati” si desume che chi non si allinea ma esprime un libero giudizio e’ giusto che sia solennemente bacchettato. Bel modo di pensare, non c’e’ che dire! Credevo che di “democratico” ci fosse anche il contenuto, mi sto rendendo conto che purtroppo c’e’ solo il nome. Non basta cambiare etichetta se il vino e’ sempre quello! Avanti cosi’, con questa bella mentalita’ “allineata”, non riuscirete mai a sfondare ed avere una maggioranza certa nel paese se emarginate i migliori che il cervello non lo mandano all’ammasso. Tutti i vostri bei ragionamentini sono solo sterili formalismi per difendere quel briciolo di potere che ancora occupate, non entrano (e non vogliono entrare) nel merito dei problemi e ragionare su di essi, e’ piu’ semplice e redditizio starsene fuori e accodarsi passivamente alle decisionidei capi. Questo intendete per “disciplina di partito”. Continuate a scannarvi tra voi, invece di concentrare le energie all’esterno per fare una vera opposizione contro quelli che dovrebbero essere i vostri veri avversari politici.

  19. carlotta il 22 marzo 2013, ore 21:29

    Nessuno si è preso la briga di rispondermi (tra quelli che qui così finemente disquisiscono).
    Il fabbricato di Piazza Biroldi, parzialmente ristrutturato, ha certamente un valore di mercato, 1) la zona non è male e poi, chi lo sa, forse un giorno lì ci sarà un’unica stazione e tanti pendolari che vorranno parcheggiare: ma anche adesso non mancherebbero clienti.
    2.a) Varese non ha una residenza con servizi comuni (infermeria, mensa, etc) per persone anziane, autosufficienti ed economicamente solventi, per cui i vantaggi di abitare in centro città sono palesi.
    2.b) Le strutture di assistenza per persone parzialmente o completamente non autosufficienti non soddisfano certamente la domanda della città e del suo hinterland. Spesso si tratta di nuclei familiari senza gravi problemi economici (e altrimenti paga il Comune).
    Le risorse per il polo infantile a Varese sono stanziate (o no?). Ci sono tanti spazi inutilizzati in Viale Borri: non bisogna essere un tecnico per notarlo, basta passarci per un qualsiasi sfortunato caso (destinati alla fatiscenza?).
    Perché separare un pezzo di ospedale dall’altro? Oltretutto in Viale Borri c’è più spazio anche verde e destinabile a zona giochi per i piccoli non allettati.
    Dunque perché Piazza Biroldi e non Viale Borri? La vicinanza alla stazione?
    I bambini, malati e non, in treno (minimo h.1:05)?
    Per tutte le soluzioni residenziali e/o ospedaliere ci sarebbe da valutare anche il fastidio del rumore dei treni.
    C’è qualcosa che non si deve dire e sapere, riservato alle menti superiori che dovrebbero progettare la città?

  20. martino pirone il 23 marzo 2013, ore 10:36

    Sento il dovere morale e civile di dover riconoscere al Consigliere del PD di Varese Avv. Andrea Civati la forza ed il coraggio che ha dimostrato nel riconoscere con obiettività gli errori commessi nel passato dalla politica locale, compreso il suo partito. Coraggio che altri rappresentanti del popolo non hanno avuto. Premetto che non ho mai fatto politica e quindi non conosco appieno quali sono le regole all’interno di ciascun partito ma, a mio modesto parere, penso che il tempo in cui si dovevano seguire incondizionatamente le norme che scaturivano dalle ideologie del partito sia finito. Oggi occorre fare un distinguo: nelle questioni di carattere generale è giusto seguire l’indirizzo e le direttive del partito, ma nelle faccende locali e per il bene della comunità è giusto che ciascun politico ragioni con la propria testa e secondo scienza e coscienza, segua il buon senso, l’obiettività ed i principi del buon padre di famiglia. E’ ciò che ha fatto il buon Civati; che sia egli di esempio e di sprone per gli altri giovani politici.
    Un cordiale saluto con fiducia e stima. Martino Pirone
    P.S. = Una amara riflessione: peccato che la libertà di cui ha usufruito Civati di esprimere la propria opinione non è stata utilizzata anche dagli altri Consiglieri PD e tanto meno da quelli della maggioranza. Perché impegnarsi a pensare e ragionare ? Ci sono i capi che lo fanno per noi !

  21. daniela il 23 marzo 2013, ore 17:10

    CREDO CHE IL SIGNOR pIRONE SIA TOTALMENTE FUORI STRADA. iL BUON CONSIGLIERE CIVATI è STATO LIBERO DI ESPRIMERE LE SUE OPINIONI. nESSUNO GLIELO HA IMPEDITO. tUTTI I CONSIGLIERI DEL pd HANNO GODUTO DELLA MEDESIMA LIBERTà, COME BEN SPIEGATO DA MIRABELLI E DALLA PROF. oPRANDI. AFFERMARE “PERCHè IMPEGNARSI A PENSARE E RAGIONARE? CI SONO I CAPI CHE LO FANNO PER NOI” è OFFENSIVO NEI CONFRONTI DELLA MAGGIORANZA DEI CONSIGLIERI DEL pd CHE LA PENSANO DIVERSAMENTE RISPETTO A CIVATI MA CHE HANNO SPIEGATO, PUBBLICAMENTE, LE RAGIONI DELLA LORO POSIZIONE. vISTA L’INSISTENZA DEI COMPONENTI DEL COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE, NON POSSO FARE A MENO DI CHIEDERMI COME MAI LA LORO AZIONE SI CONCENTRI SOLO SUL GRUPPO DEL pd . lA SANITà Eè MATERIA COMPLETAMENTE REGIONALE. lA SCELTA DEL POLO MATERNO INFANTILE PRESSO L’OSPEDALE DEL PONTE L’HA FATTA LA REGIONE LOMBARDIA. lE RISORSE NECESSARIE LE HA STANZIATE LA RAGIONE lOMBARDIA. dA VENTI ANNI LA rEGIONE lOMBARDIA è GOVERNATA DAL CENTRODESTRA. i MEDICI LEGHISTI E QUELLI DI fORZA IPPOCRATE CHE SOSTENGONO IL COMITATO SONO VICINI AL CENTRODESTRA. DEL COMITATO FA PARTE ANCHE QUEL PROF. cHERUBINO CHE, ALLE RECENTI ELEZIONI REGIONALI, SI è CANDIDATO IN UNA LISTA CIVICA VICINA AL CENTRODESTRA. a CHI GIOVA SOLLEVARE QUESTO INUTILE POLVERONE SUL GRUPPO DEL pd CHE NON C’ENTRA ASSOLUTAMENTE NULLA CON LE SCELTE COMPIUTE DALLA REGIONE LOMBARDIA E DALL’AZIENDA OSPEDALIERA? uN’AMARA RIFLESSIONE: QUALCUNO DICEVA A PENSARE MALE SPESSO CI SI AZZECCA. cHI C’è DIETRO QUESTO FANTOMATICO COMITATO CHE DEVE ESSERE STATO IBERNATO PER VENTI ANNI VISTO CHE LA REGIONE LOMBARDIA HA DECISO TUTTO CIRCA QUINDICI ANNI FA?

  22. Giovanni Dotti il 23 marzo 2013, ore 22:44

    Trasformare un problema locale di buona amministrazione in un problema poltico (il che non rientrava minimamente nelle nostre intenzioni) e’ stato un capolavoro di lungimiranza politica della dirigenza cittadina del P.D. Se proprio non voleva sconfessare il voto favorevole gia’ in precedenza dato, bastava che si astenesse invece di rincorrere la decisione della maggioranza leghista e pidiellina. Oltretutto si trattava di un parere meramente “consultivo”, come rimarca Mirabelli. Il suo voto favorevole ad un progetto con tante criticita’ presenti e future, oltretutto osteggiato da buona parte degli operatori sanitari e della cittadinanza, ma fortemente voluto e portato avanti con ostentata caparbia dai vertici della Regione attraverso il suo referente locale,il D.G. Bravi, ed il negare un referendum tra le maestranze locali (cioe’ tra i lavoratori della Sanita’, delle cui esigenze un partito come il P.D.dovrebbe sempre farsi interprete) denota un distacco tra la dirigenza e il suo potenziale elettorato non certo foriero di buone speranze. Il fatto poi che anche Medici vicini alla Lega e al PDL abbiano osteggiato il progetto denota la trasversalita’, o meglio la neutralita’ del nostro Comitato , che non si schiera da nessuna parte ma solo cerca di scongiurare la realizzazione di un progetto che per tanti aspetti (gia’ ripetuti piu’ volte fino alla nausea) a noi e a moltissimi altri sembra inutile quanto inopportuno e dannoso. Se Mirabelli e d altri del P.D. la pensano diversamente da noi e se hanno prestato ascolto piu’ alle spiegazioni del D.G. Bravi e della Signora Crivellaro, vuol dire che essi sono stati piu’ convincenti di noi, rispettiamo – anche se non possiamo condividere – il loro voto e condividiamo la posizione del Consigliere Civati e di quanti al presente e in passato hanno espresso la loro contrarieta’ a questo progetto tanto ambizioso quanto inutile e costoso. Continueremo a combattere per far ritornare al Circolo il Dipartimento materno-infantile. Giovanni Dotti per IL COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE A VARESE

  23. bruno il 24 marzo 2013, ore 08:27

    Basta!!!! Vorrei potere dire al signor Dotti e al comitato per un solo ospedale che essi non rappresentano proprio nessuno ma solo sé stessi. Io abito in piazza Biroldi e mi auguro che il polo materno-infantile d’eccellenza, autonomo rispetto, al Circolo venga realizzato. Anche se sarò costretto, per un po’ di tempo, a subire dei disagi, ne varrà la pena se ciò servirà ad avere, poi, una struttura moderna al servizio dei neonati, dei bambini e delle mamme. Queste inutili polemiche non servono alla nostra città

  24. Giovanni Dotti il 24 marzo 2013, ore 10:45

    Scommetto che il signor Bruno e’ un esercente che ha una attivita’commerciale sulla piazza, pertanto pensa che se il polo mat.inf. venisse trasferito al Circolo i suoi guadagni diminuirebbero. Noto inoltre che come tutti i detrattori del nostro Comitato si guarda bene dall’entrare NEL MERITO delle problematiche da noi sollevate ma si limita a considerazioni generiche e di facciata., se non anche ad offese gratuite a chi non la pensa come lui vorrebbe. Pazienza, noi siamo determinati prche’ riteniamo che sia una battaglia giusta nell’interesse della maggior parte dei Cittadini di Vareseve degli Operatori sanitari, ma soprattutto delle donne e de bambini ora costretti a trasbordi continui da un ospedale all’altro con pregiudizio per la loro salute, quando non anche della loro vita. Mi spiace, signor Bruno, che proprio non voglia capire. Ciascuno pensa alla sua bottega, si sa. La posso anche capire, ma non posso certo codividere le sue idee.

  25. martino pirone il 25 marzo 2013, ore 16:51

    Cara Signora DANIELA, nessuno ha messo in dubbio la libertà di esprimere le proprie opinioni “magnanimamente” concessa al Consigliere Civati dal suo partito. Tant’e’ vero che ne ha usufruito, come pure gli altri che hanno espresso un parere diverso. La cosa che mi sembra strana è che la maggioranza dei Consiglieri del P.D., partito d’opposizione in Consiglio Comunale, ha ritenuto di dover appianarsi su una decisione assai discutibile presa anni prima e sostenuta con la Maggioranza, rigettando ogni considerazione di MERITO avanzata dal nostro Comitato e ogni ottica di RISPARMIO (soprattutto oggi, in una situazione economica non proprio favorevole), mentre ha tenuto per buone solo le considerazioni a favore (oltretutto reticenti e faziose) addotte da alcuni “consulenti interessati” della maggioranza. Decisione che ci consta esser stata presa dal gruppo dirigente senza alcun dibattito all’interno del partito o un’indagine conoscitiva tra i Cittadini e gli operatori sanitari (oltretutto potenziali elettori del partito stesso). Altro che decisione partecipata ! Secondo Lei è questo il modo di fare opposizione? Mi spiega poi perché tanta ostinazione se, come Lei sottolinea, si trattava solo di un parere “consultivo”? Se poi alla fine la decisione spetta unicamente alla Regione? Per tanti motivi quindi la decisione del PD, cui bene ha fatto a non accodarsi il Consigliere Civati, non convince noi del Comitato, che ragioniamo con la nostra testa, da liberi Cittadini estranei a logiche “partitiche” che non riusciamo a capire. Come già i Medici leghisti, quelli di Forza Ippocrate e il prof. Cherubino da Lei citati, che in passato si opposero fermamente a questo progetto, pur partorito e sostenuto dalle parti politiche a loro vicine, e che per questo hanno aderito al nostro .

  26. bruno il 25 marzo 2013, ore 19:29

    Egregio direttore, mi permetta di rispondere al signor Dotti. Ha perso la scommessa. Non sono un commerciante ma un semplice cittadino, padre di famiglia. Se Lei è abituato ad esprimere giudizi sommari e infondati come quello sul sottoscritto, non mi stupisco più delle baggianate che crive sul polo materno infantile. Mia moglie ha avuto modo di usufrure dell’Ospedale del Ponte e la professionalità dei medici che ci operano è fuori discussione. Come mai tali medici hanno sottoscritto un documento a favore del polo materno infantile all’ospedale del Ponte? Io e mia moglie ci fidiamo più del loro giudizio che del suo. Tutto qui. Mi auguro di non dovermi più difendere dalle sue supposizioni e dai suoi insulti.

  27. giovanni dotti il 25 marzo 2013, ore 22:13

    Preg.mo Signor Bruno, supponendo che Lei fosse un commerciante della zona ho solo preso un granchio ma non ho insultato proprio nessuno. Lei piuttosto col suo tono aggressivo:..”Basta!!!…Il Comitato non rappresenta proprio nessuno…baggianate….” mi sembra solo un provocatore. Adduce poi motivazioni futili e gratuite, perche’ Lei sa benissimo che il Comitato non ha MAI messo in dubbio la professionalita’dei MEDICI e degli altri OPERATORI SANITARI, che dovrebbe sapere non osano parlare in quanto dipendenti e temono ritorsioni. I problemi sono ben altri, Lei continua a fingere di non sapere quello che ha sotto gli occhi ogni giorno, il via vai delle ambulanze con gli ammalati a bordo con le loro sofferenze, le insufficienze specialistiche di quel presidio,ecc. Vede, io conosco persone che abitano vicino al Del Ponte, e so di certo che la pensano diversamente da Lei. Ma si tranquillizzi, il Consiglio Com. ha nuovamente approvato il megaprogetto che le le piace tanto,e tra poco credo che inizieranno i lavori del cantiere e sorgera’un bel casermone di cemento che abbellira’ e rivalutera’ tutta la zona. Con buona pace di tutti !

  28. bruno il 26 marzo 2013, ore 10:37

    Egregio direttore, mi permetta di rispondere per l’ultima volta al signor Giovanni Dotti, persona, evidentemente, ineducata e sgarbata che non vuole sentire alcuna ragione. Io non sono abituato, infatti, a discutere con chi usa nei miei confronti un tono aggressivo “ciascuno pensa alla sua bottega”, affibbiandomi, senza nemmeno conoscermi, la qualifica di “commerciante”, quando non lo sono. Come, tra l’altro, se la parola commerciante fosse un insulto. Duole constatare come, nella sua ulteriore mail, il signor Dotti, invece di scusarsi per il “granchio” preso, come sarebbe stato lecito attendersi, prenda un nuovo “granchio”: “mi sembra solo un provocatore”. A questo punto, mi ritiro dal dibattito lasciando il signor Dotti alle sue granitiche certezze. “Lo sa benissimo che il Comitato non ha mai messo in dubbio…” Perché mai dovrei saperlo? Io mi baso su quanto da lui scritto nei commenti a questo articolo. “Lei continua a fingere di non sapere”. Io non fingo. Vivo vicino all’ospedale del Ponte e mi sono solo permesso di esprimere un’opinione contrastante con quella del signor Dotti. Posso esprimere la mia opinione o devo chiedere il permesso al signor Dotti? Quanto al “megaprogetto”, ho già avuto modo di dire che, sicuramente, inizialmente, ci saranno dei disagi. Ma, personalmente, sono disposto a subirli se, poi, la città avrà a disposizione una struttura moderna e all’avanguardia. Questa mattina, per radio, ho sentito che sono stati stanziati un miliardo e ottocento milioni di euro per la relaizzazione della BREBEMI. Il signor Dotti crede seriamente che la Regione Lombardia non sia in grado di stanziare 15 milioni di euro necessari a completare il polo materno infantile? Ma mi faccia il piacere! Trovo strano che chi, come il signor Dotti, invoca la partecipazione di noi cittadini, quando facciamo sentire la nostra voce, non sia disponibile ad ascoltare attentamente.

  29. daniela il 26 marzo 2013, ore 11:10

    Caro signor Martino Pirone, a Lei potrà anche “sembrare strano” il fatto che il PD, partito d’opposizione in Consiglio comunale, sull’argomento specifico del polo materno infantile la pensi come la maggioranza. A me, invece, sembra una scelta molto responsabile che va ad onore dei consiglieri comunali dal PD. Noi, purtroppo, viviamo in un Paese in cui, e Lei me lo conferma, non ci si attende che la politica agisca seriamente, nell’interesse dei cittadini, ma che reciti una parte. Da quello che ho letto, invece, mi pare che, in questo caso, il gruppo dirigente del PD abbia avuto un comportamento davvero encomiabile: ha ascoltato le ragioni di tutti; ha, ampiamente, discusso al suo interno, coinvolgendo il consigliere regionale Alessandro Alfieri; abbia fatto una scelta. Un percorso democratico inccepibile che, a quanto mi risulta, visto che all’epoca partecipai anch’io, avvenne anche nel 2006 quando fu allargato, perché allora aveva qualche senso farlo, a cittadini e operatori sanitari. Secondo me e secondo tante altre persone questo è il modo giusto di fare opposizione: si vota contro quando ci sono valide ragioni per farlo; altrimenti si vota a favore. Capisco che a Lei questa può sembrare una vera e propria rivoluzione culturale ma è una rivoluzione che i cittadini come me apprezzano se è vero, come è vero, che, alle elezioni politiche del mese scorso, a Varese, il PD, per la prima volta, è diventato, e di gran lunga, il primo partito per numero di voti.

  30. giovanni e martino il 28 marzo 2013, ore 20:56

    Lasciamo ai lettori intelligenti il giudizio su questi due ultimi commenti. Per noi la polemica e’ finita , cambiamo disco !

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