Varese

L’Antropotauro in piazza del tribunale, una scelta che non convince

Il momento dell'inaugurazione dell'opera di Fiume

Il momento dell’inaugurazione dell’opera di Fiume

Non è facile comprendere perchè il Comune di Varese abbia collocato il grande bronzo “Antropotauro con la sua donna” di Salvatore Fiume al centro di piazza Cacciatori delle Alpi, davanti all’ingresso del tribunale.

Donata alla città dall’associazione Varesevive per ricordare Luigi Orrigoni, l’associazione presieduta da Giuseppe Redaelli si è fatta carico della fusione della scultura, operazione assai costosa. L’opera del maestro siciliano è stata posta su un piedistallo dove un tempo sorgeva il nero catafalco, poi smontato e portato via.

Forse l’opera di Fiume è stata collocata in una piazza di Varese per i legami del maestro con il nostro territorio? Certo, Fiume ha operato anche in territorio insubrico, soprattutto nel Comasco, ma non pare una ragione forte. Così come non appare una ragione sufficiente il fatto che l’artista abbia utilizzato per le sue opere anche la fonderia di Origgio (la stessa utilizzata per realizzare l’opera collocata davanti al tribunale). Artisti e scultori davvero del territorio ce ne sono, eccome, come dimostra la mostra realizzata dalla Provincia di Varese nel parco di Villa Recalcati. Si poteva optare per uno di loro.

Un soggetto come quello rappresentato dall’opera non ha alcun rapporto neppure con il luogo in cui è stato collocato. Non è un soggetto risorgimentale, che abbia attinenza con l’intitolazione della piazza al glorioso esercito garibaldino, né si tratta di una figiura mitologica che evochi caratteri legati alla giustizia, come si potrebbe pensare vista la collocazione davanti al tribunale.

All’inaugurazione di oggi, è stato ricordato un sondaggio condotto on line sul gradimento dei varesini. Un sondaggio, a dire il vero, poco gettonato, al punto che si era deciso di prolungarlo, una volta chiusa la modalità on line, con una più tradizionale modalità di voto.

Una scelta, insomma, quella della statua in piazza del tribunale, che lascia dietro di sè parecchi interrogativi. Così come era già accaduto nel caso dell’opera “Incontro” già collocata nella vicina piazza Beccaria.

 

 

18 marzo 2013
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8 commenti a “L’Antropotauro in piazza del tribunale, una scelta che non convince

  1. sergio vito il 19 marzo 2013, ore 09:30

    Dice l’articolo: “Artisti e scultori davvero del territorio ce ne sono, eccome, come dimostra la mostra realizzata dalla Provincia di Varese nel parco di Villa Recalcati. Si poteva optare per uno di loro”.
    E perché? Se era fatto da uno di loro sarebbe andato bene? Il solito provincialissimo discorso: cultura e territorio. Una sciocchezza galattica. Come dire: da domani niente più Pirandello nelle nostre scuole, siciliano come Fiume… Se il bronzo è bello non ha nessuna importanza chi l’ha fatto!

  2. a.g. il 19 marzo 2013, ore 13:27

    Sì, se il bronzo è bello…

  3. ombretta diaferia il 19 marzo 2013, ore 14:50

    però non è provincialismo…
    l’Amministrazione ha come primo servizio la promozione del suo territorio…

    questa settimana continua a tornarmi in mente una la citazione (ovviamente letteraria) di Anton Cechov (1860-1904)

    “Cerca di essere universale e sarai provinciale.
    Cerca di essere provinciale e sarai universale.”

  4. alberto lavit il 19 marzo 2013, ore 18:33

    Molti dubbi li ho anche io !!! Ma una volta scelta l’opera magari fare in modo che ci stia bene ! Me la immaginavo più grande. Avrebbe bisogno di un secondo piedestallo per alzarla ancora e darle più importanza.
    Ho nostalgia di TOMAINO in piazza Montegrappa !

  5. GIO il 19 marzo 2013, ore 18:52

    L’opera di Fiume non convince per il soggetto ma non e’ male. Ma perche’ volge il sedere al Tribunale? Vuol forse fuggirre?

  6. carlotta il 19 marzo 2013, ore 22:43

    ma questa statua prima dov’era e di chi era? L’emozione che genera (ovviamente soggettiva) non è delle migliori. Forse quattro righe di spiegazioni per i comuni mortali, adesso che sta lì, su cosa rappresenta: l’articolo non dice niente in proposito.

  7. Jane Bowie il 21 marzo 2013, ore 09:23

    Getto alcuni sassolini nello stagno:
    - cos’è il territorio? Di dove bisogna provvenire per poter partecipare alla vita culturale di Varese se questa si concentra sul “territorio”? Il confine della città? O del comune? O della provincia? Io comincio a tirarmi fuori dal momento che sono nata molto più lontana dalla Sicilia e non vivo nel comune di Varese allora?
    - la scultura è una donazione, ricevere un’opera di questo valore non accade ogni giorno. Perché NON piazzarla in una piazza di una certa importanza? Non è che la città di Varese abbia deciso di acquistarla, la decisione è stata presa dopo averla ricevuta, e meno male che non l’hanno lasciata in qualche scantinato o piazzata in qualche parcheggio di un qualche supermercato. Il che mi porta a:
    - la Fondazione Luigi Orrigoni, imprenditore di supermercati che con la sua Fondazione mi pare abbia dato parecchio alla comunità (sono andata a leggere il sito web della fondazione per capire di più). Non è un legame sufficiente? E per finire:
    - Salvatore Fiume, scultore di fama internazionale, tra le sue opere quella che sta fuori dal Parlamento Europeo di Strasburgo. Certo, se la città di Varese tira su con il naso davanti alla possibilità di poter ospitare gratuitamente un dono di questo livello internazionale, ci sono sempre i cicloleghisti di Buguggiate. Prendeteli pure! Vi aiuto io a caricare il furgone!

  8. Jane Bowie il 21 marzo 2013, ore 09:42

    Sono maleducata, non ho speso una parola sull’associazione che ha donato la statua, Varesevive. Leggendo lo statuto dell’associazione mi sembra che più squisitamente legati al territorio e la sua promozione almeno nel dichiarato intento non si può, ma lo statuto reca anche come scopo “promuovere eventi culturali atti a stimolare l’attenzione dei cittadini verso l’animazione culturale del territorio”, per il fatto che siamo tutti qui a scrivere di una scultura dimenticandoci di Beppe Grillo per 5 minuti mi sembra che siano riusciti in pieno.
    Rinnovo il mio caloroso invito a liberarci, ahem, intendevo, appropriarvi per il bene culturale del paese, degli ottimi cicloleghisti.

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